Rifiuti a Firenze: incenerire, termovalorizzare o fare la differenza

L'esempio, cercato nei dati dell'Europa, rischia di trovarsi a poca distanza dal capoluogo toscano


Analizzando i dati fiorentini e raccolti i suggerimenti di Quadrifoglio Spa contenuti negli atti di Bilancio, dagli elevati costi di smaltimento di un servizio affidato a terzi alla necessità di realizzare un inceneritore che produca energia in proporzione al prodotto smaltito, ma con l'obbiettivo dichiarato di ridurre l'indifferenziato, emerge all'orizzonte una domanda ricorrente: ma il Zero Waste, la produzione di rifiuti vicina allo zero è possibile sono nei piccoli comuni?

“Gambassi Terme ha, nella gestione del porta a porta, spinto e applicato con la separazione di molte categorie merceologiche di rifiuti, il cardine per le buone pratiche ambientali” a parlarne a Nove Da Firenze è il sindaco di Gambassi Terme, Paolo Campinoti.

Campinoti è un "Riciclone". Il suo Comune rientra tra quelli che in Toscana sono riusciti a distinguersi per l'ottima gestione dei rifiuti, dalla raccolta differenziata al riciclo dei prodotti. In classifica anche Capraia e Limite, Castelfiorentino, Certaldo, Montelupo Fiorentino, Lamporecchio, Vinci, Larciano, Serravalle Pistoiese, Fucecchio, Empoli e Cerreto Guidi. 

E' facile notare che si tratta spesso di Comuni di piccole dimensioni: secondo alcuni dati di Legambiente del 2013 infatti, pare che le grandi città stiano a guardare. “Per le buone pratiche e per l'elevata percentuale di raccolta differenziata, Gambassi Terme è stato insignito nel 2014 del premio come comune toscano sotto i 10000 abitanti con indice Legambiente più elevato. Nel 2015 siamo arrivati secondi" continua Campinoti.

Fortunatamente però, il Comune di Empoli rappresenta un'eccezione. Infatti, sempre dal Dossier di Legambiente “Comuni Ricicloni”, emerge che nonostante si tratti di un Comune di 48 mila abitanti, quello di Empoli supera il già ottimo risultato del 65% di raccolta differenziata e riciclata, classificandosi direttamente come un Comune a “Rifiuti free”.

Questo risultato si può raggiungere in modi differenti: con la raccolta “porta a porta”, attraverso un'adeguata modalità di tariffazione del servizio e soprattutto con politiche fiscali atte ad applicare il principio di “chi inquina paga”.
In questo modo il cittadino dotato di maggiore senso civico, si vedrà ridotte le tasse sui rifiuti e imparerà a separare bene i materiali riciclabili da quelli non e bandire le stoviglie in plastica in favore di quelle riutilizzabili.

A tal proposito, il Comune di Gambassi Terme può far sentire la sua voce: “Anche il nostro Comune, vanta eccellenti percentuali di raccolta differenziata, oltre il 90%. Oltre a questo, si verificano fenomeni di buone pratiche nella gestione dei rifiuti quali l'utilizzo di stoviglie lavabili per le sagre paesane e la fervida attività di volontariato per la pulizia del territorio. Esiste infatti “Greenbassi” un'associazione organizzatrice di eventi di pulizia, capace di coinvolgere molti semplici cittadini che per l'occasione si trasformano in volontari.”

A quanto sembra, ciò che serve per ridurre gli sprechi non è altro che un po' di buona volontà e soprattutto prendere coscienza di quanto si andrebbe a risparmiare. Si parla di riciclo, raccolta differenziata e buona gestione dei rifiuti, fino alla cosiddetta realizzazione della “green economy”.

Ma, effettivamente, quali sono i prodotti che si possono riciclare? Secondo dati MATREC (Il primo osservatorio Internazionale per l'innovazione sostenibile di materiali e prodotti) uno fra i primi è il sughero. E' un materiale rinnovabile che negli ultimi anni è stato utilizzato per la realizzazione di accessori come occhiali, borse, portafogli, bracciali e orologi. Bizzarro è quello che si può riuscire a fare con petali e boccioli di rose: è possibile infatti riuscire a creare dei materiali che vengono poi reimpiegati per la realizzazione di rivestimenti murali. E' proprio il caso di dire “non si butta via nulla”.

Per quel che riguarda invece la raccolta differenziata, secondo alcuni dati elaborati dal Centro di coordinamento RAEE ( Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), nel 2014 la Toscana ha incrementato del 2% la raccolta differenziata di questo tipo di rifiuti con il Comune di Firenze che ha mostrato l'aumento più significativo (+13,47%) seguito dal Comune di Pisa (+12,49).

Ovviamente, la raccolta differenziata viene valorizzata se poi effettivamente il materiale viene riciclato e se, ciò che si ottiene dal riciclo viene poi offerto al consumatore. E' ciò che si definisce come “economia circolare”, sinonimo di green economy.

Ruolo non indifferente nell'organizzazione della gestione dei rifiuti è svolto da REVET, il cui piano industriale è orientato al massimo riciclaggio dei prodotti e il cui Presidente, Valerio Caramassi, ha ringraziato (durante la premiazione “riprodotti e riacquistati” di Legambiente nel 2014) la Regione Toscana per essere una delle poche in Italia, ad incentivare la raccolta e il riciclo anche in settori che presentano maggiori criticità.

Ha recentemente dichiarato il Presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza “Sulla gestione integrata dei rifiuti e sulla prevenzione dell'inquinamento atmosferico, la Toscana può e deve fare molto di più”. Diamoci da fare!

di Rosa Marchitelli

Redazione Nove da Firenze