Resort Boboli-Belvedere e caso Montanari: Idra sollecita l’incontro col sindaco Nardella

Giuliano - Ipotesi piscina

A Firenze urge democrazia nell’urbanistica: “Non è necessario essere al servizio di capitali stranieri per far male alla città”, sostengono dall’associazione. E al tema della tutela del paesaggio accostano l’ironia di Giuliano, con l’ipotesi-piscina fra l’albergo di lusso e il giardino rinascimentale…


“La clava delle azioni legali della giunta può forse coprire le gravi lacune in fatto di informazione, trasparenza e dibattito?”, si chiedono gli ecologisti di Idra pensando al mancato dibattito pubblico sui destini di un’area pregiatissima del centro storico Unesco di Firenze e al caso Montanari. Non è necessario essere al servizio di capitali stranieri per far male alla città, lascia intendere il presidente Girolamo Dell’Olio nella lettera con cui sollecita oggi – dopo le considerazioni trasmesse il 18 dicembre - la richiesta urgente di confronto col sindaco.Il ruolo che l’amministrazione pubblica gioca sul piano delle scelte urbanistiche, infatti, non è trascurabile, sostiene: “Può operare per recuperare l’identità smarrita della città, tutelando innanzitutto la popolazione e i suoi saperi, oppure può spianare la strada al suo snaturamento, incentivando lo spopolamento e premiando la banalizzazione consumistica”.

E così, a partire dalla destinazione ammessa in Costa San Giorgio e aspramente commentata da Tomaso Montanari, Idra aggiunge una riflessione sul modello socialmente inadeguato ed economicamente improduttivoche, aggiunge, “vediamo continuare a proporsi in città: dove il caso resort fra Pitti e Belvedere rappresenta in realtà solo la punta di un iceberg”.

Il deficit di democrazia sostanziale che Idra rileva suggerisce una riflessione: “Quello della Variante semplificata al Regolamento Urbanistico che ammette 300 posti letto di lusso lungo la ripida Costa San Giorgio, in Oltrarno, fra Pitti e Villa Bardini, è un caso paradigmatico che, a beneficio dell’intera città, conviene affrontare con gli strumenti del dialogo, dell’informazione, della trasparenza. Proprio quei caratteri che – come si è scoperto in questi mesi di emergenza sanitaria, tuttavia decisivi per il destino di quel prestigioso complesso architettonico – sono clamorosamente mancati al dibattito cittadino”. Siamo al punto: “Vogliamo parlare anche di questo, signor Sindaco?”.

Chiudendo, e prima di augurare a Dario Nardella un 2021 “contraddistinto da un rapporto costruttivo e dialogante con la città tutta”, Dell’Olio ricorda quello che ad avviso di Idra è un semplice dovere istituzionale: Non Le ruberemo tempo prezioso trattando temi astratti o ideologici: abbiamo raccolto una quantità impressionante di indizi concreti con cui un buon amministratore della cosa pubblica non può evitare di confrontarsi.“Leggo e ascolto sempre con attenzione le critiche ben argomentate e ne faccio tesoro quando aiutano a migliorare o le dibatto senza tirarmi indietro quando ce n’è l’occasione”: così Lei ha risposto alle sollecitazioni del nostro concittadino Sergio Staino. Bene: faccia altrettanto con noi!”.

Redazione Nove da Firenze