Renzi, la Leopolda ed il Ritorno al futuro

Politica spettacolo e viaggi nel tempo anche di polemiche alla nona edizione della Leopolda.


Comunque la si pensi politicamente su Matteo Renzi, non si può negare che l'ex Presidente del Consiglio e Sindaco di Firenze, non sia abile a far parlare davvero molto di sé. Per la nona edizione della Leopolda tenutasi nel capoluogo toscano soltanto qualche giorno fa nel fine settimana, visto che il tema era "Ritorno al Futuro", sul palco dell'evento è stata installata una bellissima riproduzione della macchina del tempo DeLorean della serie cinematografica omonima. E subito su mass media e social, nel bene o nel male non si è parlato d'altro se non del veicolo usato da Emmett "Doc" Brown (Christopher Lloyd) e Marty McFly (Michael J. Fox) per viaggiare nel tempo nella mitica trilogia amata da milioni di fan prima al cinema e poi sl piccolo schermo.

Senza usare la DeLorean, possiamo fare un viaggio nel tempo fino all'edizione 2014 della Leopolda quando Renzi, da Presidente del Consiglio dei Ministri, rispondeva alle polemiche sulle tasse sulle slot e sul tema dell'azzardo sia nel mondo reale sia in quello virtuale. ll tema del gioco d'azzardo è oggi ancora più centrale nel dibattito politico ed è stato anche oggetto del recente Decreto Dignità: il mercato del gambling, infatti, è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni e oggi è sufficiente collegarsi su siti come www.miglioricasino.com per scoprire tutte le possibilità che il mondo dei casinò online offre oggi in Italia. In quattro anni, è cambiato il Governo, Matteo Renzi non è più il segretario del Partito Democratico, ma oltre alla certezza dell'appuntamento alla Leopolda, anche le polemiche sul gioco d'azzardo continuano.

Torniamo dunque al presente, a metà ottobre per la precisione, per l'Indagine dell'Istituto Superiore della Sanità sul tema del gioco problematico che ha presentato risultati davvero sorprendenti. In primis dall'indagine dell’ISS viene ridimensionato il numero dei giocatori a rischio. Sono circa 1.5 milioni coloro che giocano che potrebbero cadere in situazioni patologiche, a fronte di 18.4 milioni di giocatori, il 36% della popolazione italiana, una delle percentuali più bassi in tutta Europa.

Sempre secondo questa ricerca poi viene bocciata la linea del recente decreto dignità che pone molti limiti alla pubblicità del gioco d'azzardo così come le leggi regionali che hanno introdotto il distanziometro, ovvero delle distanze minime che le sale slot devono avere da luoghi ritenuti sensibili come scuole, bancomat, uffici delle poste e chiese. Stando alla ricerca però il giocatore problematico tende ad andare in sale slot lontane da casa e luogo di lavoro, rendendo così del tutto inutile e vana questo tipo di provvedimenti.

Tornando invece al tema della pubblicità sul gioco d'azzardo, l'indagine dell'ISS sottolinea che meno del 20% dei giocatori ha iniziato a scommettere o lanciarsi in gioco da casinò per via della promozione di vario tipo mentre oltre l'80% ha cominciato per altre ragioni.

Comunque la si pensi sul tema, emergono alcune contraddizioni lampanti. Prendiamo in particolare in riferimento il calcio. Il decreto dignità del Governo vieta anche ai club - e quindi anche alla Fiorentina - di essere sponsorizzati da siti di gambling o catene di sale slot. Quelle che ancora vedete sono legate a contratti firmati prima che il decreto entrasse in vigore. Detto questo poi le squadre italiane giocano anche all'estero per la Champions League ed Europa League, ottenendo incredibili numeri di audience, in particolare per la partita trasmessa in chiaro da Rai 1 (questa settimana ad esempio il big match Barcelona - Inter pur senza il top player Lionel Messi infortunatosi proprio alla vigilia dell'incontro) il mercoledì per la Champions ed il Canale 8 che invece manda solitamente una partita di una squadra italiana dell'Europa League. In questi match però le squadre straniere possono avere tranquillamente uno sponsor legato al mondo del gioco d'azzardo visto che un decreto come quello adottato dal Governo italiano non ha simili in nessun'altro paese europeo che gioca le Coppe per Club.

Tornando alla Leopolda, il fine settimana politico ha visto un confronto - scontro che ha riguardato anche il mondo dello spettacolo. Se a Roma l'evento organizzato dal Movimento 5 Stelle ha visto ovviamente grande protagonista il fondatore Beppe Grillo, a Firenze Renzi ha avuto tra gli altri, come ospite, il famosissimo conduttore Paolo Bonolis che arriva con un poncho lo porge a Renzi e gli dice "Tieni, questo è un poncho degli Inti-Ilimani. Così c’hai ancora qualcosa di sinistra".

Sempre di più dunque la politica ed il mondo dello spettacolo vedono affievolirsi i confini. Ma non deve poi sorprendere più di tanto anche perché abbiamo avuto qualcuno che ha cominciato molto prima di noi. In molti non lo ricordano ma il Presidente degli Stati Uniti d'America dal 1981 al 1989, Ronald Wilson Reagan in precedenza era stato un amatissimo attore di Hollywood. Ed anche quando si parla di voltagabbana non crediate che noi italiani abbiamo dato il LA a questo tipo di comportamenti. Sempre Reagan negli anni 40 aderì al Partito Democratico ma dopo 20 anni passò al Partito Repubblicano di cui divenne uno dei più carismatici leader di sempre.

Redazione Nove da Firenze