Reddito di Inclusione: dal 1 luglio cambiano i requisiti di accesso

Le domande possono già essere presentate. Una rete di 300 Nonni Volontari per aiutare famiglie in difficoltà e contrastare la povertà educativa minorile


Cambieranno a partire dal 1 luglio le modalità di accesso al Reddito di Inclusione, la misura nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale istituita a partire dal 1 gennaio. Per l'occasione, l'amministrazione comunale ha deciso di fare un punto della situazione dei primi sei mesi del provvedimento. Il beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica e un progetto personalizzato di attivazione ed inclusione sociale, allarga la platea dei suoi beneficiari grazie al venir meno dei requisiti familiari (presenza di un minorenne, di una persona disabile, di una donna in gravidanza, di un disoccupato ultra 55enne).

Il ReI verrà quindi erogato, indipendentemente dalla composizione familiare, ai nuclei familiari - che presenteranno domanda - con valore ISEE in corso di validità non superiore ai 6 mila euro, un valore ISRE stabilito successivamente dall'INPS non superiore ai 3 mila euro, un valore patrimoniale immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore ai 20 mila euro e un valore del patrimonio mobiliare (come depositi o conti correnti) non superiore a 10 mila, ridotto a 8 mila euro per nuclei formati da due persone e a 6 mila euro per il singolo. Per accedere al ReI è inoltre necessario che nessun componente percepisca prestazioni di assicurazione sociale (Naspi) o altri ammortizzatori sociali, che non possieda auto o moto immatricolate per la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta e che non possieda imbarcazioni. Tutte le domande presentate fino al 31 maggio e rifiutate per la mancanza dei requisiti familiari, saranno riesaminate.

Sono soprattutto italiane le famiglie ad aver fatto richiesta per il ReI. A Prato da dicembre 2017, termine di apertura del bando, ad oggi sono state presentate in totale 1028 domande. Di queste, 247 sono state quelle accolte e 405 quelle respinte, mentre 323 sono quelle in attesa di ulteriore valutazione. Circa il 70% delle domande è stato respinto per mancanza dei requisiti economici, mentre il restante 30% per mancanza dei requisiti familiari. La media dell'importo erogato per nucleo familiare si aggira intorno ai 250/300 euro. Nello specifico, nella fascia di contributo 0-200 euro sono state accolte 103 domande; nella fascia 200-400 euro 110 domande mentre nella fascia oltre i 400 euro sono state accolte 34 domande. «Con la modifica dei requisiti d'accesso al ReI molte più famiglie avranno accesso al contributo economico» ha commentato l'assessore Biancalani. «Con la riesamina delle domande respinte in precedenza e le nuove che arriveranno ci aspettiamo che i numeri crescano ancora».

300 nonni volontari, mille bambini da 0 a 6 anni, 16 fra comuni e frazioni e 4 regioni: Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata. Sono i numeri del progetto "I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali" capofila Auser Lombardia che prende ufficialmente avvio. E’ stato presentato oggi a Firenze all'Istituto degli Innocenti, nel convegno “pochi bambini ma tanti nonni: un’opportunità contro le povertà educative”. Il progetto è realizzato nell’ambito del bando per la prima infanzia affidato per la gestione da Fondazione con il Sud all’Impresa Sociale “Con i bambini”. Questa grande rete di Nonni Volontari, con il loro bagaglio di esperienza e voglia di mettersi in gioco, darà una mano concreta a tante famiglie che si trovano in difficoltà, famiglie fragili che spesso vivono in territori dove i servizi scarseggiano. Tutti seguiranno adeguati corsi di formazione e diventeranno a loro volta “nonni leader” in modo tale da trasferire ad altri nonni l’esperienza e diventando così dei veri e propri moltiplicatori di solidarietà. Con l’aiuto dei nonni volontari i bambini e i loro genitori potranno contare su un accesso ai servizi del territorio più ampio e flessibile con forme di prolungamento dell’orario; i nonni potranno accompagnare i bambini a scuola o al nido. Verranno realizzati spazi gioco e attività di laboratorio in cui le risorse dei volontari Auser potranno affiancare il personale educativo già coinvolto. Le sedi Auser verranno utilizzate per accogliere, informare, creare comunità, organizzare momenti di formazione, informazione sulle tematiche inerenti la cura e la crescita del bambino. Saranno, inoltre, luoghi in cui condividere laboratori e momenti di festa. Tutti gli interventi saranno finalizzati a contrastare l’isolamento socio culturale e la povertà educativa delle famiglie e a prevenire il rischio di deprivazione dei bambini. In Lombardia è stato scelto il grande hinterland milanese di Sesto San Giovanni e due comuni della provincia di Cremona dove molte famiglie vivono in casolari isolati e lontano da scuole e servizi; nel senese in Toscana si prevedono attività di sostegno a genitori “single” e a famiglie di migranti, in Umbria sono stati scelti piccoli comuni e realtà che stanno accogliendo le comunità terremotate e in Basilicata quattro comuni che hanno problemi di spopolamento e di integrazione dei migranti. Il progetto ha come soggetto capofila Auser Lombardia ed è costituito da una vasta rete di partner tra cui Auser Toscana, Auser Umbria, Auser Basilicata, Università Bicocca di Milano, Università di Firenze, la Fondazione Asilo Mariuccia di Milano, l’Istituto degli innocenti di Firenze, Comuni e cooperative sociali. Durerà 3 anni, metterà radici creando una rete di solidarietà solida e strutturata. Il finanziamento previsto supera i 2 milioni e 150 mila euro.

Redazione Nove da Firenze