Protezione civile: già operativa la colonna mobile inviata dalla Toscana in Veneto

La Racchetta non è partita. Difendersi dalle alluvioni: esperti a confronto all'Università di Firenze. Celebrati in Palazzo Vecchio i 16 'eroi dimenticati' dell'Alluvione


FIRENZE– E' già operativa la colonna mobile della Regione Toscana mandata in Veneto a supporto dei soccorsi in atto dopo il maltempo che nel Bellunese ha provocato gravi danni e devastazione. La colonna toscana è partita ieri pomeriggio da Firenze attorno alle 16,30 ed è arrivata in nottata, verso le 2, a Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno, dove si è fermato il grosso della colonna, mentre una squadra è stata subito inviata a Falcade, dove ha iniziato immediatamente le operazioni di soccorso. Questa mattina erano circa sessanta gli operatori di diverse associazioni del volontariato a disposizione della Protezione civile toscana. Sempre stamani, inoltre, sono state assegnate le destinazioni. Le unità toscane sono state destinate agli interventi nei territori comunali di Vallada Agordina, Cencenighe, Alleghe, Falcade, Rocca Pietore, tutti in provincia di Belluno. Motoseghisti, tagliatori di piante, addetti alla pulizie delle strade ed altri profili professionali sono attivi, in questo momento, con a disposizione mezzi pesanti e leggeri, macchine per il movimento della terra e il ripristino della viabilità. Scopo dei volontari, attivi nel togliere le alberature e sanare le frane, è garantire un concreto aiuto alla popolazione. La situazione è drammatica. Non mancano gli sfollati. Le strade sono devastate, molti i tralicci divelti o piegati, non poche le case danneggiate. Alcune zone sono allagate. Difficoltose le comunicazioni. Il punto logistico della spedizione toscana è stato stabilito a Falcade, al confine con il Trentino. La spedizione opera nell'ambito del Centro di coordinamento integrato con le istituzioni locali sotto la direzione della Protezione civile nazionale.

Polemica per la mancata attivazione dell'associazione La Racchetta Onlus per l'emergenza Veneto Trentino Friuli-Venezia Giulia. Quasi 2000 soci, 150 automezzi, idrovore e attrezzature varie per alluvioni, squadre di motoseghisti."Cosa dovrei rispondere ai quasi 2000 volontari, che rappresento, al perché non possono andare ad aiutare le persone colpite da questi ultimi eventi calamitosi? Perché siamo troppo concreti e di poca immagine? O forse, troppo reali e poco scenografici? -domanda il presidente regionale Leonardo Tomassoli-La scusa non siete abbastanza attrezzati, non regge più! Diciamo la verità: non è meritocrazia, ma bisogno di giustificare, scelte passate! Invece dovrebbe entrare nell'idea comune la realtà dei fatti, in modo tale che chi può dar molto e nel modo giusto, venga valorizzato, e venga invece aiutato a crescere chi non ha capacità e possibilità di farlo. D'altro canto chi lavora male e persevera nel farlo, venga tolto dallo svolgere quel ruolo. Perchè questo non accade?Spero che questo sia uno spunto per tutti per riflettere... Perchè qualsiasi volontario è utile indipendentemente dalla divisa che veste" conclude il presidente della Racchetta Onlus, Leonardo Tomassoli.

Come prevenire e arginare il rischio idrogeologico. Lunedì 5 novembre l'Università di Firenze ospita una giornata dal titolo "Rischio Alluvionale: 7 sfide per il 2020" (Aula magna, Piazza San Marco, ore 10.30) su iniziativa del coordinamento Gruppo alluvioni del quale fanno parte studiosi dell'Ateneo fiorentino e di molti altri atenei ed enti di ricerca italiani impegnati a promuovere azioni di difesa dalle alluvioni. L'appuntamento è dedicato all'avvio di un confronto pubblico su alcuni temi chiave e si propone di coinvolgere amministratori pubblici, esperti di comunicazione e di economia, oltre a privati cittadini. Nel corso dell'incontro, che sarà introdotto dai saluti del rettore dell'Ateneo fiorentino Luigi Dei, si confronteranno esperti e vertici delle istituzioni tecniche nazionali.

"L'incontro – spiega Fabio Castelli, presidente della Scuola di Ingegneria dell'Ateneo fiorentino,– si configura come la prima tappa verso un percorso di confronto, che nei prossimi due anni vedrà una serie di iniziative specifiche. Si tratta di uno sforzo importante che può avere successo solo costruendo intorno al progetto un consenso ampio e la partecipazione di una pluralità di soggetti". L'evento - prosegue Francesco Laio, coordinatore del GRAL – è organizzato in discussioni aperte su nuove sfide di interesse trasversale, quali ad esempio la sostenibilità del costo delle alluvioni, il ruolo della cittadinanza attiva, il supporto ai sindaci".

L'appuntamento, che vuole ricordare il 52° anniversario delle grandi alluvioni del 1966, si svolge in collaborazione con il comitato Toscana Firenze 2016, nato per iniziativa del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Unifi, il Gruppo Italiano di Idraulica ed il Consorzio Interuniversitario per l'Idrologia. Sarà inoltre una vetrina per le molte iniziative interdisciplinari che stanno crescendo su questi temi: l'Ateneo fiorentino sarà presente con la cattedra Unesco 'Prevenzione e gestione sostenibile del rischio idrogeologico' e il corso di laurea magistrale in Geoengineering.

Non esitarono a rischiare la propria vita per rispondere a una richiesta d’aiuto, salvando oltre duecento fiorentini dalla furia dell’Arno che, il 4 novembre del 1966, stava devastando Firenze. Dimenticati per mezzo secolo i 16 eroi sono stati celebrati questa mattina questa mattina a Palazzo Vecchio. A consegnare un'apposita pergamena a quelli ancora in vita ed ai familiari di quanti sono scomparsi l'assessore Federico Gianassi. Ai questi nomi si è arrivati grazie al lavoro di alcuni appartenenti del corpo di polizia municipale. Nel corso della catalogazione dell’archivio storico sono stati trovati 9 fascicoli di indagine su atti di coraggio compiuti da questi 16 cittadini nel giorno dell’alluvione. Questi atti sono poi diventati la base per il documentario che raccoglie le testimonianze inedite sulle operazioni di salvataggio durante l’alluvione. Il documentario (che sarà proiettato ininterrottamente fino 18 di oggi nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio) è stato realizzato dalla polizia municipale (in particolare da Matteo Poggi, Lorenzo e Duccio Maschio), in collaborazione con l’Associazione Firenze Promuove (che ha messo a disposizione le immagini dell’alluvione), con l’etichetta discografica Materiali Sonori (che ha fornito la colonna sonora insieme ad Alessandro Giobbi autore di un brano) e il Quartiere 3. Tutto inizia nei mesi successivi all’alluvione quando la segreteria del sindaco Bargellini ricevette diverse segnalazioni di atti eroici compiuti da una serie cittadini nel giorno della tragedia (Fausto Adami, Filippo Alfaioli, Mauro Alfaioli, Franco Biagini, Fabrizio Cardini, Mario Catarzi, Claudio Corsi, Silvano Della Lunga, Gernando Del Lungo, Michele Ferlito, Gianni Lonzi, Manlio Mariotti, Romano Perotto, Sandro Perotto, André Tessier, Fernando Ugolini). La polizia municipale fu incaricata di verificare l’attendibilità di queste segnalazioni e il risultato delle indagini finì nei fascicoli. Ma nonostante le conferme emerse, non furono assegnati riconoscimenti a tutte le persone coinvolte e quindi molti gesti eroici sono rimasti esclusi dai libri dedicati all’alluvione. Per colmare questo vuoto e anche per concludere un lavoro rimasto sospeso, la polizia municipale ha deciso di realizzare un’opera ricordasse questi eroi dimenticati preferendo un documentario a una pubblicazione cartacea. Nasce così “Eroi dimenticati – l’alluvione del ‘66”. In circa 27 minuti sono raccolte una serie di interviste rilasciate da sei cittadini valorosi ancora in vita, integrate da letture di alcuni appartenenti alla polizia municipale in veste di attori sulle gesta delle persone, non più in vita, che tanto fecero quel giorno.
“Sono sedici cittadini che in quel giorno tragico misero a rischio la propria vita per salvare tante altre persone – ha sottolineato l'assessore Gianassi – grazie al lavoro della polizia municipale, e al contributo di FirenzePromuove e di altri soggetti, dagli archivi sono saltate fuori queste 16 storie incredibili che certificano le azioni di quelle ore e il numero di salvataggi effettuati. Da qui è nato il documentario. Ringrazio la polizia municipale che ci ha permesso di restituire a queste persone ciò che meritano: un riconoscimento pubblico da parte della città. Se questi cittadini non si fossero messi in gioco quella terribile giornata avrebbe contato molti più morti. Ed è bello quindi ricordare questi eroi oggi in Palazzo Vecchio e renderli onore'.
“L’Associazione Firenze Promuove – ha rilevato il presidente Mariani – continua a tenere teso il filo rosso della memoria sull’Alluvione del 1966, e quest’anno, oltre alle tradizionali cerimonie in ricordo delle vittime, che si ricordano solo dal 1994, lo abbiamo fatto contribuendo alla realizzazione del documentario voluto dalla Polizia Municipale”.

Redazione Nove da Firenze