"Pronto accoglienza" profughi: offerti 215 posti in casa e 120 appartamenti

Bugli: "L'accoglienza arricchisce le comunità. I sindaci timorosi dovrebbero convincersi". Migranti protagonisti nella manutenzione del territorio a Tavarnelle. Venerdì 9 ottobre, alle 17, in piazza Brunelleschi la mostra “Trasmigrazioni”


FIRENZE- Non solo edifici pubblici, immobili a disposizione di associazioni o alberghi. La Toscana è pronta ad accogliere i profughi anche in casa. Da quando l'8 settembre il presidente Rossi ha lanciato l'idea ed attivato un numero dedicato, il 331.6983061, in almeno cinquecento hanno telefonato. In maniera disinteressata, senza chiedere se ci fosse o meno un contributo sulle spese. Hanno telefonato da tutta la regione, da tutte le dieci province, e anche da fuori regione. C'è chi voleva solo capire come funzionava, altri si sono messi invece a disposizione. Duecentoquindici famiglie hanno offerto un posto in casa, pronti ad accogliere uno, due od anche tre profughi. Sono stati contati 410 posti letto. Altri si sono detti disponibili ad affittare la seconda casa: 120 appartamenti in tutto, che si potrebbero tradurre in altri trecento posti o forse più. C'è anche chi ha chiamato per regalare vestiti, giocattoli o semplicemente il proprio tempo libero in attività di volontariato a favore dei profughi. Hanno chiamato dalle città e dalla campagna, dalla montagna e dalle isole: le giovani coppie come le famiglie con bambini e ragazzi, le più numerose, ma anche gli ultrasessantenni e i pensionati, chi si ricordava dei genitori che avevano accolto durante la seconda guerra mondiale gli sfollati e chi voleva fare una nuova esperienza. Il numero del "Pronto accoglienza" è attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. La Regione sta ultimando con le prefetture il patto di solidarietà che famiglie e gestori dell'accoglienza dovranno firmare. A partire dalla prossima settimana tutte le famiglie che si sono dichiarate disponibili saranno ricontattate per indicare la procedura da seguire per accogliere i migranti.

Il modello di accoglienza diffusa toscana funziona. "In questi mesi con i profughi accolti non si sono mai avuti problemi" sottolinea l'assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli. La riprova che sfata false equazioni arriva dai dati sulla sicurezza. "Siena - dice - è la provincia con il maggior numero di profughi, ma è la provincia più sicura di tutta la Toscana secondo il rapporto di una settimana fa e Chianciano, che nella provincia è il territorio con più richiedenti asilo, è tra i comuni più sicuri del senese". "L'integrazione ha funzionato – aggiunge - : con il lavoro volontario, a volte su un campo di calcio a giocare a pallone, e le comunità che hanno accolto spesso si sono anche arricchite". "Tutto questo – aggiunge - dovrebbe convincere i sindaci che finora hanno avuto timori nell'offrire ospitalità ai profughi sui loro territori. Anche perché in questi mesi tante cose sono cambiate, dall'appello del Papa alla presa di posizione della Merkel, e l'atteggiamento diffuso è oggi diverso rispetto a qualche mese fa". Ieri a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione, è stato firmato il protocollo che mette a disposizione un ulteriore strumento, accanto al fondo assicurativo dell'Inail, per facilitare e sostenere l'attività di volontariato dei profughi. "E' uno strumento in più – racconta l'assessore mentre fornisce gli ultimi numeri sugli ospiti accolti, quasi cinquemilanovecento -. Uno strumento anche con qualche risorsa: 100 euro una tan tum per profugo, a disposizione dei Comuni, per l'acquisto del vestiario necessario, la formazione e eventuali assicurazioni aggiuntive". Per il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, che stamani ha firmato il protocollo, l'accordo costituisce "un passo in più nel progetto di accoglienza diffusa toscano: un passo fondamentale per la successiva integrazione". Il presidente dell'Anci Toscana Matteo Biffoni, sindaco di Prato, ricorda quanto fatto nella sua città da mesi. "Possiamo lasciare questi ragazzi a guardare per un anno o quattordici mesi un muro – dice -, in attesa dell'esito della loro richiesta di asilo, oppure coinvolgerli nel rendere le città più accoglienti, insieme ai cittadini che vi abitano, insegnare loro la nostra lingua e a conoscerci. Con i piccoli numeri dell'accoglienza diffusa tutto questo è possibile". "E' un passaggio anche di civiltà, in cui tutti vincono – sottolinea –, e con il pro tocollo di oggi mettiamo a disposizione uno strumento in più per rendere questa rete ancora più robusta".

Giovani migranti all’opera, coinvolti nella realizzazione di interventi specifici e mirati per la manutenzione di marciapiedi, parchi, piazze e aree a verde del territorio. Continua e si intensifica l’impegno dei 25 profughi, protagonisti insieme ai cittadini di giornate e attività settimanali di lavoro volontario nelle frazioni e nei centri urbani di Tavarnelle e Barberino. Presenti a Sambuca nell’ambito del piano di accoglienza coordinato dalla Prefettura e di Firenze e gestito dalla Misericordia di Tavarnelle e Barberino, i migranti provenienti dal Ghana e dalla Nigeria sono chiamati a far parte di un percorso di integrazione e conoscenza promosso dall’Unione comunale, dalla Misericordia e dalle associazioni locali. Grazie alla disponibilità e alle proposte dei cittadini e di alcune delle maggiori realtà di volontariato, come la Pro Loco di Sambuca, la Polisportiva di Tavarnelle e il Consiglio di frazione di Marcialla, ai ragazzi è offerta l’opportunità di dare un mano concreta e in maniera continuativa, secondo un programma settimanale coordinato dalla Misericordia, ai progetti e agli interventi di riqualificazione di alcune aree del territorio. A Sambuca, proprio questa mattina i giovani si sono concentrati sul marciapiedi e le aree a verde di via Giovanni XXIII e dei giardini pubblici e sabato 10, sin dalla mattina, saranno coinvolti dal Consiglio di Frazione di Marcialla, presieduto da da Simone Lisi, in un ampio intervento di ristrutturazione delle panchine di piazza Brandi. L’iniziativa prevede la partecipazione del sindaco di Barberino Val d'Elsa Giacomo Trentanovi. Anche la Polisportiva si è avvalsa della collaborazione dei migranti nell'attività di manutenzione del Parco del Mocale e nell'allestimento di uno specifico campo di rugby aperto in occasione della festa del Gioco e dello Sport. “Non si tratta più di iniziative a carattere occasionale - precisa l'assessore alle Politiche sociali dell'Unione comunale Giulia Casamonti – l’impegno richiesto ai migranti per svolgere lavori di pubblica utilità a favore del territorio è inserito in uno specifico programma di azioni e progetti settimanali che mira a mettere in campo le specifiche competenze dei migranti e far crescere il piano di accoglienza con il coinvolgimento attivo dei cittadini, puntiamo insomma alla migliore espressione di quel modello virtuoso di accoglienza diffusa indicato dalla Regione Toscana”.

I migranti, con il loro carico di dolore e di speranza, e l’arte contemporanea. E’ il tema di “Trasmigrazioni”, rassegna espositiva che si apre venerdì 9 ottobre nei locali della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze (ore 17 – Piazza Brunelleschi, 4 – Corridoio Brunelleschi e Chiostro di Levante) e affronta il drammatico tema degli spostamenti di massa secondo molteplici punti di vista di artisti, diversi per età e nazionalità. “La manifestazione – spiega l’ideatrice Lucilla Saccà, docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Ateneo fiorentino – indaga sul dolore dell’ “immediato” e fa riflettere sulle dimensioni culturali originate dalle migrazioni epocali, destinate a restare nella storia”. La rassegna si apre con le testimonianze dell’uruguayano Miguel Fabruccini e un’installazione del venezuelano Mauricio Lupini nel Corridoio Brunelleschi e prosegue con la proiezione del video Hope di Ciboideale e Martino Chiti. Il filmato descrive l’insediamento, di recente smantellato, dei migranti sugli scogli di Ventimiglia, al confine tra Italia e Francia, presentando la realizzazione artistica di Andrea D’Amore. La manifestazione, aperta fino al 13 novembre (orario 15-19), ospita, fra gli altri, anche gli scatti del giovane fotografo Francesco Niccolai sulla quotidianità di due campi di rifugiati siriani, nei pressi di Erbil, attuale capitale del Kurdistan iracheno, dove lo sradicamento e la sofferenza convivono con una grande dignità individuale e collettiva. L’esposizione, che narra anche dell’antica immigrazione italiana in Venezuela e pone momenti di riflessione sul valore dell’identità e sul rapporto fra Oriente e Occidente, è stata realizzata in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” e l’Associazione Zona B.

Redazione Nove da Firenze