1° maggio: domani a Prato la manifestazione nazionale di Cgil-Cisl-Uil

Il sindaco Biffoni: "La nostra città dedita al lavoro, a testa alta nella difesa dei diritti". Riccio (Filca-Cisl Toscana): "Occasione per accendere i riflettori sulla sicurezza nei cantieri". Marco Cordone (Lega):"Dobbiamo riflettere sui principi fondamentali dell'articolo 1 della Carta Repubblicana che si stanno perdendo"


Firenze, 30-4-2018- “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” è il tema scelto quest'anno da Cgil, Cisl e Uil per celebrare la festa dei lavoratori, il primo maggio. E sotto lo slogan "Sicurezza: il cuore del lavoro", sarà Prato ad ospitare il tradizionale corteo dei lavoratori e il comizio dei tre leader sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. La città, sottolineano i sindacati, "rappresenta un'importante e simbolica realtà industriale dove il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è fortemente sentito".
Sono attese migliaia di persone. L’appuntamento è alle ore 10, in Piazza Mercatale, dove partirà il corteo che percorrerà Via San Silvestro, Piazza San Marco, Via Piave, Piazza delle Carceri, Piazza San Francesco, Via Ricasoli, Via Cesare Guasti e Via L. Muzzi. L’arrivo è in Piazza del Duomo dove, a partire dalle ore 12, si terrà il comizio conclusivo dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Al corteo saranno presenti i segretari generali toscani di Cgil, Cisl e Uil Dalida Angelini, Riccardo Cerza e Annalisa Nocentini.
Prima della manifestazione nazionale a Prato, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si recheranno al cimitero monumentale di Marcognano situato a Torano, frazione del comune di Carrara, lungo il passo delle Alpi Apuane, dove alle ore 8 è prevista la deposizione di una corona al monumento ai caduti sul lavoro.

"La città di Prato è storicamente dedita al lavoro. Per i pratesi il lavoro è quasi una sorta di religione laica e da sempre in questo territorio la comunità si è impegnata per creare occupazione, ma soprattutto per difendere i diritti dei lavoratori. Ospitare la manifestazione nazionale del 1° maggio è per la città un onore". Il sindaco Matteo Biffoni come ogni anno parteciperà al corteo della Festa dei lavoratori e sottolinea la particolarità della scelta dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil che hanno voluto portare a Prato la manifestazione nazionale. "Sicurezza sul lavoro, difesa del diritti dei lavoratori e della concorrenza leale sono i temi centrali dell'impegno di tutte le istituzioni che in sinergia stanno portando avanti con tenacia un programma di contrasto a ogni forma di illegalità - sottolinea il sindaco -. Prato ha avuto la forza di reagire davanti ad eventi drammatici, come la morte sul posto di lavoro, in maniera concreta. Il progetto lavoro sicuro, i protocolli d'intesa tra istituzioni, categorie economiche e sindacati, i controlli continui sul fronte della sicurezza dei luoghi di lavoro stanno portando a risultati importanti. La strada da fare è ancora lunga, ma in meno di cinque anni abbiamo dato una svolta importante".

Biffoni ricorda anche come il tema della sicurezza sul lavoro sia trasversale: "Non si può morire di lavoro. Non si può risparmiare sulla vita dei lavoratori. Lo scorso anno in Italia morirono oltre 1029 lavoratori. 72 solo in Toscana, dei quali 6 a Prato. Non si può morire perché si lavora in un'abitazione, come accaduto alla donna e all'uomo di origini cinesi a Vaiano. Ma non si può morire nemmeno come Fabrizio, morto proprio un anno fa schiacciato da un muletto. La sicurezza deve essere una priorità sempre, per tutti".

“Dedicare il Primo Maggio alla sicurezza sul lavoro vuol dire accendere i riflettori soprattutto sui cantieri edili, uno dei luoghi in cui si paga il tributo più alto in termini di vittime sul lavoro. E quindi grazie a Cgil, Cisl e Uil per aver scelto questo tema, e grazie per aver scelto la città-simbolo di Prato per le celebrazioni di questa festa importante e solenne”. Lo dichiara Simona Riccio, segretario generale della Filca-Cisl Toscana. “I dati purtroppo ci dicono che in edilizia nel 2018 le morti sono in aumento, con un preoccupante picco rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I controlli non bastano, è necessario un giro di vite da parte di tutti i soggetti interessati: enti locali, istituzioni, forze dell’ordine, sindacati, politica. Noi da tempo – spiega – chiediamo un maggior coinvolgimento dei rappresentati dei lavoratori per la sicurezza sul territorio, e degli operatori dei Comitati paritetici territoriali, che restano un esempio concreto di come la bilateralità in edilizia possa svolgere un compito importantissimo e fondamentale per il settore. La nostra proposta – aggiunge il segretario generale della Filca regionale - mira anche all’introduzione nel sistema edile della Patente a punti, uno strumento previsto dal decreto legislativo 81 ma inattuato, che ha il merito di premiare le imprese che rispettano i canoni di sicurezza ed escludere quelle in cui si verificano gli incidenti. Inoltre bisogna sostituire il criterio del massimo ribasso, nel quale si comprimono i costi della sicurezza, con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. In Toscana abbiamo condiviso un protocollo con Cgil, Cisl e Uil per assicurare la qualità del lavoro in materia di appalti di lavori, forniture e servizi. Adesso – conclude Riccio - puntiamo ad aprire un tavolo ad hoc per l’edilizia, propedeutico alla sottoscrizione di un protocollo regionale che preveda nel settore un sistema sanzionatorio per le aziende irregolari, premi per le imprese virtuose, meccanismi per incrementare la regolarità e la sicurezza nei cantieri".

"Domani 1° maggio ricorre la Festa del Lavoro e fa un'enorme tristezza constatare che a 70 anni dall'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, i principi fondamentali dell'articolo 1 della Carta L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, si stiano perdendo -interviene Marco Cordone(Segretario Lega Empolese Valdelsa e Consigliere Nazionale della Toscana)- Penso alle tante crisi aziendali in atto in Toscana ma anche nelle nostre zone ed in particolare mi riferisco alla crisi profonda che attraversa tutto il comparto del legno nella nostra Valdelsa, si veda la Falegnami di Castelfiorentino e la situazione dei lavoratori dell'Albor di Gambassi Terme; penso a quelle aziende, leader di settore, come la Shelbox di Castelfiorentino che non ci sono più; inoltre si avverte un certo disagio da parte dei lavoratori anche nel settore degli istituti di vigilanza e dulcis in fundo l'annunciata chiusura dell'emittente televisiva empolese Antenna 5."

Redazione Nove da Firenze