Prima le periferie, ma adesso resta un buco

Le periferie erano il traino del mandato di governo nel capoluogo


In Toscana il bando riguarda tutti e 10 i capoluoghi, per 390 milioni di euro. L'emendamento estivo allontana il centro dalla periferia e ricade anche sull'esecutivo fiorentino che faceva affidamento sui fondi promessi. Dopo 5 anni dedicati al centro storico, la scommessa del 2014 è stata investire sulle periferie.

Allargare la città oltre le mura e rispondere alle esigenze delle aree marginali e degradate era l'obiettivo non solo dell'amministrazione fiorentina, ma di tutti i democratici italiani per recuperare quel rapporto perso con gli elettori popolari. Ora un emendamento all'atto definito milleproroghe allontana dai comuni i fondi auspicati. 

"Rinviati i fondi periferia ai Comuni italiani: questa la scelta contenuta in un emendamento del Milleproroghe approvato dal Senato nella giornata di ieri. Una scelta che mette in difficoltà i conti dei Comuni, come Firenze, che avevano già impegnato risorse per i progetti e avrebbero avviato a breve i cantieri" commentano la Consigliera comunale Donella Verdi e il Capogruppo Tommaso Grassi di Firenze riparte a sinistra. 

In ballo progetti sul recupero degli alloggi popolari, rifacimento dei marciapiedi, manutenzione di aree giochi e alberature  ed efficientamento energetico di immobili comunali, illuminazione pubblica e telecamere per il controllo della videosorveglianza. 

Fatta eccezione per la sorveglianza che vede contrari Grassi e Verdi il commento è "Crediamo che togliere fondi per progetti legittimamente richiesti dai Comuni e finanziati dal Governo, anche se forse grazie anche al rapporto tra Firenze e l'esecutivo Renzi, non possiamo accettarlo. Sono soldi che servono a Firenze e che se dovessero mancare obbligherebbero chiunque a tagliare altrove, con un danno alla cittadinanza. A questo si aggiunge anche il danno indiretto dal blocco dei fondi per la Città metropolitana, che se per Firenze significavano due opere come l'auditorium della Guicciardini e la passerella all'Argingrosso che non riteniamo certo prioritarie visti i progetti gestionali che stavano dietro a queste due opere, il primo per darlo in appalto a terzi senza che la vicina scuola ne traesse beneficio, e il secondo per agevolare la costruzione del campo da golf nell'area dell'Argingrosso, è evidente che comuni come Sesto, Campi, Signa e San Casciano ne avranno sicuramente un grosso danno."

Ed ancora "Sorprende scoprire che l'emendamento che non è andato giù a Nardella sia stato votato all'unanimità, 270 voti a favore, nessuno contrario e tra questi si annoverano tutti i parlamentari fiorentini del Pd, Matteo Renzi compreso. Dobbiamo quindi dire grazie anche a loro per questo 'regalo' estivo, frutto forse della mancanza di capacità di saper far opposizione seria e dura contro un governo giallo-verde che ne sta combinando di tutte". 

I consiglieri lanciano una proposta a Nardella "Scriva una lettera ai Parlamentari di entrambe le Camere per evidenziare quali effetti produrrà sul nostro territorio, chiedendo le motivazioni che hanno spinto a questa scelta. Siamo proprio curiosi di leggere che cosa risponderà il Senatore della Repubblica, Matteo Renzi, che più e più volte si è fatto pubblicità dicendo che aveva dato tanti soldi ai Comuni per le opere. Ora ha contribuito a toglierli: una versione in grande degli 80 euro?". 

Non va meglio a Siena. “Solo a Siena il colpo di mano di Lega e M5s che straccia l’impegno preso dai Governi Renzi e Gentiloni, porterà alla perdita di 10 milioni di euro. Un finanziamento che l’ex sindaco Bruno Valentini si era impegnato a destinare per interventi, già in fase di progettazione, in varie parti della città. A perderci – commenta l'onorevole Susanna Cenni – sarà la di qualità della vita dei nostri cittadini. Nella nostra città, infatti, la convenzione sottoscritta da Bruno Valentini con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni solo un anno fa, permetteva di contribuire a progetti che valgono complessivamente 16 milioni, con interventi finalizzati a migliorare il decoro urbano, incentivare la manutenzione e il riuso delle aree pubbliche e delle strutture edilizie nei quartieri di San Miniato, Taverne e Isola d’Arbia. Il congelamento del bando –conclude Cenni - segna il ritorno dell’austerità, blocca gli investimenti e mette in pericolo i bilanci dei Comuni che hanno impegnato le risorse con un danno anche per le imprese che hanno iniziato gli interventi e che rischiano di perdere le opportunità lavorative che si erano aperte. Per quanto ci riguarda, come Pd, faremo di tutto per modificare un provvedimento sbagliato e daremo battaglia dura e convinta in Aula per restituire ai sindaci la possibilità di portare a termine i progetti già finanziati. Un impegno che ci auguriamo possa essere condiviso anche dal sindaco di Siena Luigi De Mossi. Visto che questa è una battaglia che chiama in causa tutti” così Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, commenta il decreto. Anche Anci Toscana si mobilita per scongiurare il blocco del "Bando periferie". L'associazione regionale di Comuni ha scritto ai parlamentari toscani per invitarli ad intervenire per cambiare il testo della norma, che è inserita nel decreto Milleproroghe, prima che il provvedimento sia licenziato in via definitiva dalla Camera. L'appello è stato firmato dal presidente e sindaco di Prato Matteo Biffoni, dai vicepresidenti Filippo Nogarin sindaco di Livorno e Alessandro Ghinelli sindaco di Arezzo, e dal responsabile del settore Finanza locale e sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, che precisa come "sia necessario che le risorse messe a disposizione dei Comuni siano interamente confermate". L'iniziativa di Anci Toscana si aggiunge a quanto dichiarato dal presidente nazionale di Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro: “Nel decreto Milleproroghe noi sindaci cogliamo un segnale molto, molto negativo. Se è vero, infatti, che sembra avviata la procedura per sbloccare gli avanzi di amministrazione, un obbligo dopo le sentenze della Corte costituzionale, la sospensione delle convenzioni del Bando periferie è una decisione preoccupante e gravissima”. “Parliamo di atti già firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati - aggiunge Decaro - convenzioni in virtù delle quali le amministrazioni hanno avviato attività di progettazione quando non anche le gare. Quei 96 sindaci potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo. Davvero non vorremmo essere costretti ad arrivare a tanto. Ma pretendiamo chiarezza e andremo fino in fondo".

Redazione Nove da Firenze