Prato: sequestrati 1600 chili di rifiuti tessili

Smaltimento illecito, nuovo blitz della Polizia municipale. Nei guai due trasportatori marocchini e il titolare cinese di un pronto moda


Sequestrato un furgone carico di oltre 1500 kg di rifiuti tessili e denunciati due cittadini marocchini ed il titolare cinese di un pronto moda del Macrolotto 2 per conferimento e trasporto illecito di rifiuti: è questo il bilancio di un'operazione congiunta dell'Unità Operativa Investigativa e della Unità Ambientale della Polizia Municipale di Prato.

Gli agenti dell'Investigativa si sono messi sulle tracce di un furgone segnalato come probabile responsabile di raccolta illecita di rifiuti presso le ditte del Macrolotto 1. Una volta agganciato, lo hanno seguito ed hanno osservato i due uomini a bordo, due cittadini marocchini residenti a Pistoia, di cui uno già conosciuto per gli stessi reati, caricare sacchi di rifiuti tessili presso un pronto moda di via dei Fossi. Una volta ripartito il furgone è stato fermato trovando conferma dell'ipotesi: il mezzo era carico di sacchi neri contenenti rifiuti tessili per un totale di circa 1600 kg.

Mentre i due marocchini venivano accompagnati al Comando di Piazza Macelli per la denuncia ed il sequestro del mezzo, si è unita la U.O. Ambientale che ha effettuato un sopralluogo presso il pronto moda accertando altre irregolarità amministrative nella tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti, che ha portato, oltre all’elevazione di ulteriori sanzioni, al sequestro dei macchinari della ditta.

Al termine il furgone ed i rifiuti trasportati sono stati posti sotto sequestro, il primo destinato alla confisca. Tutti i responsabili sono stati denunciati per concorso in raccolta e trasporto illecito di rifiuti e rischiano ciascuno una pena fino a 1 anno ed una multa fino a 26.000 euro.

La battaglia della Municipale contro lo smaltimento illecito di rifiuti va ormai avanti da anni, non solo da parte delle Unità Ambientale e Investigativa, portando a numerose denunce e sequestri, soprattutto perché gli agenti sono sempre riusciti a risalire alla ditta produttrice dei rifiuti.

Redazione Nove da Firenze