Prato: più gente alla manifestazione contro che pro-Remigrazione

Di Sanzo (PD): «La più bella risposta che una città possa». Mazzetti (FI): "Problema sottovalutato dalle Giunte Pd"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 Marzo 2026 19:06
Prato: più gente alla manifestazione contro che pro-Remigrazione

Prato, 7-3-2026 - A Prato, in piazza Ciardi il presidio del “Comitato Remigrazione e Riconquista”. E in piazza delle Carceri tantissima gente alla contro-manifestazione “Mai più fascismi” con società civile e centrosinistra.

Ha detto il segretario generale Cgil Prato-Pistoia Daniele Gioffredi: “La nostra piazza è la migliore risposta agli sciacalli e ai provocatori che vogliono sporcare la data di oggi, anniversario delle deportazioni da Prato a seguito degli scioperi contro la guerra e il fascismo. Siamo scesi in piazza per difendere la democrazia, la Costituzione e i valori dell’antifascismo. La parola ‘remigrazione’ nasconde odio, discriminazione, razzismo, è una parola nuova che ha però idee e radici lontane, che ci riportano a quel ventennio nel quale furono fatte le leggi razziali e fu sostanzialmente abolito il diritto di sciopero.

La nostra piazza è importante perché si sono messe insieme tutte le forze democratiche di questa città per tenere viva la memoria e l’esempio di coloro che hanno fatto in modo che il nostro Paese avesse una Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo. Come diceva Sandro Pertini, il fascismo non è un’opinione, il fascismo è un crimine”.

"Oggi Prato ha dato una risposta chiara: una città unita in piazza contro la destra estrema e contro la 'remigrazione', parola ripulita per mascherare un’idea violenta e ingiusta. Deportazioni travestite da slogan, diritti trasformati in concessioni, persone ridotte a bersagli: non è sicurezza, è persecuzione. Non è un caso che abbiano scelto il 7 marzo, giorno di memoria e dignità del lavoro. Nel ricordo della deportazione dei lavoratori pratesi del 1944, Prato ha ribadito cosa significa comunità: non lasciare indietro nessuno. La piazza di oggi è stata la Prato migliore: plurale, solidale, determinata. Una città che non si fa intimidire, non si lascia dividere e pretende soluzioni vere ai problemi reali: legalità, diritti, lavoro regolare, controllo dello sfruttamento. Qui il fascismo non passa" dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD.

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 “Oggi Prato ha dato la più bella risposta che una città possa dare. Lavoratori, cittadini, associazioni, sindacati, partiti, comunità di migranti sono scesi in piazza per dire no all'odio e alle discriminazioni, e per difendere i valori su cui si fonda la nostra democrazia. La nostra città il 7 marzo sa cosa commemora. Sa cosa ha pagato. E sa riconoscere chi vuole infangare quella memoria per alimentare odio e divisione. Qui non c'è spazio per chi si richiama, esplicitamente o implicitamente, alle pagine più buie della nostra storia, pagine che questa città conosce bene, e che non dimentica. La risposta di oggi - larga, civile, unitaria - dice molto di Prato. Non una città che si divide, ma una città che si riconosce nei propri valori e li difende insieme” ha detto Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore del PD Prato, a margine della manifestazione di piazza delle Carceri.

Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega e già vicepresidente del Consiglio comunale di Prato ribadisce inoltre una posizione politica già espressa pubblicamente: «Io sono anticomunista, antinazista e antifascista. E proprio per questo difendo senza ambiguità il diritto di tutti a manifestare liberamente, anche quando non condivido le idee espresse. È bene ricordare che la manifestazione di Remigrazione e Riconquista era stata prevista fuori dal centro cittadino, nella zona della stazione. A penalizzare oggi il cuore commerciale della città non è stata quella manifestazione, ma la scelta di organizzare contromanifestazioni nelle principali piazze del centro.»

"Prato può essere il luogo di convivenza possibile, purché la politica non abdichi al ruolo di governo, di controllo e, ove necessario, di repressione del crimine; ciò non è stato fatto per dieci lunghi anni di giunte PD e le conseguenze sono chiare. Prato ha un problema di sicurezza dovuto anche all'immigrazione senza controllo, benedetta dalle giunte PD; proprio a Prato, lo scorso 15 agosto, abbiamo fatto il primo comitato della sicurezza nazionale, una delle azioni concrete del governo a sostegno del territorio, mentre a livello nazionale abbiamo dato regole certe per l'immigrazione regolare.

Rispetto e legalità vanno di pari passo". Così interviene nel dibattito sulla remigrazione, in vista della manifestazione di oggi l'On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, che stamani in Santa Maria delle Carceri ha partecipato alla cerimonia in ricordo dei pratesi deportati. "È giusto si discuta del tema sicurezza – sottolinea Mazzetti – e che ci si confronti; quindi, ben venga il dibattito, nel rispetto di tutte le opinioni e di tutte le persone, purché si valuti bene il momento attuale assai complesso, che ha spinto il Ministero dell'Interno ad alzare il livello di guardia e a potenziare le misure di sicurezza anti-terrorismo".

"Si valuti bene il momento – rimarca Mazzetti – e facciamo tutti uno sforzo per risolvere i problemi, non per rinfocolare le polemiche o le contrapposizioni. La nostra città non ne ha bisogno e non ne ha bisogno l'Italia". "Come esponente politica, cattolica e liberale, dico: si svolga pure la manifestazione, si sappia però che di disagi, di conflitti e di fratture la città non ha bisogno, ha bisogno di buoni cittadini e buoni amministratori per risollevarsi e ricucire. Spero sia chiaro a tutti quelli che oggi hanno deciso di partecipare.

Prato ne ha le capacità e le possibilità, ma dipende da noi", conclude Mazzetti.

Lo ha detto Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore del PD Prato, a margine della manifestazione di piazza delle Carceri.

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