Poste su Internet e Toscana in fibra ottica, ma gli uffici non si toccano

​La Regione Toscana fa i conti in tasca a Poste Italiane ed arriva a rimpiangere l'era analogica e le leccate di francobollo


Quanto sta accadendo in Toscana ha dell'incredibile, il presidente Enrico Rossi propone ai toscani di boicottare il conto corrente postale. Le alternative esistono, come ha dimostrato e spiegato Nove da Firenze pertanto si tratterebbe di una scelta sul libero mercato e non di un "dispetto". Ma la Toscana lo ha capito che siamo nel 2015?

Il primo piano presentato all'inizio dell'anno era stato sospeso, forse anche per i tanti ricorsi al Tar. Poste Italiane era pronta alla chiusura di 65 sportelli in tutta la Toscana e la riduzione delle ore e giorni di apertura in altri 37.
In tutta Italia gli uffici postali sono circa 13 mila, già ridotti sensibilmente negli ultimi anni. In Toscana se ne contano un po' meno di mille.

Adesso Poste annuncia la chiusura di 59 sportelli, appena cinque in meno rispetto al primo piano.
Nel frattempo però Poste ha lanciato una campagna di investimento sull'on line a 360 gradi, mentre la Regione Toscana, con milioni di Euro in mano ha assegnato a Telecom la predisposizione della Banda Larga con fibra ottica.
E' la Regione Toscana stessa a fornire i dati del risparmio sui servizi telematici, ma nonostante questo alza le barricate per difendere gli sportelli.
Sembrerebbe un piano perfetto quello della modernizzazione, se non fosse per l'anacronistica e quasi folle difesa degli uffici periferici: proprio quelli che Poste potrebbe servire tramite il web. 
Cattiveria delle poste o mancanza di fiducia nei propri progetti da parte della Regione Toscana?

Enrico Rossi aveva incontrato a febbraio l'amministratore delegato di Poste, Francesco Caio. "Si era detto disponibili ad aprire un tavolo di confronto. Ma quel dialogo non c'è stato" sottolinea il presidente. "Chiudere quegli uffici che costano in fondo pochi milioni è un insulta agli anziani, e non solo gli anziani, che abitano in montagna e in aree marginali", ma marginali da cosa al tempo del web?

Rossi torna sulla proposta: "Poste-Mobili, con un pulmino attrezzato Poste garantisca il servizio nei piccoli paesi e frazioni alcuni giorni al mese. Cè spazio per trovare soluzioni e un tavolo Regione, Comuni, Poste da aprire in Toscana poteva e può ancora essere lo strumento per trovarle" una soluzione che vede gli addetti ai lavori sghignazzare e piangere al tempo stesso. Ma ve lo immaginate il pulmino con la cassa continua? Avrebbe bisogno di una scorta infinita. E non dite che avrebbe il pos, perché altrimenti si potrebbe fare tutto in rete.

 La Regione Toscana si indispettisce ed arrivando a ritenersi "un buon cliente" perché oltre all'ente Regione in senso stretto, c'è l'universo di Asl, enti dipendenti e partecipate, attacca Poste come fosse il nemico Pubblico Numero Uno.
"Siamo un cliente che vale per Poste circa 6 milioni e mezzo di euro con un milione e 300 mila bollettini 'regionali' pagati a Poste" questa la sconvolgente dichiarazione che arriva da Palazzo Sacrati Strozzi.

Le tasse regionali usate contro Poste. "I cittadini pagano in media 1 euro e 20 centesimi di commissione su ogni bollettino e siccome i bollettini 'regionali', tra ticket e tasse e tributi (bollo auto in testa, che vale la metà della torta), sono 1 milione e 300 mila circa in un anno, fanno oltre 1 milione e mezzo di euro. Senza la Regione, Poste non li avrebbe però incassati" da non credere la Regione definisce "Torta" il suo stesso tributo.

Non è finita. "Si aggiungono poi altri 360-400 mila euro di ulteriori commissioni, per la rendicontazione, che Regione, Asl e enti dipendenti pagano a Poste: 0,28 centesimi a bollettino, fissato per legge e uguale su tutto il territorio nazionale. Ci sono poi i francobolli - tuona ancora la regione del Pegaso - anche se con la dematerializzazione degli atti, la posta elettronica e quella certificata si sono ridotti nel tempo" già.. peccato vero che sia arrivato internet?

"Solo per spedire gli avvisi di recupero per le tasse non pagate, scadenze fiscali ed altre comunicazioni, la Regione paga a Poste Italiane 500 mila euro l'anno. Era stata fatta una gara per affidarle il servizio" curiosa dichiarazione, quindi il problema sarebbe stato fare la gara? Prosegue inarrestabile il fiume in piena che sgorga dall'Ente territoriale toscano.

"Le Asl spendono cifre analoghe. Una quota è destinata in particolare all'invio dei referti medici: spesa in calo, con l'introduzione dal 2010 della carta sanitaria, ma che continua comunque a valere alcune centinaia di migliaia di euro. Nel 2008 erano 848 mila euro, poco più di 600 mila nel 2009" già.. peccato che sia arrivata la nuova tecnologia, vero?

"Qualcos'altro viene speso per il recapito a domicilio dei farmaci. Sono due le Asl che hanno attivato il servizio con Poste: l'Asl di Siena e quella di Arezzo, per circa 450 pazienti 'sensibili' assistiti domiciliarmente e 31 residenze sanitarie assistite. Il contratto ammonta a 116 mila euro l'anno".. e non sono più sensibili adesso?

Infine "Poste guadagna dall'universo Regione anche per la gestione dei conti correnti e i ritardi di giacenze: soldi che non paga interamente l'ente (e neppure i cittadini) ma che valgono alcune centinaia di migliaia di euro l'anno". Punto. Tira la linea e fai il totale. "Quest'anno c'è stata una grande moria delle vacche.. Senza nulla a pretendere"

"Chiudere gli uffici? Meglio invertire la tendenza" è questo il consiglio a sorpresa da parte del  del sindaco #cambiaverso di Sesto Fiorentino, Sara Biagiotti. "Oggi si parla di 59 chiusure, ma negli anni scorsi ce ne sono state molte altre, e per il futuro non è detto che il problema non si ripresenti. Dobbiamo invertire la tendenza, dobbiamo creare un modello diverso" sono le parole della presidente dell'Anci Toscana Sara Biagiotti. "Sottoscrivo in pieno la posizione del presidente Rossi - ha detto ancora la presidente Anci - e per quanto riguarda l'ipotesi di invitare i cittadini a ritirare i loro conti correnti postali, credo che sia una ipotesi da spiegare bene, ma che farebbe ben capire a Poste quanti sono e quanto pesano i loro correntisti. E naturalmente anche noi, come Comuni, potremmo decidere di non utilizzare più le convenzioni in essere con Poste per alcuni servizi" conclude Biagiotti.  

Anche il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani che ha lanciato il progetto Ecco Fatto per portare i servizi on line nei territori rurali interviene a seguito dell’iniziativa del governatore Rossi contro Poste. “Con la Regione – afferma Giurlani – ormai da anni portiamo avanti la battaglia contro le chiusure previste dai numerosi e ripetuti piani di razionalizzazione di Poste spa, ma ora siamo giunti al limite. Ad essere penalizzate sono sempre le aree marginali montane e rurali dove i cittadini già soffrono molti più disagi di coloro che vivono nelle aree più urbanizzate. Se Poste non darà risposte concrete sulle chiusure dei 59 sportelli previsti, inviteremo gli enti locali a interrompere le convenzioni, perché se si tratta di una questione meramente economica allora è giusto aprirsi al libero mercatocosa è il genio, avrebbe commentato Mario Monicelli.


Questi gli uffici che secondo il nuovo piano di Poste dovranno abbassare la saracinesca per sempre:

 4 in provincia di Arezzo (Campogialli, Pieve a Presciano, Meleto e Mercatale), 

6 a Firenze (Pomino, Marcialla, Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma e Castelnuovo d'Elsa), 

10 a Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello dell'Amiata e Talamone), 

8 a Lucca (Mologno, Castelvecchio Pascoli, San Ginese, Lappato, Vorno, San Colombano, Valpromaro e Tereglio), 

6 a Massa Carrara (Montedivalli, Vinca, Caprigliola, Serricciolo, Filetto e Canevara), 

10 a Pisa (Corazzano, Ghizzano di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto Terme, San Giovanni alla Vena e Castelmaggiore),

 8 a Pistoia (Calamecca, Cireglio, Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa Baggio, Montemagno di Quarrata e Tobbiana), 

1 a Prato (Bacchereto) e 

6 a Siena (Monticchiello, Pievescola, San Gusmè, Graccia no, Montisi e Serre di Rapolano).

E se invece fossero tutti coperti dai servizi on line?

Antonio Lenoci