Porto di Livorno, morti operai: giorno orribile per il lavoro in Toscana

Ad esplodere un serbatoio pieno di materiale infiammabile


Due operai sono morti a Livorno al Porto industriale a nord della città, nell'esplosione di un deposito che avevano appena svuotato. 
I due operai sarebbero stati sbalzati dallo scoppio per alcuni metri.
Il materiale è infiammabile ed è un solvente per resine. La zona è stata evacuata e messa sotto controllo.

"Giorno orribile per il lavoro in Toscana. Un bollettino di guerra. Massa, Livorno, Massa Marittima, Terranuova Bracciolini. Mi sto recando a Livorno per il tragico incidente avvenuto intorno alle 14" avvisa il Presidente della Toscana, Enrico Rossi.

Il sindaco Filippo Nogarin su Twitter "Mi sto precipitando a Livorno da Firenze, viste le tragiche notizie che arrivano dal porto, dove una violenta esplosione ha distrutto una cisterna e provocato, pare, morti e feriti".

Mauro Fuso (Cgil Toscana): “L’esplosione al porto di Livorno, l’incendio alla Sanac di Massa, l’operaio colpito a Terranuova Bracciolini: in casi e modalità differenti, ancora morti e feriti in una delle giornate più nere per il lavoro in Toscana, che ci costringe a una terribile contabilità di chi si fa male o muore mentre svolge il suo lavoro. Esprimiamo profondo dolore per quanto accaduto e vicinanza alle famiglie delle vittime. Serve un salto di qualità nella battaglia per la salute e la sicurezza sul lavoro, e chiediamo la convocazione dell’apposito tavolo regionale. Il tema dei controlli, delle ispezioni, del rispetto delle norme deve assillare istituzioni, enti e imprese. Anche la Cgil è impegnata a valutare le dinamiche di questi incidenti e soprattutto a individuare soluzioni adeguate affinché non si ripetano”.

Così Gianni Anselmi e Francesco Gazzetti, consiglieri regionali del Pd, sull’esplosione avvenuta questa mattina al porto di Livorno che ha causato la morte di due operai della “Labromare”. Il consigliere livornese Gazzetti, che era a Firenze per la seduta del Consiglio, appena appresa la notizia si è immediatamente recato sul luogo dell’incidente per seguire da vicino l’evolversi della situazione. «Non si può e non si deve morire di lavoro. Quante volte l’abbiamo detto… Oggi è accaduto ancora, due operai che non torneranno a casa dopo il proprio turno di lavoro, un altro ferito gravemente. Di fronte a questo nuovo tragico incidente, le nostre parole rischiano di suonare stanche e ripetitive. Ma non possiamo e non vogliamo abituarci a queste sciagure, occorre che il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro sia centrale nelle politiche delle istituzioni, nel fare quotidiano delle aziende, nell’azione dei sindacati. Occorre che tutti, senza distinzioni e in egual misura, facciano davvero la propria parte. Saranno le indagini della magistratura ad accertare l’esatta dinamica dell’incidente di Livorno e a stabilire le eventuali responsabilità. Chiediamo che questo sia fatto rapidamente e con scrupolo, anche per scongiurare che simili incidenti abbiano a ripetersi. La Regione ha stanziato 8 milioni dal 2017 al 2020 per incrementare la sicurezza dei lavoratori: evidentemente le risorse e i progetti non bastano, c’è bisogno di capire perché e trovare risposte ulteriori. Alle famiglie e ai colleghi degli operai vittime dell’incidente la nostra vicinanza e il cordoglio del nostro gruppo consiliare».

"Con l'incidente mortale ed i feriti di Livorno, cui si sommano gli ulteriori gravi infortuni accaduti a Massa e a Terranuova Bracciolini, viviamo oggi una giornata terrificante per la Toscana", dichiarano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra. "Siamo vicini alle famiglie delle vittime e ai lavoratori infortunati. Come Sì Toscana a Sinistra continuiamo a chiedere che sia ripristinato il settore regionale 'Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro': occorre una forte regia che oggi è venuta meno. Il Consiglio regionale ha votato all'unanimità una nostra proposta in tal senso ma la Giunta ancora non si è mossa. Chiediamo nuovamente misure più stringenti per la salute e la sicurezza sul lavoro, aumentando controlli e ispezioni e coinvolgendo sempre più lavoratori, sindacati e imprese, a partire dalle banchine livornesi e dai cantieri navali della nostra regione, dove purtroppo si stanno verificando gravissimi incidenti".

“Non è accettabile che in una nazione civile si possa ancora morire in questo modo sul lavoro. Fratelli d’Italia esprime cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime in questo triste giorno. Occorre fare chiarezza sulle responsabilità. Livorno ha pagato un prezzo altissimo, in particolare modo negli ultimi anni: la politica ha il dovere di intervenire al più presto e concretamente per far fronte a questa vera emergenza" affermano il deputato Giovanni Donzelli e il portavoce cittadino di Fratelli d’Italia Andrea Romiti.

Redazione Nove da Firenze