Poderaccio: il Comune ha deciso i termini per la chiusura

Verdi (Fras): "Ma non ha soluzioni certe per la ricollocazione delle famiglie". La Regione propone intesa per superare i campi nomadi. Stella (FI): "No a corsie preferenziali per Rom in assegnazione case popolari"


Firenze, 31 luglio 2018- Una firma per superare i campi nomadi e impegnarsi per una maggiore integrazione di Rom e Sinti: verso soluzioni abitative diverse non più legate all'emergenza, per contrastare l'abbandono scolastico nell'età dell'obbligo e tutelare i soggetti più vulnerabili, per finanziare politiche di inclusione. L'obiettivo si persegue con un'azione di squadra tra più amministrazioni e la Regione per questo ha proposto ai Comuni la firma di un protocollo, aperto.

"Mi auguro che al governatore Rossi e ai sindaci dei Comuni toscani che aderiscono all'iniziativa, non venga in mente di individuare corsie preferenziali nell'assegnazione di case popolari ai Rom. Sarebbe un atto grave e profondamente ingiusto nei confronti di tutte le altre categorie di cittadini, e noi di Forza Italia vigileremo affinché questo non accada". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (FI), in merito alla firma del protocollo d'intesa, domani in Regione Toscana, voluto dal presidente Enrico Rossi "per superare i campi nomadi e impegnarsi per una maggiore integrazione di Rom e Sinti: verso soluzioni abitative diverse non più legate all'emergenza", come recita l'invito all'iniziativa a cui hanno aderito alcuni Comuni. "Il governatore Rossi - osserva Stella - dopo tanti anni, finalmente riconosce la ragionevolezza delle posizioni del centrodestra che da sempre sostiene lo smantellamento dei campi nomadi: bene, meglio tardi che mai. Però siamo nettamente contrari alla sua idea che ai Rom debbano essere riservati degli alloggi Erp. Prima vengono i tanti toscani che aspettano di poter accedere all'assegnazione di una casa popolare. Sarebbe l'ennesimo sopruso e l'ennesima ingiustizia ai danni dei nostri concittadini più bisognosi. Vanno verificate le situazioni patrimoniali di chi vive nei campi Rom, e chi potrà permettersi un'abitazione troverà il modo di procurarsela, chi invece avrà i requisiti si metterà in fila come tutti per una soluzione sociale. Nessuna corsia preferenziale".

Intanto sono arrivate le prime lettere ad alcune famiglie del Poderaccio in vista della chiusura del Villaggio entro 18 mesi. Nell’incontro informativo tenuto dal Comune con gli abitanti del Poderaccio è stato annunciato che con vi sarebbero state ricollocazioni in strutture di accoglienza ma sarebbero state individuate soluzioni autonome intermedie in appartamenti, in attesa di trovare, in tempi brevi, una soluzione abitativa definitiva, oltre a percorsi per inserimenti lavorativi.

Queste le dichiarazioni della consigliera del gruppo Firenze riparte a sinistra Donella Verdi: "La risposta dell’Assessora Funaro al Question Time che avevamo depositato è assai vaga. Si apprende che la struttura di San Paolino, è una struttura comunitaria, così l’ha definita l’assessora Funaro ieri in consiglio comunale, sarà utilizzata per i nuclei familiari che presentano particolari forme di fragilità, prima di essere inseriti nei percorsi successivi: non è dato sapere se saranno messi a disposizione appartamenti autonomi, come promesso, corredati dei servizi necessari. Di fronte a domande esplicite degli abitanti del Poderaccio era stata esclusa dagli uffici comunali la ricollocazione in strutture di accoglienza, dalla risposta ricevuta in aula ci pare che non sia così. Cosa ha provocato questo cambio di strategia? Oppure si sono volute rassicurare le famiglie rom pur di fargli accettare le lettere? L’assessora quindi ci conferma che non ci sono piani definiti e certi salvo la certezza che il campo dovrà esser chiuso entro 18 mesi. Gli abitanti del Poderaccio rimasti sono tutti in regola, stanno a Firenze da anni, i loro figli sono nati e cresciuti al Poderaccio, parlano l’italiano, frequentano la scuola e potranno, ai 18 anni, diventare cittadini a tutti gli effetti ma, adesso il Comune non rinnovando il contratto scaduto a giugno, li ha resi tutti abusivi. Forse per avere mano libera sul da farsi. Questa accelerazione è avvenuta sull’onda emotiva scatenatasi all’indomani della morte di un ragazzo a causa del comportamento scellerato di alcuni, già assicurati alla giustizia: ciò che non è accettabile è che per questo fatto esecrabile, venga colpevolizzata un’intera comunità. Il Gruppo Firenze Riparte a Sinistra per primo aveva chiesto, attraverso una Mozione, approvata dal Consiglio comunale, il superamento e non lo smantellamento, come ama dire il Sindaco, del Villaggio del Poderaccio. Però, partire dalla data di chiusura, ancor più se individuata oltre il proprio mandato elettorale, senza dare soluzioni abitative certe, non può vederci favorevoli".

Redazione Nove da Firenze