Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: le osservazioni fino al 31 ottobre

​Sul sito della Città Metropolitana scaricabili un modulo e le istruzioni per presentarle. "Deludente -affermano i Verdi fiorentini- il trasporto ciclistico deve avere davvero priorità su quello motorizzato"


Fino al 31 ottobre chiunque può presentare osservazioni al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città Metropolitana di Firenze. Tutti i documenti del Piano, adottato con atto del Sindaco metropolitano n. 33/2019, sono pubblicati sul sito della Città Metropolitana. Per agevolare la presentazione delle osservazioni è stato predisposto un modulo, scaricabile in differenti formati aperti. Attenendosi alle istruzioni fornite per la presentazione e sottoscrizione insieme al modulo standard le osservazioni possono essere comunque presentate anche in forma libera.

Il Piano comprende al suo interno il “biciplan” per la città di Firenze. Il biciplan descrive gli interventi che l’amministrazione prevede di realizzare per favorire l’uso della bici e diminuire così il traffico veicolare motorizzato.

"Il documento pubblicato è molto deludente -si legge in un documento dei Verdi fiorentini- Si limita infatti alla riproposizione dell’ottimo progetto di Bicipolitana predisposto da Fiab-Firenze ciclabile onlus e fatto proprio, almeno sulla carta, dall’amministrazione comunale. Nonostante le molte affermazioni di principio sulla mobilità sostenibile integrata, mancano completamente concrete indicazioni di programma su punti di fondamentale importanza:

  • Non vengono individuate aree della città in cui inserire le zone 30, necessarie per garantire la coesistenza in sicurezza di pedoni, auto e ciclisti. Le zone 30 sono anzi definite non prioritarie, nonostante l’esperienza di molte città dimostri che siano uno strumento essenziale per favorire l’uso della bici. L’aumento di piste ciclabili, infatti, non si traduce in aumento degli spostamenti ciclistici se permane l’insicurezza percepita fuori dalle piste.
  • I tempi di completamento della Bicipolitana arrivano al 2030, mentre sarebbe stato opportuno, vista la bassa complessità dell’intervento, anticiparli almeno al 2025. Non c’è inoltre alcuna chiarezza sulle fonti di finanziamento necessarie, fatti salvi gli interventi già previsti nell’ambito del PON Metro e del Patto per la Città Metropolitana, utili a coprire solo parzialmente il progetto.

Dal documento, soprattutto, mancano chiare scelte politiche di priorità. Rendere Firenze a misura di bici significa privilegiare il trasporto ciclistico rispetto a quello motorizzato. Esattamente come è stato fatto con la tramvia, bisogna togliere spazio alle auto private per darlo alle biciclette. Su questo l’amministrazione comunale non sembra voler dare alcun segno esplicito di radicale discontinuità col passato".

"Perseverare nell’approccio seguito negli ultimi anni con piste ciclabili, magari nuove di zecca, che si interrompono o passano improvvisamente dalla sede protetta al marciapiede promiscuo per salvare qualche posto macchina, è inaccettabile" afferma Caterina Arciprete, co-portavoce comunale dei Verdi "Se si vuole investire sulla ciclabilità, lo si faccia sul serio. Anche perché la sicurezza del ciclista passa inevitabilmente da questa scelta."

Redazione Nove da Firenze