Piano del Verde: c'è un problema di partecipazione?

Graziani (Presidente Commissione VI): “Il confronto è, e sarà, sempre garantito”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
31 Gennaio 2026 13:17
Piano del Verde: c'è un problema di partecipazione?

Dopo numerose richieste d’incontro e il rigetto della proposta di Consiglio Comunale aperto, lo scorso giovedì2 9 gennaio, la Direzione Ambiente del Comune di Firenze ha ricevuto Italia Nostra e Oasi Laudato Sì alla presenza della Vicesindaca Galgani e del coordinatore Giuntoli nel Salone dei Duecento in Palazzo Vecchiop er una discussione sul “Piano del Verde”, la cui recente elaborazione ha escluso finora il percorso partecipato delle associazioni ambientaliste, contrariamente a quanto disposto dalla L.R.46 del 2013, dall’art.118 c.4 della Costituzione e dall’Agenda 21 (Principio n.10 della Dichiarazione di Rio).

L’iniziativa ha coinvolto altre dodici associazioni di settore lasciando quindi a ciascuna lo spazio di soli cinque minuti per esporre le proprie considerazioni su un dossier di 251 pagine corredato da 5 allegati e 14 fascicoli di tavole esplicative. Considerato il tempo incongruo rispetto ai temi trattati, IN e Oasi hanno colto l’occasione per la deposizione ufficiale di una proposta integrativa al Piano del Verde, fondata sui più recenti accordi internazionali tra Stati e i principi della normativa europea, nazionale e regionale.

È stato così fornito un dossier corredato degli allegati contenenti i dati già presentati in audizione in Commissione relativi al deficit prodotto dal 2019 dallar ecente gestione del verde urbano relativi al Bilancio arboreo 2014/2019, applicabili anche a quello dellac onsiliatura 2019/2024; il numero di abbattimenti e nuove piantagioni di alberature per la realizzazione del braccio 3.2.1 della Tramvia; la distruzione dell’aiuola spartitraffico in Viale Redi e la sua nuova sistemazione classificata come progetto di “riqualificazione”.

"È previsto un raccordo con il Piano Operativo Comunale del Piano del Verde? A che punto è? In questi mesi, pur avendo cercato di dare un contributo a questo strumento, abbiamo più volte manifestato delle perplessità sull'effettivo impatto di questa azione -domanda Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- Abbiamo chiesto di accogliere la richiesta di Italia Nostra e Oasi Laudato Sì, di organizzare un Consiglio comunale aperto. Purtroppo la Conferenza capigruppo ha scelto di non accettarlo, rimandando alla Commissione Ambiente. Quanto avvenuto giovedì non è però esaustivo e non risponde alle necessità. Perché si è di nuovo ascoltato il punto di vista di chi governa e impostato la discussione a tutela della Giunta. Legittimo, ma per noi insufficiente, pur apprezzando l'impegno di cercare di avviare un percorso potenzialmente aperto alla partecipazione.

Va capito quanto vogliamo che la questione ambientale e climatica ha impatto sugli altri strumenti di governo, a partire da bilancio e urbanistica. Proporremo strumenti per garantire canali informativi a flusso continuo di citizens science e commissioni monotematiche. Inoltre è fondamentale che la questione diventi strutturalmente parte del dibattito pubblico".

“La commissione sul Piano del Verde e degli Spazi Aperti è stata un’occasione di ascolto e di confronto con le associazioni. Sono state invitate e hanno partecipato 14 realtà ed essendo un momento istituzionale, è stato dato il massimo spazio possibile per ognuna, grazie anche alla disponibilità dei commissari che, per una volta sono rimasti anch’essi in ascolto, potendo poi riprendere la discussione in una seduta dedicata da programmarsi nelle prossime settimane. Come più volte detto, questo appuntamento è stato uno delle varie possibilità di interlocuzione a cui, come commissione, come presidente e come gruppo consiliare, non ci siamo mai sottratti. Italia Nostra e Oasi Laudato Sì è stata data disponibilità, da me e dalla vice presidente della Commissione Del Re, per un incontro dedicato così da poter dedicare più tempo all’ascolto di percorsi specifici.

Credo che come rappresentanti eletti sia importante trovare momenti di ascolto e confronto, senza dimenticare che questo può e deve avvenire anche nei quartieri, sedi prossime e deputate anche a questo scopo. Il Piano del Verde non è uno strumento statico ma deve essere attuato e portato in città attraverso iniziative, progetti, azioni e momenti di scambio continuo, con i professionisti, le associazioni, le cittadine e i cittadini. Ridurre tutto alla mancanza di tempo in una sede istituzionale come la commissione credo non renda merito del lavoro svolto” dichiara il presidente della Commissione Ambiente, vivibilità urbana e mobilità Giovanni Graziani.

Punti salienti della proposta avanzata dalle associazioni e sottoscritta anche da Atto primo, Comitato verde Pubblico Firenze, ONDA, Referendum Salviamo Firenze, Ribella Firenze/Comitato di Campo di Marte sono:

  • 1) Il riconoscimento dello status di esseri viventi delle piante;
  • 2) Il riconoscimento del verde urbano come ecosistema e invariante territoriale inalienabile e non modificabile al quale tutti i nuovi interventi devonoa dattarsi;
  • 3) L’azzeramento del consumo di suolo;
  • 4) La ricostituzione del Servizio Comunale dei Giardini e Parchi urbani costituito da un organico specializzato assunto a tempo indeterminato al fine di garantire i principi base della P.A.

    di economia del servizio, miglioramento delle prestazioni, tracciabilità degli interventi, continuità e razionalità nella gestione del territorio;

  • 5) Un piano di assunzione straordinario di almeno un’unità di architetto restauratore specializzato nel verde urbano storico e di un’unità operativa di giardinieri/boscaioli ogni 200 alberature ornamentali costituenti il patrimonio pubblico del verde urbano. Un obbiettivo che, dall’analisi delle risorse finanziarie pubbliche oggi impiegate in appalti a privati, risulta più sostenibile e favorevole alle politiche sociali e giovanili;
  • 6) L’esclusiva competenza pubblica, non delegabile al privato, del servizio di gestione, manutenzione e conservazione del verde urbano, con effetto immediato di revoca di qualsiasi progetto e forma di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi a partire dalla costituzione della Fondazione del Parco delle Cascine (le multiutility e i servizi in outsourcing hanno già dimostrato la loro non economicità ed effetti di impoverimento e peggioramento del verde urbano di Firenze);
  • 7) Il divieto assoluto delle capitozzature;
  • 8) L’adozione delle più recenti tecniche ecosostenibili di manutenzione del verde, come la pratica del Tree climbing e della potatura a corda, e la conseguente eliminazione dell’uso di piattaforme meccaniche e motoseghe nella potatura e nella manutenzione degli alberi;
  • 9) La sostituzione di soffiatori meccanici per la spazzatura delle foglie con aspiratori e scope manuali perridurre l’emissione di polveri dannose alla salute;
  • 10) La Costituzione di una Consulta del verde urbano aperta ai rappresentanti dei cittadini e delle associazioni ambientaliste per l’elaborazione di un protocollo di tutela delle alberature preesistenti e l’approvazione, in via preliminare e di avvio di procedimento, di ogni intervento di rilevanza ambientale.

È stata infine condivisa da diverse associazioni l’apprensione nei confronti della sostituzione artificiosa a calendario delle alberate per i gravi effetti di riduzione dei benefici ornamentali, ambientali, ecosistemici e soprattutto sulla salute dei cittadini, come dimostrato dalla sentenza del Tribunale di Torino del 30.5.2024 (Nrg12333/2023), che ha confermato le pesanti ricadute sulla salute dei cittadini correlate all’aumento delle temperature determinato proprio dagli abbattimenti degli alberi.Come già in passato, Italia Nostra mette a servizio di questa Amministrazione le proprie risorse in termini dic ompetenze e partecipazione per avviare a partire da questo momento un tavolo aperto di confronto, che apra a nuovi orizzonti di gestione condivisa del verde pubblico come bene comune.

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