Periferie, il Comune di Firenze farà un mutuo: lo annuncia il sindaco Dario Nardella

Approvata una delibera che finanzia attraverso mutui tutti gli interventi bloccati dal decreto Milleproroghe. Arianna Xekalos (Capogruppo M5S): “Perché l’Amministrazione non ha voluto aspettare il 2019 per avere i finanziamenti, come tutti gli altri Comuni?”. Perra: “La verità è nelle carte: indispensabile procedere per non lasciare a metà lavori già iniziati”


 Il sindaco Dario Nardella annuncia così una variazione di bilancio approvata questa mattina in giunta “Grazie al nostro bilancio sano possiamo accendere questi finanziamenti e finire gli interventi su case popolari, telecamere, giardini, strade e marciapiedi. Fermo restando il nostro ricorso alle vie legali contro il blocco voluto dal Governo col Decreto Milleproroghe ai fondi per il bando periferie abbiamo deciso di non interrompere a metà lavori già iniziati e di non bloccare lavori già appaltati e di portarli a termine attraverso la stipula di mutui”. Con la delibera, presentata dall’assessore al bilancio Lorenzo Perra, si dà di fatto il via alla terza variazione di bilancio che incrementa l’indebitamento per i 17.887.041 euro necessari a portare a termine tutti gli interventi approvati dal Bando Periferie nel 2017 e bloccati adesso dal governo, grazie all’attivazione di aperture di credito.

“Faremo noi per i fiorentini quello che avrebbe dovuto fare il Governo: non possiamo aspettare e non vogliamo interrompere a metà lavori iniziati o già appaltati destinati alle nostre periferie solo perché il Governo non mantiene gli impegni sottoscritti con i Comuni – ha aggiunto il sindaco – perché si tratta di lavori molto importanti per Firenze e per la sua periferia: 7,1 milioni sono destinati all’edilizia residenziale pubblica, 6,1 milioni a strade e marciapiedi, 700 mila euro alle aree giochi, 1,8 milioni per il verde pubblico dei quartieri 2, 3, 4 e 5 , un milione per l’illuminazione e 700 mila euro per la videosorveglianza delle zone non centrali”. “Il bilancio del nostro Comune – ha concluso il sindaco – ci consente di prendere questo mutuo per portare a termine questi interventi perché è un bilancio sano e che ha il livello di indebitamento dell’ente ben al di sotto dei limiti di legge: con questa manovra portiamo avanti la riqualificazione delle periferie e non lasciamo aziende e lavoratori senza lavoro dopo averli già appaltati. Questo finanziamento a cui ci ha costretti il Governo sarà restituito nel 2020 a seguito dell’ottenimento delle entrate derivanti dal contributo ministeriale”.

“La scelta del Governo non mette in crisi 87 Comuni né 9 Città Metropolitane” replica Arianna Xekalos, Capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Forse all’assessore è sfuggito che, dopo un primo momento iniziale con qualche problema, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed ANCI nazionale sono giunti ad una posizione comune e che il Presidente Anci si è dichiarato soddisfatto per come saranno distribuite le risorse nei prossimi anni. Una posizione che trova d’accordo tutti i sindaci d’Italia, ad eccezione di quello di Firenze” continua la capogruppo. “Potremmo chiederci perché praticamente solo Firenze sia rimasta in disaccordo ma la macchina elettorale che si è già messa in moto ci aiuta a trovare le risposte. Il Movimento 5 Stelle è davvero a difesa degli ultimi, non solo a parole. Per questo il Governo oltre a trovare le risorse per i progetti esecutivi dei Comuni, sta portando avanti il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e la riforma delle pensioni, tra cui il taglio alle pensioni d’oro sopra i 4500 euro per chi non ha versato i contributi. Tutte riforme che, se avesse voluto, avrebbe potuto fare il Partito di cui fa parte il Sindaco Nardella” conclude Xekalos.

“Le parole della consigliera Xekalos lasciano allibiti, perché la verità è scritta nelle carte ed è inutile arrampicarsi sugli specchi per giustificare una scelta del Governo che mette in crisi Firenze ma anche gli 87 Comuni e le 9 città metropolitane che hanno avuto accesso ai finanziamenti”. L’assessore al bilancio Lorenzo Perra replica alla consigliera del M5S punto per punto. “Tanto per cominciare la consigliera fa finta di non sapere che interrompere appalti pubblici già iniziati o già assegnati significa lasciare aziende senza lavoro e cantieri aperti in città. E forse non sa che nel 2019 non cambierà nulla, visto che il Governo proroga al 2020. In merito a questa proroga del contributo governativo tengo a precisare che ad oggi quelle risorse spostate in ipotesi al 2020 non sono state inserite nel bilancio statale pluriennale. Per cui è, al momento, solo una nuova promessa che non ha nessun riscontro sulla carta”. “Se poi ce ne fosse ancora bisogno – aggiunge Perra – nonostante i numerosi articoli, interventi e spiegazioni anche in consiglio comunale, ripercorro con la consigliera le tappe che hanno portato Firenze ed altre città ad avviare interventi pubblici sulla base di atti firmati, non di parole”. “Ricordo alla consigliera che il Governo, con la legge di bilancio ha stanziato nel 2017 800 milioni e nel corso del 2017 96 Comuni, fra cui Firenze, hanno visto i loro progetti finanziati. In seguito sono state firmate le convenzioni che sono diventate efficaci con la registrazione alla Corte dei Conti. Il Comune di Firenze con il piano chiamato “La città diffusa” ha presentato un progetto da 17 milioni e 887 mila euro cofinanziato con 43 milioni di risorse proprie del Comune. Progetti quindi avviati perché finanziati dal Governo e perché già pronti a partire, grazie alla solerzia della nostra amministrazione. Ma adesso il governo nel decreto Milleproroghe ha differito al 2020 l’efficacia delle 96 convenzioni che riguardano 87 Comuni e 9 città metropolitane: un miliardo e 100 milioni differiti di due anni e mezzo per un totale di 1625 interventi che riguardano 19,8 milioni di cittadini, un terzo degli italiani, per 2,7 miliardi di lavori complessivi in tutta Italia”. “Questi sono atti, non campagna elettorale – conclude Perra – cosa che invece sta probabilmente facendo il partito della consigliera che per mettere in difficoltà gli avversari politici in realtà crea gravi danni ai propri cittadini”.

“Mi dispiace per l’assessore ma non sono solita arrampicarmi sugli specchi anzi, mi piace la verità che cerco sempre di portare avanti a prescindere da ogni cosa. Proprio perché mi piace la verità c’è da dire che la scelta del Governo non mette in crisi 87 Comuni né 9 Città Metropolitane” replica Arianna Xekalos, Capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Forse all’assessore è sfuggito che, dopo un primo momento iniziale con qualche problema, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed ANCI nazionale sono giunti ad una posizione comune e che il Presidente Anci si è dichiarato soddisfatto per come saranno distribuite le risorse nei prossimi anni. Una posizione che trova d’accordo tutti i sindaci d’Italia, ad eccezione di quello di Firenze” continua la capogruppo. “Potremmo chiederci perché praticamente solo Firenze sia rimasta in disaccordo ma la macchina elettorale che si è già messa in moto ci aiuta a trovare le risposte”. “Il Movimento 5 Stelle è davvero a difesa degli ultimi, non solo a parole. Per questo il Governo oltre a trovare le risorse per i progetti esecutivi dei Comuni, sta portando avanti il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e la riforma delle pensioni, tra cui il taglio alle pensioni d’oro sopra i 4.500 euro per chi non ha versato i contributi. Tutte riforme che, se avesse voluto, avrebbe potuto fare il Partito di cui fa parte il Sindaco Nardella” conclude Xekalos

Redazione Nove da Firenze