People Care: nuovo incontro il 28 maggio

Regione in Italcertifer spa per rafforzare il polo ferroviario toscano. Licenziamento collettivo alla Rosss Spa: Lavoratori proclamano lo sciopero degli straordinari. Rossi: “La classe operaia ha fatto uno sforzo produttivo straordinario. Guardiamo al modello tedesco”. I Consulenti del Lavoro toscani incontrano la politica


FIRENZE– Si concluso ieri al Ministero per lo sviluppo economico il previsto tavolo di confronto sulla situazione della People Care, il call center situato a Guasticce in provincia di Livorno. Erano presenti le organizzazioni sindacali sia locali che nazionali e tutte le autorità interessate, a partire dall'assessore regionale alle attività produttive: il presidente della Provincia, il sindaco di Collesalvetti e il vice sindaco di Livorno. L'incontro ha messo in evidenza che sta proseguendo lo sforzo per dare un futuro di lavoro al call center e che al momento esistono interessi imprenditoriali che potranno dare continuità all'attività della People Care. Condizione per cui il tavolo è stato riconvocato a Roma per il prossimo 28 maggio.

Nei giorni scorsi la Rosss Spa di Scarperia e San Piero, azienda produttrice di strutture metalliche per la gestione degli spazi industriali e commerciali, ha aperto per il suo tramite Confindustria Firenze, una procedura di licenziamento collettivo per nove lavoratori. l Segretario Generale della Fiom Daniele Calosi ha così così commentato “La scelta della Rosss di procedere unilateralmente al licenziamento di nove lavoratori è un atto di prepotenza senza eguali nella lunga storia di relazioni sindacali di quest'azienda e nella nostra provincia. Non ci troviamo di fronte ad una ristrutturazione aziendale come tante altre gestite in accordo con la Fiom, ma bensì ad una volontà esplicita di procedere a dei licenziamenti mirati e ancor più grave è che l'azienda sia di proprietà del Presidente uscente di Confindustria Firenze. Tutto ciò per noi è inaccettabile. Facciamo appello al Comune di Scarperia e San Piero, alla Città Metropolitana di Firenze ed alla Regione Toscana affinché ci aiutino ad evitare un dramma sociale per nove famiglie. Tra l'altro ciò avviene in un momento in cui la Rosss chiede ai lavoratori prestazioni straordinarie e turni quasi a ciclo continuo perché in presenza di lavoro e di ordini, pertanto la logica di questi licenziamenti è dettata da motivazioni che esulano dalle necessità di riorganizzazione aziendale. Non vorremmo che questa vicenda fosse la cartina di tornasole delle volontà politiche di Confindustria, volontà che si traducono con il potere unilaterale del datore di lavoro nel rapporto con i propri dipendenti. Queste posizioni ideologiche devono essere stigmatizzate per riportare il confronto su un terreno di corrette relazioni sindacali.”

Si rafforza il polo toscano per l'alta tecnologia ferroviaria. La Regione è entrata nel capitale di Italcertifer SpA, società partecipata (da Ferrovie dello Stato, Università di Napoli, Firenze, Pisa e Politecnico di Milano) che si occupa di certificazione del materiale rotabile. L'acquisto di azioni da parte della Regione, per l'11% del capitale sociale, punta al raccordo fra le politiche regionali del settore e la principale piattaforma nazionale di sperimentazione e certificazione, del materiale rotabile. La presenza della Regione in Italcertifer rappresenta un ulteriore passo avanti verso la realizzazione della strategia che ruota attorno al consolidamento del Distretto per le tecnologie ferroviarie, l'alta velocità e la sicurezza delle reti, che ha come obiettivo un sistema di governance pubblico-privato a sostegno della competitività industriale, attraverso il rafforzamento della capacità di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, della filiera produttiva locale. Oggi il Distretto tecnologico regionale raggruppa 120 imprese e coinvolge università, centri di ricerca, laboratori pubblici e privati ed è parte integrante ed attiva del cluster nazionale sui sistemi di trasporto Italia 2020. E' in questo contesto e con questi obiettivi di fondo che la Regione ha salutato l'acquisizione di Ansaldo Breda da parte di Hitachi come un'opportunità. Hitachi, secondo il presidente della Regione, è un protagonista indiscusso nel settore e pertanto può offrire a Breda la possibilità di tornare a svolgere un ruolo decisivo nel panorama industriale, italiano e internazionale. Attraverso Breda, ora Hitachi potrà avvalersi delle imprese presenti nel distretto e delle infrastrutture tecnologiche di Italcertifer, proiettando così l'eccellenza toscana in uno scenario globale. La Regione, per parte sua, non sarà passiva ad aspettare gli sviluppi ma vigilerà affinchè Hitachi presenti un piano industriale serio, con investimenti e garanzie per i posti di lavoro locali, senza farsi attrarre da false sirene di incentivi di breve periodo in altri territori ,quando invece la Toscana è in grado di garantire manodopera qualificata, una rete di subfornitura specializzata e infrastrutture sperimentali e di trasferimento tecnologico uniche nel panorama nazionale ed internazionale. Un esempio per tutti, appunto, il Centro di dinamica sperimentale dell'Osmannoro gestito da Italcertifer, con banchi di prova per verificare treni interi o singoli componenti: quello dove, per intendersi, si sottopongono a test i nuovi treni Frecciarossa.

“La classe operaia ha fatto uno sforzo produttivo straordinario. Visito tante aziende e un po' di occhio me lo sono fatto. I ritmi di lavoro sono cresciuti. Quindi, da un lato evviva gli imprenditori che investono e dall'altro, a tenerci a galla come Toscana, c'è uno straordinario sforzo produttivo dei lavoratori in fabbrica. Si può vedere visitando qualsiasi azienda. Ecco perchè io credo molto, nelle relazioni sindacali, al modello tedesco. Bisognerebbe evolvere verso un modello partecipativo, dove i lavoratori contano di più anche all'interno dell'azienda. Altrimenti questi sforzi produttivi rischiano di trasformarsi in tensioni. E per lo sviluppo noi non abbiamo bisogno di tensioni tra imprenditori e lavoratori. Abbiamo bisogno invece di un modello di compartecipazione, di cogestione persino. Il modello tedesco va perseguito”. Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e candidato alla rielezione, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della 'Conferenza Stampa' svoltasi ieri mattina presso la sede della Testata Giornalistica Regionale della Rai, sul modello di relazioni industriali che il governo della Toscana ha impostato in questi anni. “Ci sono grandi imprese multinazionali con cui andiamo molto bene d'accordo – ha spiegato Rossi - quando invece ci troviamo di fronte ad imprese come la Smith io sono dalla parte dei lavoratori e vado a fare le assemblee in fabbrica con i lavoratori. Se abbiamo davanti la General Electric, che rispetta gli impegni che prende, abbiamo ottimi rapporti. La Whirlpool è un'altra azienda che chiude nel resto del paese ma mantiene i suoi investimenti qui, perchè c'è stato un interesse della Regione su progetti di ricerca importantissimi che hanno coinvolto le tre università”. Secondo Rossi, al mantenimento della forza produttiva in Toscana “concorrono le multinazionali, che abbiamo attratto e fatto restare. Concorre una nuova imprenditoria e quel capitalismo familiare tanto bistrattato da tanti 'soloni', che ha sfidato il mondo, si radica sul territorio, investe e sente la responsabilità sociale. Questo vale per la lucchesia, vale per Santa Croce, vale per le piccole e medie imprese. Io sono amico e fratello di questi imprenditori. Con questa imprenditoria voglio dialogare, trovare le strade per risolvere i problemi della Toscana e la via dello sviluppo. Sono meno amico di quegli imprenditori che invece fanno i fallimenti intenzionalmente per mantenersi la villa, le macchine, le vacanze a Forte dei Marmi”.

“Io ricordo ancora Piazza Bovio, piena di persone, di lavoratori che gridavano 'Piombino non deve morire'. Prendemmo impegno per un grande investimento della Regione Toscana, lo abbiamo fatto. Era un anno fa, non un secolo. Mi pare che si stanno vedendo risultati positivi. Domani andrò a Roma, per vedere se si chiude definitivamente. Colgo l'occasione per dire che il governo deve garantire a Piombino lo stesso costo dell'energia che si pratica per i signori del tondino di Brescia. Altrimenti l'operazione non va in porto. Se questa operazione va in porto, Piombino riprenderà a produrre acciaio e con l'intervento che abbiamo fatto sul porto, e in questo caso intervento pubblico, come giusto che sia, abbiamo tante imprese multinazionali che chiedono di insediarsi a Piombino perchè ci sono opportunità nuove”.

“Queste aziende, questi lavoratori, sono il vero vanto della nostra Toscana. Con grande serietà, con grande impegno, continuano a puntare sulla qualità e sulle tradizioni di un comparto di eccellenza quale il tessile, sfidando la crisi, adeguandosi ai tempi che corrono, alle tecnologie, cercando nuove nicchie di mercato. Menomale che ci sono queste realtà, ma non possono essere un'eccezione. Ci vuole il coraggio delle azioni radicali, che è sempre mancato sia alla sinistra di potere come anche al centrodestra tradizionale. La situazione economica generale in Toscana è un disastro”. Così si è espresso Giovanni Lamioni, candidato di Passione per la Toscana, la lista nata dal patto tra realtà civiche e le forze politiche di Area Popolare, in visita presso due aziende della zona artigianale di Montemurlo in rappresentanza della vera produzione tessile pratese: la Gibritex, tra le poche rimaste nel settore della “storica” filatura cardata, e la GeneralFibre, conosciuta per la produzione innovativa di pellicce ecologiche. Ad accompagnare Lamioni, c'erano i candidati al consiglio regionale Roberto Cenni e Sara Millefiore. Era presente anche Enzo Biscotti, attuale consigliere di minoranza nel Comune di Montemurlo. “Alla favola della Toscana Felix non ci crediamo più – ha ribadito Lamioni - Provengo dal mondo dell’imprenditoria e so bene quanto sia distante la Regione con i suoi piani da economia pianificata dalla realtà del nostro tessuto produttivo. La verità è che in Toscana chiudono sedici aziende al giorno, e che dall'inizio della crisi sono ottomila le imprese artigiane che hanno cessato l'attività”. Lamioni ha poi parlato della sua proposta per il lavoro e per il rilancio economico. “Non vogliamo un reddito di cittadinanza ma uno di reinserimento, che si tenga, però, con un nuovo sostegno al reddito delle imprese - ha spiegato il candidato presidente - da finanziare non solo con fondi europei ma anche con dismissioni e razionalizzazione dei costi pubblici e amministrativi. Altro obiettivo è organizzare una rete di protezione per le imprese nei contenziosi fiscali derivanti da errori formali. Insomma scelte forti su cui il coraggio fino ad oggi è mancato”. Giovanni Lamioni tornerà a Prato venerdì prossimo per fare visita ad un'altra azienda storica, la Santo Stefano del grande imprenditore Renato Cecchi, una degli ultimi “gioielli” delle rifinizioni rimaste nel distretto.

"Firenze protagonista della sfida dello sviluppo - I grandi eventi, le trasformazioni urbane" è il tema di una tavola rotonda in programma giovedì 21 maggio, alle ore 10.30, presso la Sala Luca Giordano, in Palazzo Medici Riccardi (Firenze, via Cavour 1), alla presenza del Sindaco di Firenze e della Città Metropolitana; Leonardo Bassilichi, Presidente della Camera di Commercio di Firenze e Nico Gronchi, Presidente della Confesercenti Metropolitana di Firenze. Coordina e modera i lavori Gaetano D'Arienzo. L'incontro è promosso da Confesercenti e Newtown Italia.

Le politiche attive del lavoro, il ruolo della Commissione dei soggetti professionali istituita dalla Regione Toscana, il futuro della formazione professionale e il contributo che il professionista può dare allo sviluppo economico sociale. Questi i temi degli incontri che il presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro della Toscana, Luca Fedeli, ha avuto con alcuni esponenti dei partiti politici rappresentati in Regione. Eugenio Giani, del Pd, si è dichiarato disponibile a portare avanti la richiesta di un ruolo sempre più importante degli Ordini ed in particolare dei Consulenti del lavoro nella programmazione e un confronto di merito sulle principali questioni socio-economiche. Con Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia il discorso si è incentrato soprattutto sulla formazione e sulla necessità di coinvolgere sulle politiche attive del lavoro anche i soggetti privati, allo scopo di individuare percorsi formativi appropriati per chi deve inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro. “Mi sembra di aver trovato una buona attenzione e una buona possibilità di dialogo per quanto riguarda l’avvio di un rapporto istituzionale più stretto con il mondo delle professioni e quindi dei Consulenti del Lavoro in Toscana, spesso poco considerato malgrado quello che rappresenta e non solo in virtù dell’incidenza sul PIL, ma anche di esperienze maturate attraverso i quotidiani rapporti con le imprese. Auspichiamo - dichiara il presidente Luca Fedeli - che si posa dare vita ad una forma di consultazione permanente sui temi in cui siamo coinvolti e su cui possiamo essere d’aiuto nella definizione di politiche appropriate”.

Redazione Nove da Firenze