Pedo-pornografia: nella Rete della Polizia postale finiscono 16 pedofili

Indagato dagli inquirenti anche un professionista della Società della Salute Fiorentina Nord Ovest. Il rapporto di lavoro è stato sospeso


Finiscono nella rete della Polizia Postale di Torino 16 persone di diverse città italiane che condividevano sul web materiale pedopornografico. Tra gli indagati dagli inquirenti c'è anche un professionista fiorentino. Si tratta di un assistente sociale assunto con un contratto di lavoro interinale dalla Società della Salute fiorentina Nord Ovest. Il rapporto di lavoro è stato sospeso oggi stesso.

Attraverso il monitoraggio della rete, i poliziotti hanno individuato gruppi di persone che si scambiavano materiale pedopornografico realizzato mediante lo sfruttamento dei minori di anni 18, in alcuni casi anche molto piccoli: si è infatti riscontrata persino la condivisione di video ritraenti abusi su neonati. Le perquisizioni locali ed informatiche hanno portato al rinvenimento e sequestro di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico, per il quale si ipotizza in alcuni casi anche l’autoproduzione. Dei 16 indagati sei sono stati arrestati in flagranza di reato. Nel seguire le tracce informatiche gli agenti sono riusciti a delineare anche diversi ruoli di responsabilità dei titolari dei profili incriminati, che talvolta dettavano anche particolari regole per gli stessi partecipanti a tali gruppi: questi si riservavano infatti la potestà di escludere chi non dava un utile contributo in termini di materiale condiviso, suddiviso per range di età e sesso dei minori utilizzati per la realizzazione dei video.

Sconcerto per la notizia a Sesto Fiorentino tra i dipendenti della Società della Salute fiorentina Nord Ovest, informata oggi che un professionista impiegato nel Servizio Sociale -area Minori- inserito in organico da tre anni, tramite contratto di somministrazione da un agenzia di lavoro interinale in sostituzione di un dipendente del Comune di Campi Bisenzio, risulta coinvolto in un'indagine su fatti di grave rilevanza penale. La SdS si è resa immediatamente collaborativa con gli organi inquirenti e, risultando comunque del tutto estranea alla vicenda, comunica che ogni tipo di rapporto di lavoro con l’indagato è da intendersi sospeso con effetto immediato.

Secondo indiscrezioni di stampa l'indagato risulterebbe aver avuto precedenti penali specifici. C'è da domandarsi allora come sia stata possibile l'assunzione, sia pur a tempo determinato, in un'attività professionale sensibile, nonostante la verifica prescritta per legge delle certificazioni penali personali (casellario, carichi pendenti, ecc.).

Nicola Novelli