Patrick Zaki cittadino onorario, Firenze vota sì

SPC: "Ora lottiamo per la sua libertà". Nardella: "Simbolo di resistenza e democrazia". Astensione di Fratelli d'Italia

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 maggio 2021 18:13
Patrick Zaki cittadino onorario, Firenze vota sì

“Ci sono tutte le condizioni perché anche Firenze possa conferire la cittadinanza, in forma simbolica, a Patrick Zaki, diventato suo malgrado un simbolo di Resistenza contro la violenza e il disprezzo di ogni principio fondamentale democratico, un simbolo di libertà che tutto il mondo segue con grande attenzione. In questa mobilitazione nazionale sono convinto che Firenze debba far sentire la propria voce. La cittadinanza onoraria è un titolo sempre molto significativo per qualunque città e a maggior ragione per Firenze, che ha potuto votare un conferimento del genere ad alcune tra le più grandi personalità del mondo”.

Lo ha detto il sindaco Dario Nardella presentando in Consiglio comunale la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, giovane attivista egiziano nato a Mansura il 16 giugno 1991 e studente di un master sugli studi di genere presso l’Università degli Studi di Bologna. Oggi è il 458esimo giorno di carcere preventivo di Patrick.

“Parlare del conferimento della cittadinanza onoraria a Zaki mi riporta con la memoria al voto che, il Consiglio comunale nella metà degli anni Ottanta, effettuò a favore di Nelson Mandela - ha ricordato il sindaco -. Anche allora Mandela era in prigione, anche allora si trattò di una cittadinanza onoraria simbolica, anche molto discussa a livello politico, e anche allora la voce di Firenze si alzò in alto. Quella cittadinanza onoraria, insieme a molti altri gesti in tutto il mondo, fecero da battistrada per arrivare poi alla scarcerazione di Nelson Mandela a cui Firenze ha legato per sempre la propria storia”.

“In circostanze diverse, ma con alcune similitudini - ha continuato Nardella -, anche oggi il nostro Consiglio comunale è chiamato a compiere un gesto forte, che ha un grande peso e che va ponderato con enorme consapevolezza. Anche questa volta è compiuto a favore di una persona che lotta per i diritti fondamentali, di libertà e che sta pagando un prezzo troppo alto per questa sua battaglia”. “Non dobbiamo dimenticare qual è il nostro destino - ha proseguito il sindaco -, quale è la missione di Firenze e qual è il nostro compito.

Mi auguro che il Consiglio comunale possa esprimere un voto chiaro e forte perché votando la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki non facciamo altro che onorare la memoria e la storia d Firenze e la grande levatura civile della nostra città”.

Nel corso del suo intervento il sindaco Nardella ha ricordato che “Zaki venne arrestato dalle autorità egiziane all’aeroporto del Cairo, dove era appena atterrato per andare a trovare i propri familiari, il 7 febbraio 2020, 15 mesi fa. Le accuse sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo. L’Egitto, sfruttando anche la situazione pandemica internazionale, tramite i propri tribunali, sta prolungando la detenzione preventiva ogni 45 giorni, l’ultimo rinvio è del 6 aprile.

La legge egiziana permette di detenere in carcere in forma preventiva un sospettato fino a 2 anni. Patrick ha pochissimi contatti con l’esterno. Difficilmente gli è permesso di parlare con il proprio avvocato e ancor più raramente può parlare con i genitori, Marise e George Zaki. A febbraio di quest’anno il padre George ha avuto un grave peggioramento dello stato di salute che l’ha costretto ad essere ricoverato d’urgenza all’ospedale del Cairo; nemmeno in questa situazione è stato permesso al giovane studente di incontrarlo.

Solo il 24 aprile padre e figlio hanno potuto incontrarsi e abbracciarsi dopo oltre 6 mesi. Il 18 dicembre 2020 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui «deplora [...] con la massima fermezza la continua e crescente repressione, per mano delle autorità statali e delle forze di sicurezza egiziane, ai danni dei diritti fondamentali e di difensori dei diritti umani [...] e chiede la liberazione immediata e incondizionata di Patrick George Zaki e il ritiro di tutte le accuse a suo carico», definendo «arbitrario» il suo arresto e considerando la sua detenzione come una «minaccia» per i valori fondamentali dell'Unione europea.

Approfondimenti

Sono molte le città italiane che hanno simbolicamente concesso la cittadinanza onoraria a Patrick: Napoli, Bari, Milano, Lecce, Ferrara, Avellino, Rimini e molte altre. Diversi parlamentari hanno presentato due mozioni la seconda delle quali in Senato, prima firmataria Liliana Segre. Il 14 aprile il Senato ha approvato la mozione per la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Sui 241 presenti (tra cui la senatrice a vita Liliana Segre) non ci sono stati voti contrari e la chiamata si è conclusa con 208 favorevoli e 33 astenuti (Fratelli d’Italia). L’intenzione dei proponenti della due mozioni è far leva su sulla legge 91 del 1992 che sottolinea come «la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato»”.

Il sindaco Nardella ha anche fatto presente che “a Firenze l’1 marzo, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione presentata da Sinistra progetto comune per la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, approvata dalla giunta con una delibera il 20 aprile scorso”. Dal 13 ottobre 2020 una gigantografia dello studente di Bologna campeggia nell’ufficio del sindaco, mentre è del 16 gennaio l’apposizione dello striscione su Palazzo Vecchio che richiede libertà e giustizia per Patrick Zaki, a cui si affianca Giulio Regeni, per il quale ci siamo battuti e ci stiamo battendo”.

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune:"Da oltre un anno il Consiglio comunale è attivo per sostenere la campagna internazionale con cui si chiede la liberazione di Patrick George Zaki. Una vicenda drammatica, che richiama la lotta di verità e giustizia per Giulio Regeni. Abbiamo bisogno di continuare a tenere alta l'attenzione e fare tutto il possibile a ogni livello, dentro e fuori le istituzioni.Come Sinistra Progetto Comune, nei quartieri e in Palazzo Vecchio, non abbiamo mancato di sollecitare e incalzare la Giunta e il Sindaco, con interrogazioni, question time, domande di attualità.

Non siamo stati gli unici. Le mozioni e le risoluzioni sono sempre passate all'unanimità o con ampia maggioranza, trovando convergenza in particolare con la maggioranza. Oggi vorremmo che emergessero due elementi. Il primo è l'importanza dell'atto approvato. Il secondo è il ruolo del Consiglio comunale (non del nostro gruppo, ma di tutte le consigliere e di tutti i consiglieri), purtroppo spesso offuscato dagli "annunci" del Sindaco. Non si tratta di una questione di bandierine, si tratta del peso che le istituzioni possono avere.

Non una sola persona "al comando", ma tutte gli eletti e le elette del territorio.Adesso coordiniamo l'azione delle diverse forze politiche. Ognuno per la sua parte, proseguiamo la campagna. Non abbiamo ottenuto la libertà per Zaki: quindi ancora dobbiamo lottare per questo obiettivo".

“Orgogliosi - commenta Mimma Dardano, capogruppo lista Nardella - che il nostro Consiglio comunale abbia approvato questo atto così importante. Un gesto indubbiamente simbolico ma fortissimo per rilanciare con forza da Palazzo Vecchio un appello alla libertà per Patrick Zaki. Firenze, città solidale e dai grandi valori, si conferma in prima linea per difendere la libertà e la democrazia contro ogni forma di privazione e sopruso. È un modo anche per tenere sempre i riflettori accesi su quanto sta accadendo a questo giovane, una vicenda grave e inaccettabile”.

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi ha motivato in Consiglio comunale il perché dell'astensione del gruppo sulla delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki.

"Nessun cristiano merita di dormire sul pavimento di una prigione, Sinj Tora, dove in questi giorni la temperatura sfiora già i 40 gradi - ha dichiarato Draghi -. Su questo non abbiamo alcun dubbio. E personalmente auspico che Patrick Zaki, detenuto da mesi, possa tornare al più presto in libertà. Tuttavia, non crediamo che la cittadinanza onoraria possa rivelarsi lo strumento idoneo per contribuire a raggiungere il risultato. Il ministro degli Esteri Di Maio ha fatto presente che il clamore mediatico non aiuta il lavoro 'dietro le quinte' della diplomazia; questo uno dei motivi che ci spingono a giudicare non appropriata questa iniziativa".

"Infine, crediamo che non si possa usare lo strumento della cittadinanza onoraria per chiunque e per qualunque causa, per quanto giusta; il legame con Firenze deve esistere in una qualche forma, altrimenti diventa qualcosa di diverso da una cittadinanza. Ha molto più senso che la stessa iniziativa la prenda Bologna, città in cui Zaki studiava e viveva. L'Europa invece si faccia scrupolo a vendere cacciabombardieri e navi da guerra - come sta continuando a fare anche negli ultimi mesi - ad un paese in cui una ragazza può finire in galera se usa tiktok in maniera 'impropria'" conclude Draghi. 

“È un momento importante quello di oggi. L’atto che abbiamo approvato incarna e conferma la grande Storia della nostra città, i grandi valori su cui si fonda. Solidarietà, libertà, democrazia. Come gruppo Pd lo abbiamo sostenuto convintamente. La nostra città fa sentire la sua voce su una vicenda dolorosissima, su cui non possiamo permetterci di abbassare la guardia ma anzi continuare a tenere alta l’attenzione a ogni livello. E proprio Firenze, città dalla vocazione internazionale, con questo atto lancia un messaggio molto forte perché è importante il ruolo degli enti locali per promuovere il rispetto dei diritti umani.

È un forte segnale di condanna per quanto sta avvenendo in Egitto ai danni di Zaki e di tantissimi esponenti politici, attivisti civili, avvocati impegnati sui diritti umani ma anche un modo per sollecitare con forza la sua liberazione. Serve lo sforzo e l’impegno di tutti perché quest’ingiustizia finisca al più presto. È passato oltre un anno dall’incarcerazione preventiva di Patrick Zaki, e da altrettanto tempo le istituzioni italiane e la società civile si stanno mobilitando per chiederne la scarcerazione.

Come è stato definito da Amnesty international, Patrick George Zaki è un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani . E l’Italia ha un’altra ferita aperta con l’Egitto, la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni”

Così Nicola Armentano, capogruppo Pd e Donata Bianchi, consigliera comunale e presidente commissione Diritti, sull’approvazione della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki. 

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