Parcheggi di Firenze: il pubblico sogna, il privato realizza

Una bella storia fiorentina, in via Sansovino, all'Isolotto


Il titolo di questa storia potrebbe essere "Trova le differenze". L'insegnamento, invece, potremmo trarlo alla fine ma è bene tenere presente l'Art Bonus e tutto ciò che in questo periodo appare osannare il privato che decide di investire per la città.
Oggi in via del Sansovino, tra il sottopasso stradale e la fermata omonima della Tramvia, c'è un giardino ricco di erbe aromatiche, con fontane, panchine, lampioni e tanta erbetta tagliata egregiamente da un volenteroso giardiniere appassionato.  Il giardino è il tetto di un parcheggio.
Lo stesso tetto che i fiorentini vedono in piazza Ghiberti, ad esempio, dove però fontane, panchine ed erbetta non si sono mai viste.

La storia. Una famiglia fiorentina, con una grande esperienza maturata nell'edilizia civile, si ritrova proprietaria di un piccolo fazzoletto di terra inutilizzato, per vicini piccoli appezzamenti coltivati per hobby. La zona è quella di via del Sansovino, tra i pini marittimi e le Cascine, a pochi passi dall'antico borgo dei navicellai.

Ad un tratto l'idea. Realizzare un parcheggio interrato. Il disegno prevede due piani interrati ed una rampa sulla strada di collegamento tra piazza Paolo Uccello e la via del mare, la Firenze-Pisa-Livorno oppure Scandicci.
Il caso vuole che siano gli anni in cui il governo cittadino, guidato da Leonardo Domenici, mette in cantiere la realizzazione della Linea 1 della Tramvia.

Il progetto resta, anche se qualcosa cambia. Come ricorda oggi il proprietario della struttura che racconta a Nove da Firenze la sua storia "Decisi di spostare la rampa di ingresso-uscita per non gravare sulla viabilità ridotta dall'inserimento dei binari.. altrimenti sai che casino ogni giorno. Forse è stato un errore a pensarci oggi che il Comune ha chiuso la svolta a destra su via Bertoldo di Giovanni, rendendo più difficile l'accesso ai nostri Box".

"Il tetto del Parcheggio sarebbe andato ai cittadini" questa la volontà della famiglia, ed il Comune di Firenze acconsente volentieri allo scavo ponendo come condizione che per i primi 5 anni la gestione della piazza sarebbe spettata al privato. Iniziano i lavori che ben presto incontrano i primi intoppi, uno su tutti è la caratterizzazione delle terre da asportare.
Si scopre infatti che l'intera Montagnola ed area circostante, oggi vissuta dai bambini ed abitanti del quartiere come area urbana attrezzata, è in realtà una ex discarica di rifiuti e quindi come tale deve essere gestita. Intervengono Arpat e Corpo forestale dello Stato. I lavori si fermano per 2 anni.

Spiega il proprietario "Con i nostri sforzi e nonostante il fallimento delle ditte che avevano preso in appalto l'opera, siamo riusciti a realizzare le barriere di contenimento e l'intera struttura che conta oltre 200 box, ascensori, scale, impianto elettrico ed idraulico e di videosorveglianza. Oltre alle rifiniture che da buon artigiano non sono riuscito a risparmiarmi.. è più forte di me, le cose vanno fatte per bene". Ed anche il giardino "Soprattutto il giardino.. 800mila Euro tra pavimentazione, Gioco dell'Oca al centro, le gradinate, le piante, l'illuminazione.. ma senza il giardino non avrei potuto iniziare a vendere i box".

Almeno il Comune di Firenze vi è stato accanto. "Il Comune l'ho nel cuore.. noi siamo cresciuti qui. Mio nonno ha costruito parte dell'Isolotto e mio padre, nonostante le condizioni di salute precarie, ogni giorno si occupa del giardino.. Però siamo un po' delusi. Dopo l'inaugurazione non abbiamo più visto nessuno".

L'Ufficio Stampa di Palazzo Vecchio nell'occasione della festa emette una nota che recita "Un fazzoletto di prato sottratto al cemento". Curiosa come definizione.
L’assessore all’ambiente Alessia Bettini ed il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni presentano la superficie "Circa 4mila metri quadrati, quasi completamente a prato verde. Un percorso pedonale piastrellato, una gradinata con circa 100 posti a sedere davanti ad uno spazio in cui possono essere svolti concerti e spettacoli all'aperto, tavolini e panche con sedute stile pic nic, panchine e cestini per rifiuti, rastrelliere per biciclette. Lungo tutto il perimetro sono state piantate siepi ornamentali con varie essenze, aromatiche, e piante stagionali". Leggesi anche, tutto ciò che potrebbe esserci sul tetto di un Parcheggio ma Firenze non aveva mai visto.

 Bettini e Dormentoni dichiaravano "Un progetto condiviso tra il Quartiere 4 e l’ufficio verde del Quartiere 4 della direzione ambiente". E il privato.
 Dormentoni aggiungeva "Il Quartiere 4 prevede la chiusura notturna dell’area auspicando il coinvolgimento di cittadini volontari alla chiusura e apertura".

Ad occuparsi dell'apertura e della chiusura sono oggi i proprietari del parcheggio, padre e figlio, almeno fino a quando il giardino non passerà in gestione al Comune che di feste ed eventi non ne ha più organizzati "Peccato perché noi siamo a disposizione. Abbiamo fatto tanta pubblicità per segnalare l'esistenza del Parcheggio e ci siamo sentiti un po' abbandonati dal Comune che ad oggi non effettua neppure la raccolta dell'immondizia che invece gli sarebbe spettata... La struttura come potete vedere è nuovissima e funzionale. Manca solo il personale fisso per sembrare un parcheggio a pagamento. Negli ultimi mesi abbiamo avviato anche l'affitto dei posti auto e moto, ma l'obiettivo è la vendita dei Box rimasti".

Da esperti del settore, cosa pensate quando leggete che il Comune vuole realizzare parcheggi interrati in centro? "Io lo sconsiglio vivamente. Ma non perché ne abbia uno in posizione ottimale per i pendolari a pochi passi dal centro storico. Piuttosto perché gli imprevisti sono tantissimi. Anche noi abbiamo avuto problemi di falda acquifera ed abbiamo dovuto fare infinite verifiche, per non parlare di cosa puoi trovare nel sottosuolo. Qui ad esempio c'era già un fossato riempito nel tempo dai renaioli e dai detriti del vecchio Pignone.. immaginiamoci una piazza Tasso con le vecchie mura di Firenze".

Cercare, predicare, appellarsi all'intervento del privato comporta alcune conseguenze, se non altro il supporto morale dopo l'investimento.

Antonio Lenoci