Paolo Poli e i vizi capitali: Firenze ringrazia Pino Strabioli

Il sabato sera ad un orario quasi da Carosello l'Italia riscopre l'ironia spudorata e gentile


Per oltre 40 anni è rimasto lontano dalla televisione. "Io tanto non la guardo.." ha detto Paolo Poli con la solita, straordinaria grazia e schiettezza all'amico Pino Strabioli che lo ha riportato sul grande schermo per la gioia dei tanti fiorentini sintonizzati su Rai 3.

Poli ha lasciato la sua firma nella storia del teatro italiano calcando le tavole di legno di grandi città ed incontrando, frequentando ed intrattenendosi con i più alti rappresentanti della cultura e delle arti. L'irriverenza del personaggio Paolo Poli è pari alla sua grandezza scenica.
La capacità di raccontare con estrema leggerezza, quasi fosse vera sufficienza, eventi di portata storica che l'artista sa bene avere avuto un peso determinante nella leggendaria epoca del '900, non fa altro che evidenziarne la capacità espressiva.

Strabioli ha invitato in Rai il maestro per raccontare i sette vizi capitali: lussuria, gola, ira, invidia, accidia, avarizia e superbia. Un pretesto per attirarlo in studio? Una trovata geniale che il pubblico ha apprezzato con il sorriso più sincero, quello della sorpresa.
Numerosi i commenti nel web e silenzioso, ma curioso, il passaparola che serpeggia tra la gente che si entusiasma ancora nel sentire parlare toscano, per poi ritrovarsi alle origini di una parola: tra l'etimo ed il mito.

C'è molta Firenze nel programma. Il titolo adottato dalla trasmissione in onda il sabato sera alle 20 e 15 su Rai3 "E lasciatemi divertire" è un omaggio ad Aldo Pietro Vincenzo Giurlani, noto come Aldo Palazzeschi.
Alcune letture sono tratte dall'opera di Giovanni Boccaccio che spesso cita Firenze, è il caso ad esempio di Calandrino e di quelle magiche pietre nere raccolte lungo il Mugnone all'altezza della Porta San Gallo.

La definizione di ogni vizio è affidata allo psichiatra Massimo Recalcati, segue una novella di Giovanni Boccaccio letta da Paolo Poli.
L'ironia che Poli ha infuso nella sua attività teatrale e con la quale ha trascinato migliaia di spettatori è un bene raro e prezioso che non possiamo permetterci di ignorare.
Un bene che le attuali generazioni e le future saranno chiamate a coltivare come i fiori del giardino dell'Eden: un luogo donato all'uomo per farne buon uso.

A Pino Strabioli piace sperimentare, l'eterno ragazzo di Orvieto si diverte in studio ed ammicca allo spettatore come farebbe una spalla di alto livello al cospetto della stella del palcoscenico. Unire in quei pochi minuti che bastano per fare un ottimo prodotto televisivo, attori di ieri e di oggi, diversi modi di intendere l'arte ed interpretare la vita è una sfida che Strabioli vince, da gregario, trascinato da uno straordinario Paolo Poli. E Firenze non può che dire Grazie.

Antonio Lenoci