Palmi dedica una via a Rossella Casini fiorentina uccisa dalla criminalità

Sabato 22 febbraio in Calabria la cerimonia con il presidente del Consiglio comunale Milani. Nel 2021 riccorerà il 40° anniversario della tragica morte


Sabato 22 febbraio a Palmi, in Calabria, avranno luogo le cerimonie di intitolazione di una via a Rossella Casini con la contestuale affissione di una targa commemorativa, in memoria della giovane nell'anniversario della morte.

Rossella Casini, cittadina di Firenze, fu vittima della mafia. E' divenuta, nel corso degli anni, donna simbolo della lotta alla criminalità organizzata, seviziata e barbaramente uccisa per essersi opposta, mossa dall’amore, alle logiche mafiose.

“Nel ricordo di Rossella Casini – spiega il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – verrà rinsaldato il legame che intercorre tra la Città di Firenze e la Città di Palmi. L'appuntamento si inserisce all'interno di un percorso istituzionale del Consiglio comunale e dell'amministrazione che ha visto, lo scorso 25 novembre 2019 in occasione del ventesimo anniversario della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l'organizzazione di un Consiglio comunale monotematico dal titolo “La violenza sulle donne nella cultura mafiosa. Rossella Casini e le altre”. 

Durante quell'assemblea – aggiunge il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – è stata ricordata la giovane studentessa fiorentina, uccisa per essersi esposta alla mafia e, fra i tanti ospiti, era presente anche una delegazione dell'associazione Libera di Palmi”.

Nel 2021 ricorrerà il quarantesimo anniversario della tragica morte di Rossella Casini.

"Una giovane donne – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – che per amore e per operare la redenzione del compagno diventa un gigante. Per molti anni la sua storia non ha trovato il doveroso riconoscimento nella sua città natale, poi grazie al lavoro di Libera, della associazione Farm, che ne ha fatto un'opera teatrale che ha girato mezza Italia, piano piano, questa storia nella sua drammaticità è stata riscoperta: è la storia di una ragazza, una fiorentina appunto che a soli 25 anni ha sfidato la ‘ndrangheta".

Il comune di Firenze, con l'Assessore Vannucci, ha voluto ricordarla con una lapide in Borgo la Croce sulla facciata della sua casa a febbraio del 2016. Rossella, come ricorda la lapide “vittima della 'ndrangheta perché per amore infranse la regola criminale del silenzio scomparsa dal 22 febbraio 1981”.

Nella giornata della Festa della Repubblica il 4 giugno la Prefettura di Firenze ha consegnato la medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria per la studentessa fiorentina.

Il Comune di Scandicci ha intitolato un Istituto comprensivo alla Giovane Rossella Casini con classi dell'infanzia, di primaria di primo e secondo grado e di secondaria di primo grado.

Rossella Casini, viveva a Firenze con i genitori vicino a piazza Beccaria, si era fidanzata con un giovane di Palmi, Francesco Frisina, e si trovò, suo malgrado, in mezzo ad una sanguinosa faida tra cosche della ‘ndrangheta (Gallico e Condello), nella quale era coinvolta anche la famiglia del fidanzato, in uno scontro – ha raccontato nel novembre scorso il presidente Luca Milani, durante la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne – che provocò decine di morti, tra cui anche il padre del ragazzo. Lo stesso fidanzato fu gravemente ferito alla testa in un agguato.

Rossella portò Francesco a curarsi a Firenze e in quell’occasione lo convinse a parlare con i magistrati e a raccontare quello che sapeva dello scontro mafioso.

Questo “condannò” Rossella, tornato in Calabria il fidanzato ritrattò le sue dichiarazioni e nel giro di pochi mesi la situazione precipitò. La sera del 22 febbraio del 1982 Rossella, che era a Palmi telefonò a suo padre a Firenze, annunciandogli che stava prendendo il treno per tornare a casa: non arrivò mai. Anni dopo un pentito raccontò che Rossella fu rapita, violentata uccisa e fatta a pezzi, gettati poi nella tonnara di Palmi.

Dopo due processi nessuno fu condannato per quel delitto.

Redazione Nove da Firenze