Palazzo Vecchio: Buoni pasto "poco buoni"

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “In vista del cenone, dipendenti del Comune senza pranzo?”


Dall'inizio di dicembre sono già molti i dipendenti comunali che non sono riusciti a utilizzare i nuovi buoni pasto che l’Amministrazione Comunale ha acquistato tramite Consip. Numerose le segnalazioni di rifiuto da parte degli esercenti di accettare i nuovi tagliandi. La motivazione è che l'impresa aggiudicataria applica un ricarico di quasi il 20% sugli esercenti che aderiscono alla convenzione.

"Alcuni esercenti ci hanno detto chiaramente che, se devono pagare il 20% alla ditta che emette i buoni sostitutivi di mensa, considerato poi i tempi lunghi di riscossione degli stessi, dovrebbero fornire ai clienti prodotti molto scadenti -raccontano da USB Pubblico Impiego- Siamo sempre al solito punto, il Comune di Firenze via Consip acquista buoni pasto con un ribasso del 19,5% sul valore nominale, di conseguenza la ditta aggiudicataria fa un ricarico sull’esercente almeno della stessa cifra, e chi ci rimette siamo sempre noi lavoratori e lavoratrici dell’Ente. Per altro essendo Firenze una delle città di per sé più cara, il valore reale del buono pasto è ancora inferiore al presunto valore nominale.

Il sindacato chiede all’Amministrazione comunale di risolvere con la massima sollecitudine il problema. Se entro la settimana prossima non sarà risolto, porteranno la protesta in Consiglio comunale.

“In queste ore è arrivata la risposta ad un'interrogazione depositata per avere ulteriori chiarimenti in merito alla questione dei buoni pasto per lavoratori e lavoratrici del Comune di Firenze... Ci è stato detto – spiega il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi – che i buoni pasto elettronici potrebbero arrivare il primo febbraio 2020. Nel frattempo ci è stato fornito un aggiornamento sui punti vendita convenzionati con il nuovo fornitore, a cui si è scelto di affidare la fornitura da ottobre 2019 a dicembre 2020. Mentre sul sito www.repas.it continuano a esserne segnalate solo 67, al Comune risulterebbero esserci 233 realtà convenzionate in cui i lavoratori potrebbero utilizzare i buoni (da cui però occorre escludere i numerosi centri commerciali). Inoltre è evidente l'assenza di soluzioni pratiche per intere aree vicine ai luoghi di lavoro interessati. In queste ore, inoltre, ci viene confermato come alcuni ristoranti e punti pranzo, tra quelli frequentati assiduamente dai dipendenti comunali, stiano riscontrando significative difficoltà a relazionarsi con Repas, che sarebbe priva di un rappresentante sul territorio con cui relazionarsi e applicherebbe commissioni di quasi il 20%. Il Comune – conclude il consigliere Palagi – avrà anche risparmiato sui buoni pasto, ma a rimetterci sembrano essere stati i diritti di chi lavora... Una situazione davvero imbarazzante su cui ritorneremo, anche in Consiglio comunale!”.

Redazione Nove da Firenze