Orari dei negozi e feste pasquali: è sciopero nel commercio

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Toscana: “No alle aperture commerciali nelle festività”. Aduc: "Consumatori e lavoratori sono liberamente altrove". Una frenata per il turismo? Sostanzialmente positivi i dati del primo trimestre 2018


Firenze, 29 marzo 2018- Come accade da tempo, anche per queste feste pasquali, i sindacati Cgil. Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero degli addetti al commercio al dettaglio per i giorni 1 e 2 aprile, Pasqua e Pasquetta. L’intento e’ di contribuire a far restare a casa gli addetti al settore e, puntando piu’ in alto, l’abolizione delle norme che liberalizzano gli orari degli esercizi commerciali, e per questo fanno appello ai vincitori delle ultime elezioni che (M5S in particolare -1) hanno piu’ volte detto che gli orari dei negozi devono essere regolamentati e seguire il ritmo delle ricorrenze della religione cattolica romana. La questione, articolata in passato, sembra eterna. Infatti un referendum abrogativo fu bocciato diversi anni fa e gli orari continuarono a seguire il rito cattolico. Ma, complici le direttive comunitarie e i governi che non avrebbero potuto fare altrimenti, si e’ arrivati all’Esecutivo guidato da Mario Monti che ha liberalizzato e il Parlamento ha approvato. I maggiori sindacati insistono.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Toscana ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi per le prossime festività religiose e ne chiedono il rispetto del significato e del valore sociale: “La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, anno dopo anno, si sta rivelando disastrosa, non ha portato nessun aumento dell’occupazione e nessun aumento dei consumi, come dimostrano i tanti negozi dei centri storici chiusi e le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della Grande Distribuzione, anche quelle che hanno scelto il “sempre aperto h24. Sono peggiorate le condizioni di lavoro, gli orari, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, è aumentata solo la precarietà. No a lavorare per le feste! Il commercio non è un servizio essenziale -Filcams, Fisascat e Uiltucs Toscana chiedono alle forze politiche, soprattutto a quelle che hanno vinto le elezioni, di essere coerenti con quanto annunciato in campagna elettorale e di abrogare la Legge Monti sulle liberalizzazioni- No al sempre aperto, sì a un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano”. Per questo le Segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs proclamano l’astensione dal lavoro e lo sciopero per le prossime festività di Pasqua e Pasquetta (1-2 aprile).

"Probabilmente non ne sono convinti anche loro, ma forse hanno messo in automatico, a cadenza periodica fissa sui loro sistemi informatici, la diffusione di dichiarazioni e lancio di strali a favore, come dicono, dei valori della famiglia -commenta Vincenzo Donvito, presidente dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- Che forse non e’ piu’ quella di quando si andava in treno o con la corriera o con la Fiat 600 o la Giardinetta (per chi ce l’aveva) nei capoluoghi a fare la spesa nei grandi magazzini delle citta’… ma di questo forse non si sono accorti, cosi’ come temiamo non venga considerato che la quasi totalita’ del commercio al dettaglio oggi avviene nei negozi a grandi superfici, il cui punto di forza e’ -per l’appunto- la libera gestione dei propri orari in un regime di concorrenza, che incrementa consumi e impieghi. Comunque. Ognuno si faccia le feste e le vacanze che ritiene piu’ opportune. Vada in chiesa, al centro commerciale, in campagna, nei musei, a far le file in autostrada, etc. Non e’ accattivante che ognuno sia libero? Sembra di no, per i nostri sindacati che -ma se ne rendono conto?- sminuiscono il valore dello sciopero come strumento estremo per affermare i propri diritti e le proprie rivendicazioni, trasformandolo in mero strumento del loro potere di veto. Per fortuna che consumatori e lavoratori -inclusi quelli di, per esempio, bar e ristoranti, ferrovie e aeroporti e vari servizi pubblici- sono liberamente altrove".

In questo periodo è continuato il trend di crescita ed il bilancio di crescita si attesta intorno al +1,3%, ma con una tendenza non uniforme per tutte le tipologie di offerta e le aree geografiche. È interessante notare come sia stato il comparto alberghiero a mostrare segnali di crescita (+2,4%), a differenza dell’extralberghiero per il quale si stima il -1,3%. Trend differenziato, anche, per le tipologie di prodotto:

  • +2,1% città d’arte;
  • +2,2% località termali;
  • +0,7% montagna
  • -0,2% località costiere;
  • in calo significativo, -1,9% località rurali e di collina e -3,1% località di altro interesse.

Questi i dati che emergono dall’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze presso un campione di imprese ricettive distribuite in Toscana.

Festività pasquali

Segnali negativi, invece, in quasi tutta la Regione, con molte strutture ricettive ancora chiuse:

  • -2% dei pernottamenti;
  • 2/3 giorni la durata dei soggiorni;
  • -3,2% la presenza di turisti italiani;
  • -1% flusso di stranieri;
  • in calo i fatturati delle imprese.

La Pasqua ‘bassa’ non ha mai fatto registrare risultati positivi; inoltre, quest’anno le previsioni meteo incerte ed in alcuni casi sfavorevoli non contribuiscono a far decollare gli spostamenti che tradizionalmente si registrano nel periodo primaverile. – commenta Nico Gronchi Presidente Confesercenti ToscanaTutto questo determina una brusca frenata di arresto per il comparto turistico, che per tutto il 2017 aveva registrato numeri positivi, determinando un effetto traino sull’intero sistema economico regionale. In un trend generale di ‘frenata’, si registra però un andamento migliore per il comparto alberghiero rispetto all’extralberghiero, in leggera controtendenza rispetto ai numeri dello scorso anno; numeri confermati anche dalle attese di Pasqua, con un alberghiero in calo del 1,2% ed un extralberghiero che si attesta intorno al -3,8%”. Per la Pasqua 2018, un andamento disomogeneo è atteso anche per le diverse tipologie di prodotto:

  • -3,7% località collinari e di campagna;
  • -3,3% località balneari;
  • -2,2% località termali;
  • -2,1% montagna;
  • resiste il mercato orientato alle città d’arte, con un -0,7% (soprattutto grazie alle presenze di turisti stranieri).

Si preannuncia una Pasqua senza il ‘tutto esaurito’ e all’insegna del ‘mordi e fuggi’. – conclude il Presidente Confesercenti Toscana – Numeri negativi in quasi tutta l’area regionale, con qualche eccezione positiva per le città d’arte supportate dalla presenza di turisti stranieri. Ci auguriamo che i prossimi ponti primaverili, con il miglioramento delle condizioni meteo e l’innalzamento delle temperature, facciano registrare un aumento nel numero di prenotazioni e presenze; facendo così ripartire il settore turismo che negli ultimi anni non aveva mai mostrato segnali di cedimento”.

Redazione Nove da Firenze