Olio taroccato: shock in Toscana per l'etichetta fasulla

Le attività investigative della Forestale hanno avuto origine a seguito della segnalazione di un consumatore


Olio di oliva extravergine etichettato due volte. Il sequestro avvenuto oggi in Toscana rimette al centro dell'attenzione il problema delle contraffazioni alimentari proprio in una regione produttrice dell'eccellenza. Il prodotto in offerta era palesemente taroccato, se ne è accorto un comune consumatore.

Come accaduto il 19 novembre del 2014 anche oggi, 19 novembre 2015, il Corpo Forestale dello Stato mette a segno un sequestro shock in Toscana.

Il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Siena ha posto sotto sequestro 4.000 bottiglie di olio extra vergine di oliva contraffatte, pari a 30 quintali di prodotto, commercializzate in oltre cento punti vendita di un noto marchio appartenente alla grande distribuzione organizzata, presente in Toscana ed Umbria. Le attività investigative della Forestale hanno avuto origine a seguito della segnalazione di un consumatore, il quale si è accorto che la bottiglia di olio acquistata in un Supermercato di Chiusi (SI), presentava, sotto all’etichetta originale, un’ulteriore etichetta in lingua tedesca, riferita ad una partita di olio diversa, destinata al mercato della Germania.
L’olio in questione, di origine “comunitaria”, imbottigliato e commercializzato da un’azienda stabilita in provincia di Firenze, veniva venduto in promozione ad un prezzo molto basso nell’ambito della grande distribuzione.
La Società responsabile della distribuzione, estranea alla vicenda, ha provveduto all’immediato ritiro dal mercato del prodotto, mettendosi a disposizione del Corpo forestale dello Stato per le verifiche del caso.
All’esito degli accertamenti di polizia giudiziaria le 4.000 bottiglie di olio extra vergine di oliva, parte rimanente di una commessa costituita da quasi 20.000 unità di vendita, sono state sottoposte sia a sequestro probatorio che a sequestro preventivo, disposto dal GIP di Siena, onde impedirne la commercializzazione.
E’ stata, inoltre, effettuata un’attività tecnica di campionamento, finalizzata a verificare le caratteristiche merceologiche dell’olio. Il titolare dell’azienda che ha imbottigliato commercializzato l’olio è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Siena per ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e la società sottoposta ad indagine per illecito amministrativo dipendente da reato ai sensi del Decreto legislativo n. 231/01.
Proseguono in questi giorni ulteriori accertamenti sulla tracciabilità del prodotto, disposti dal Sost. Proc. Aldo Natalini della Procura della Repubblica di Siena, titolare dell’indagine, finalizzati ad accertare eventuali altri profili di responsabilità e la latitudine dell’ipotizzato fenomeno frodatorio.

 "Il sequestro di oggi in terra di Siena - commenta il Presidente Aduc, Vincenzo Donvito -  evidenzia uno degli aspetti che e' fondamentale: come si scoprono queste truffe? Nella fattispecie la scoperta della truffa e' stata fatta grazie alla segnalazione di un consumatore che si era accorto che la bottiglia di olio acquistata in un supermercato, presentava, sotto l'etichetta originale, un'ulteriore etichetta in lingua tedesca. Una strategia di truffa un po' grossolana, quasi da macchietta da film del realismo italiano tipo Toto' e De Sica, ma grave quanto i meccanismi piu' raffinati che sarebbero stati utilizzati da noti e grandi marchi sempre in Toscana e non solo. Cosa ci insegna quanto accaduto oggi? Che il ruolo consapevole dei consumatori e' fondamentale per difesa e affermazione dei diritti economici quanto sanitari. Diritti a non dover pagare prezzi per qualcosa che e' diverso da quanto si crede di acquistare, diritti a non dover mettere a rischio la propria salute. Le autorita' latitano? In parte, ma fino ad un certo punto. Perche' sono le stesse autorita' che hanno bisogno del supporto dei consumatori, della loro vigilanza e della loro esperienza sul campo. Sembra banale quanto stiamo dicendo, ma non lo e', soprattutto perche' viviamo in un Paese in cui certezza del diritto, rispetto dell'amministrazione verso gli amministrati, “complicita'” tra cittadino e Stato, sono un'opzione e non metodo e rigore di vita quotidiana. Un contesto in cui e' diventata abitudine consolidata fare poco riferimento e affidamento nelle autorita' per chiedere giustizia e rispetto di norme e leggi: sia nel quotidiano di ogni cittadino utente e consumatore, sia quando ci si rivolge alla giustizia togata. Con la conseguenza che spesso il consumatore e l'utente lascia perdere “tanto non ne vale la pena”, “tanto non serve a nulla”, “tanto e' una lotta contro i mulini a vento”, “tanto poi tutto torna come prima”. Purtroppo e' cosi'. Ma i fatti di oggi possono forse stabilire una svolta, la rinascita di una fiducia dei consumatori che forse -FORSE- il proprio input, la propria collaborazione con le autorita' possa servire quantomeno a cercare di farsi meno male. Proviamo!" conclude Vincenzo Donvito.

“La collaborazione tra consumatori, Forze dell’Ordine e imprenditori onesti può aiutarci molto nella difesa dei cibi Made in Italy” afferma l'on. Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione. “Sfortunatamente per i contraffattori che hanno scelto la provincia di Siena come campo d’azione in quella Procura opera il pm Natalini, titolare di una competenza specifica in materia di truffe riguardanti l’olio che abbiamo avuto modo di apprezzare nell’audizione svolta dalla Commissione per individuare più stringenti profili penali contro gli agropirati. Presto porteremo all’attenzione del Parlamento la relazione dell’organismo parlamentare in cui, partendo dal modello della ‘salva olio’, si avanzano indicazioni e suggerimenti – conclude Colomba Mongiello – utili a dotare magistratura e forze dell’ordine di nuovi strumenti normativi e sanzionatori a tutela dell’extravergine Made in Italy”

Redazione Nove da Firenze