Olimpiadi Firenze-Bologna 2032 tra entusiasmo e scetticismo

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Stamani la tavola rotonda al QN. Nardella: "Progetto non velleitario ma Queensland favorito". Prodi: "Avanti con l'idea, ma occhio al deficit". Casini: "Dobbiamo cercare di sognare". Rossi: "Prima le infrastrutture toscane". Merola: "Puntiamo sull'esposizione delle bellezze del nostro Paese"


(DIRE) Firenze, 1 ottobre. - "Ci sono delle ragioni oggettive che ci fanno considerare questo progetto come qualcosa di non velleitario. Il Cio ha modificato i criteri per l'assegnazione delle Olimpiadi: non si assegnano i giochi più a una sola città, ma anche a una regione intera. In questo momento il candidato più accreditato nel 2032 è il Queensland, una regione dell'Australia più grande di tutta l'Italia messa insieme. Quindi c'è un'attenzione verso un sistema di città e di regioni più che verso una sola città. Questo aspetto potrebbe essere per noi vincente". 

Lo afferma il sindaco di Firenze, Dario Nardella, parlando alla tavola rotonda di Qn in merito all'idea di candidare il capoluogo toscano e Bologna a organizzare le Olimpiadi del 2032. "Potrebbero essere- aggiunge- quelle più sostenibili della storia. Non dobbiamo lasciarci andare all'idea di costruire cattedrali nel deserto, di fare il passo più lungo della gamba". Non è vero, sottolinea ancora del resto, "che i grandi eventi portano disgrazie, pensate a Milano con l'Expo. Se si gestiscono bene i grandi eventi possono essere uno straordinario volano di sviluppo". (Cap/ Dire)

"Andiamo avanti con l'idea, ma dobbiamo condurla in porto con una spesa tollerabile, con un adeguamento alle richieste nuove di una compatibilità col territorio, senza ipercostruire". Lo afferma l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, alla tavola rotonda di Qn. I giochi, ricorda, "hanno portato a deficit impressionanti dappertutto, escluso che a Los Angeles e ad Atlanta". Prodi precisa che non vuole rompere le uova nel paniere, anzi, rivela, "ho accolto con entusiasmo l'impegno di Bologna e Firenze, ma ho iniziato a riflettere su questi aspetti". Il tema principale secondo l'ex premier è riuscire a spuntarla con mezzi limitati. La questione della sostenibilità affiora come cruciale e fra le priorità pone quella del riutilizzo delle infrastrutture esistenti, "perché altrimenti le Olimpiadi schiacciano il territorio". Suggerisce, inoltre, di parlare col Coni, ma non solo: "Dobbiamo mettere insieme - prosegue- decine di ragazzi, gente che analizzi i problemi, dobbiamo contare le forze e radunarle. Possiamo vincere avendo dietro tutto il Paese". Un esempio è quanto accadde con la candidatura di Milano per organizzare l'Expo del 2015 che vide un lavoro sinergico dei vari livelli istituzionali: "Abbiamo vinto- specifica - perché tutti i giorni andavamo avanti insieme".

Per Pier Ferdinando Casini, "è un sogno sportivo che dà modo di sprigionare energie positive sotto il profilo sociale e culturale di due città che si devono integrare". D'altronde, aggiunge, le due città "sono già quasi legate in un'area urbana comune, per cui credo che abbiano fatto bene i sindaci a gettare il cuore oltre l'ostacolo". Perché "chi rinuncia a sognare ha già incominciato a morire, per cui noi dobbiamo cercare di sognare. Anche la vita delle città si costruisce sui sogni: i grandi fiorentini, i Medici, hanno sognato".

Secondo il governatore Enrico Rossi, per la candidatura ai Giochi olimpici serve "una dimensione sobria e realistica, perché bisogna stare attenti che i sogni non diventino incubi". Per il governatore, infatti, ci sono "condizioni fondamentali" da realizzare: "Prima di tutto l'alta velocità altrimenti la Toscana è bloccata, visto che non si infila più un treno dentro la stazione di Santa Maria Novella, né regionale, né tav". Inoltre "c'è bisogno di un aeroporto adeguato e attraente, perché la pista non produce Co2 di per se': sono gli aerei che la producono e non ne chiediamo di più. Anzi la pista più lunga forse aiuta ad avere un minore impatto". C'è poi "il tema autostrada, dove la mattina e la sera non ci si muove, infine abbiamo bisogno di mandare avanti e ampliare i progetti della tramvia".

Per il sindaco felsineo Virginio Merola Bologna e Firenze "hanno acceso la miccia. Adesso si tratta di mettersi al lavoro", perché "credo che abbiamo tutte le condizioni per provare a candidarci e a vincere su un'idea nuova di Olimpiade: non usa e getta, non accentrata in una sola città, ma un'Olimpiade che sia anche l'esposizione delle bellezze di un Paese com'è il nostro". Ora, però, "dobbiamo costruire relazioni e c'è da fare un piano di infrastrutture delle cose che servono. Di più, dobbiamo coinvolgere i cittadini, le associazioni dei nostri territori, poi, sulla base di questo lavoro preliminare, andare a un confronto con il governo. Prima di tutto incontreremo il Coni". Merola, infine, non teme ostacoli al progetto dal fronte politico dei 5 Stelle "perché' dal punto di vista del radicalità, della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente credo che ci possano essere molti punti d'intesa. Non si tratta, infatti, di fare un'Olimpiade per cementificare i nostri territori, o creare luoghi abbandonati".

Redazione Nove da Firenze