Oggi a Firenze la prima Conferenza regionale del terzo settore

La Toscana è tra le regioni con il più alto tasso di volontariato e organizzazioni non profit: 469 mila i volontari e 8 mila gli enti iscritti ai registri del volontariato, della promozione sociale e della cooperazione sociale. Seconda in Italia per numero di intese tra terzo settore ed enti locali: quasi un’organizzazione toscana su due ha siglato accordi e convenzioni con le amministrazioni locali per un totale di 11.850 transazioni. Saccardi: "Generosità e solidarietà valori presenti nel Dna della Toscana". Rossi: "Entro fine legislatura una legge che lo valorizzi". Fiaschi (Forum): “La sinergia tra istituzioni pubbliche e Terzo settore è la strada giusta per costruire risposte innovative ai crescenti bisogni di welfare"


Firenze, 9 febbraio 2019- Si è aperta stamani al Nelson Mandela Forum di Firenze la prima Conferenza regionale del terzo settore, promossa da Regione Toscana in collaborazione con le principali reti associative, Forum Terzo Settore Toscana e Cesvot. Oltre 700 i rappresentanti del non profit toscano che per tutta la giornata si interrogheranno sul futuro del terzo settore e del sistema di welfare e di sviluppo locale della Toscana. Il 60% degli iscritti proviene da organizzazioni di volontariato, il 40% da associazioni di promozione sociale, cooperative, onlus e altri soggetti del terzo settore. Firenze, Pisa, Prato e Siena le città più rappresentate.

Dopo la seduta plenaria - che ha visto gli interventi del governatore Enrico Rossi, dell’assessora Stefania Saccardi, del sindaco Dario Nardella, del portavoce del Forum regionale del terzo settore Gianluca Mengozzi, del rappresentante della Consulta toscana fondazioni bancarie Giovanni Fossi e del presidente di Cesvot Federico Gelli – si sono aperti 30 gruppi di lavoro su 10 temi riguardanti l'identità, i bisogni e i servizi degli enti del terzo settore anche alla luce della recente riforma. Nel pomeriggio la presentazione dei 10 documenti di sintesi dei gruppi di lavoro che andranno a costituire il documento finale della Conferenza.

"Generosità e solidarietà sono valori che sono nel Dna della nostra regione. E questi valori li ha ricordati bene il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno, in cui ha dedicato grande spazio e attenzione al volontariato e al Terzo settore, chiedendo di evitare "tasse sulla bontà". E nessuno meglio di Mattarella può spiegare perché stamani era necessario incontrarsi qui al Mandela Forum, per dialogare e discutere. Quella che diamo qui stamani è l'immagine dell'Italia positiva, che deve prevalere". E' quanto ha detto stamani l'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, aprendo la prima Conferenza regionale del Terzo settore Stefania Saccardi ha ricordato i numeri del Terzo settore in Toscana: 6.500 associazioni iscritte ai registri regionali, oltre 430.000 volontari, oltre 60.000 addetti. "Siamo qui - ha proseguito - anche per discutere sulle lacune della riforma del Terzo settore, valutare le prospettive di questa riforma, capire come noi possiamo farci portatori dei valori della solidarietà e della generosità. Qui c'è Dario Nardella, sindaco di una città che ha fatto del volontariato un suo patrimonio. Firenze è la città dell'Umanesimo. Oggi si può costruire a Firenze un nuovo Umanesimo, che parta proprio da chi rimane indietro".

Dopo Stefania Saccardi, il sindaco Dario Nardella ha portato il suo saluto alla Conferenza, "un'opportunità per il Terzo settore di confrontarsi e affrontare sfide sempre più rilevanti. Quello del volontariato e' un mondo composito - ha detto - Dobbiamo e vogliamo capire come governa questa complessità e come metterla in relazione con le istituzioni pubbliche. Mattarella ha detto che il volontariato arriva anche nei luoghi remoti dove le istituzioni pubbliche non arrivano. È un valore aggiunto, che si affianca alla pubblica amministrazione e ne arricchisce le capacità". A conclusione del suo saluto, Nardella ha citato il decreto sicurezza: "Dobbiamo far capire al mondo intero che esiste un modello diverso. Questa è la nostra forza, non dobbiamo permettere a nessuno di portarcela via".

"Sarebbe bello poter finire la legislatura con una legge che rimetta insieme tutti i pezzi della nostra legislazione regionale. Una legge in cui tutto il volontariato possa riconoscersi, che metta in connessione le diverse realtà, uno strumento che dia forza e riconoscibilità a questo settore. Stamani mi prendo qui con voi questo impegno". E' stato questo il saluto che il presidente Enrico Rossi ha rivolto ai quasi 750 volontari che oggi partecipano, al Mandela Forum, alla prima Conferenza regionale del Terzo settore, promossa da Regione Toscana, in collaborazione con Centro servizi volontariato Toscana e Forum Terzo settore Toscana. La Conferenza, prima in Toscana ma anche a livello nazionale, è il primo momento di confronto pubblico/Terzo settore realizzato in Italia dopo la riforma. Alla Conferenza partecipano quasi 750 iscritti, rappresentanti di organizzazioni di volontariato, enti di promozione sociale, cooperative sociali e altri enti del non profit. "Voi rappresentate una parte molto importante della Toscana, mezzo milione di persone - ha proseguito Rossi - Noi continuiamo ad essere tra le regioni in cui il settore del no profit e' più sviluppato. E come Regione abbiamo fatto leggi che si sono rivelate all'avanguardia: quella grazie alla quale il volontariato fa parte a pieno titolo dell'emergenza urgenza del Servizio sanitario della Regione Toscana, poi la legge sulla cooperazione sociale. Da presidente ho visto il volontariato attivo nelle tante tragedie che hanno colpito la nostra regione: alluvioni, incendi. Se non ci fosse stato il volontariato, non avremmo saputo come far fronte. Anche nell'ultima vicenda del Monte Serra ho potuto vedere cosa vuol dire volontariato professionalizzato". "Associazioni e circoli stanno vivendo una fase di rinascita positiva - ha detto ancora il presidente - Si stanno rinnovando, aprendo alla società. Nel Terzo settore non c'è l'idea del profitto, e su questo il presidente Mattarella e' intervenuto in modo netto e autorevole. Il volontariato e' il grande tessuto sociale, economico e solidale della Toscana, e può dare a una democrazia un po' stanca, come ora, nuovo sangue e vitalità. Le istituzioni hanno bisogno di ascoltare istanze e bisogni, la società si è impoverita, invece il Terzo settore si è rafforzato". Rossi ha concluso parlando delle scelte di inclusione fatte dalla Toscana: "C'è un pezzo di società toscana che viene messo ai margini, e' invisibile, sta nella povertà. Noi abbiamo mandato in Consiglio una legge semplicissima, che abbiamo chiamato "samaritana", dalla parabola del buon samaritano. Una legge che dice che le persone hanno diritti proprio in quanto persone: il diritto a essere curate, ad avere un tetto sulla testa, all'istruzione. Dobbiamo garantire a tutti i diritti elementari della persona. Altrimenti regrediamo, e non ce lo possiamo permettere".

Dopo Rossi, gli interventi di Gianluca Mengozzi, portavoce del Forum Terzo settore, e di Giovanni Fossi, della Consulta Toscana Fondazioni bancarie. Poi il presidente del Cesvot Federico Gelli ha introdotto il lavoro dei tavoli: "La nostra giornata si cala ora nel concreto, con il lavoro dei tavoli, dai quali usciranno proposte concrete che noi dovremo tradurre in attività per il prossimo futuro". Gelli ha espresso apprezzamento per l'idea di Rossi "di una legge 'in salsa Toscana' che valorizzi ancora di più il volontariato. Vogliamo diventare - ha concluso - protagonisti del welfare toscano, con valori come solidarietà e generosità che rischiano di scomparire".

“Quella di oggi – dichiara Federico Gelli - rappresenta un’importante occasione di scambio e confronto per tutto il terzo settore toscano. Per la prima volta oltre 400 enti, tra organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, fondazioni, onlus, hanno l’opportunità di condividere idee e proposte su temi cruciali, dal ruolo del terzo settore nel sistema di welfare e sviluppo locale ai rapporti con la pubblica amministrazione. Anche per Cesvot – continua Gelliquesta Conferenza rappresenta una grande opportunità: grazie alla discussione nei gruppi di lavoro possiamo capire meglio quali sono i bisogni e le diverse esperienze del terzo settore. Da quest’anno, infatti, in virtù del nuovo Codice del Terzo settore, i nostri servizi si apriranno progressivamente a tutti gli enti del terzo settore. Non solo. A breve, in ottemperanza a quanto prevede la nuova normativa, cambierà anche la composizione delle nostre basi sociali sul territorio: tra febbraio e marzo si svolgeranno le assemblee per eleggere i Direttivi delle 11 Delegazioni Cesvot che, per la prima volta, saranno aperte a tutto il terzo settore. Insomma il 2019 sarà per tutti noi un anno di grandi cambiamenti”.

“E’ simbolicamente significativo che oggi sullo stesso palco si siano confrontati i rappresentanti delle istituzioni toscane, dal Presidente della Regione Enrico Rossi al sindaco Dario Nardella, e i rappresentanti del mondo del Terzo Settore perché questa è la strada maestra perché istituzioni pubbliche e Terzo Settore possano, insieme, costruire nuove risposte a nuovi bisogno della comunità in un principio di sussidiarietà. E’ oramai evidente che l’azione che quotidianamente svolge il Terzo Settore va considerata come strutturale in un sistema che abbia la volontà di mettere al centro della propria attenzione la persona. Ci auguriamo quindi che quanto avvenuto oggi sia il primo passo di un percorso da attuare in ogni regione del nostro Paese” così Claudia Fiaschi, portavoce nazionale Forum terzo settore, spiega l’importanza della prima conferenza regionale del Terzo settore “Su questa unità di intenti fra pubblico e Terzo settore – aggiunge Gianluca Mengozzi, presidente Forum regionale Terzo settore della Toscana – la nostra regione può fare non solo da apripista, ma, come dimostra la conferenza di oggi, anche da modello per altre realtà regionali e per il Paese intero. La Toscana ha un patrimonio enorme di senso civico e solidarietà che ha radici molto profonde ma che, vedendo platee come quella di oggi, dimostra di avere davanti a se’ anche un grande futuro”.

In occasione della Conferenza, Cesvot ha diffuso una fotografia aggiornata del terzo settore toscano che oggi conta quasi 8 mila organizzazioni iscritte ai registri del volontariato (3.417), della promozione sociale (2.521), della cooperazione sociale (560) e delle onlus (1.476). Firenze (2.358 enti, pari al 29,5% del totale),Lucca (911), Pisa (885), Arezzo (778) e Livorno (689) le provincie con più enti. Come confermano anche i dati Istat, la Toscana è tra le regioni che registra il più alto tasso di volontariato: i volontari toscani che operano in enti non profit sono 469 mila e oltre 46 mila i dipendenti. Alta anche la percentuale delle organizzazioni che ha rapporti e intese con la pubblica amministrazione. Il 49,6% del non profit toscano ha, infatti, avviato patti o intese con gli enti locali, per un totale di 11.850 transazioni. Prima della Toscana, c’è solo la percentuale registrata dall’Emilia-Romagna pari al 50,43%. Un altro 35% del non profit toscano ha invece convenzioni o contratti con altre amministrazioni pubbliche e non soltanto con gli enti locali.

Redazione Nove da Firenze