Nuovo stadio, il vento cambia: torna in quota il restyling del Franchi

Il Comitato dei 3000: "Sembra che sia arrivato il momento del buon senso, Commisso sarebbe ormai convinto a riprendere in mano i progetti di restauro da far combaciare con le indicazioni della Soprintendenza". La domanda cruciale è questa: se il patròn viola chiederà di acquistare lo stadio, cosa risponderà il Comune?


Sta cambiando il vento sul futuro dello stadio Franchi. Gli ultimi sviluppi rendono fiducioso il Comitato Vogliamo il Franchi, che conta 3000 firme a sostegno della permanenza dello stadio progettato da Luigi Nervi come "casa" della Fiorentina. 

Il 23 dicembre scorso, lo ricordiamo, il soprintendente Pessina aveva detto che la soluzione potrebbe essere creare "curve interne che avvicinino gli spettatori al terreno di gioco" e che "ad oggi formalmente non ci è arrivato nessun progetto quindi non abbiamo bocciato niente". Si era detto favorevole alla copertura ("aumenta l'agio degli spettatori e aiuta la conservazione della struttura") aggiungendo che a certe condizioni lo stadio monumento nazionale puà anche essere venduto a privati.

Oggi, 3 gennaio, il Comitato fa il punto della situazione. Ringrazia Commisso e attacca il sindaco Nardella. "Dopo tanto tergiversare e progettare l’improbabile - sottolinea il Comitato -, sembra che per il dossier stadio di Firenze sia finalmente arrivato il momento del buonsenso. Secondo il TG3, servizio ripreso da vari organi di stampa, il 2020 comincia nel migliore dei modi, ammesso che Rocco Commisso abbia davvero intenzione di tornare alla sua prima, bella intuizione, cioè di ammodernare lo stadio Franchi".

Sia l'ipotesi Mercafir che quella Campi Bisenzio presentano troppi "contro" e Rocco Commisso sarebbe ormai convinto a "riprendere in mano i progetti di restauro da far combaciare con le indicazioni della Soprintendenza. Il TG3 comunica in effetti che l’architetto Casamonti, padre del primo progetto bocciato perché prevedeva l’abbattimento delle curve, è stato incaricato di rimettersi all’opera, onde presentare al soprintendente Pessina idee all’altezza dei tempi, ma rispettose del monumento. Augurandoci che tutto ciò sia vero, non possiamo che congratularci con patron Rocco e con il suo staff. Sempre meglio tardi che mai. Purtroppo, e ce ne dispiace, non possiamo dire altrettanto del sindaco Nardella che, invece di prendere atto, insiste sul progetto Novoli".

Il Comitato prospetta infine il probabile scenario: "Se però la Fiorentina, senza giocare su due tavoli, dovesse ufficializzare la permanenza al Franchi, certo chiederebbe di acquistarlo per metterlo a bilancio e garantirsi quanto previsto dalle norme Uefa sul fair play finanziario. La palla passerebbe perciò a Palazzo Vecchio chiamandolo a decidere se vendere o no. Con una doppia avvertenza: 1) un no allontanerebbe da Firenze non la Fiorentina, ma Commisso coi suoi miliardi di dollari; 2) i soldi della vendita del Franchi potrebbero comunque finanziare la nuova Mercafir senza inventarsi chissà cosa".

Redazione Nove da Firenze