Stadio viola, che caos: ora il restyling del Franchi sembra possibile

Il soprintendente Pessina: la soluzione potrebbe essere creare "curve interne che avvicinino gli spettatori al terreno di gioco. Ad oggi formalmente non ci è arrivato nessun progetto quindi non abbiamo bocciato niente. La copertura? Favorevole, aumenta l'agio degli spettatori e aiuta la conservazione della struttura. Se può essere venduto? Sì". Nardella: "Resterà uno stadio vissuto in parallelo al nuovo stadio". La posizione delle varie forze politiche


All'improvviso, si riapre con forza la questione dello stadio e sembra prendere forza la vecchia idea del restyling dell'attuale impianto utilizzato dalla Fiorentina. Il resting del Franchi è possibile, la soluzione potrebbe essere creare "curve interne che avvicinino gli spettatori al terreno di gioco", senza alcuna demolizione. Le parole del soprintendente Andrea Pessina, in Palazzo Vecchio, invitato dal sindaco Nardella per parlare dei vincoli sul bene storico, riscrivono in un attimo il futuro di tutta la questione dello stadio di Firenze. Se alla soprintendenza sarà presentato un progetto compatibile con i suoi criteri, perché no, lo stadio di Firenze potrebbe restare al Campo di Marte. Ma sarà o no lo stadio della Fiorentina? 

"Noi non abbiamo bocciato il restyling dello stadio Franchi - ha detto Pessina - perché ad oggi formalmente non è arrivato nessun progetto. A settembre mi fu presentato un book che prevedeva la demolizione delle curve e questo non è possibile, questa è un'opera fondamentale dell'architettura del Novecento e non può essere stravolta. La copertura invece è possibile, aumenta l'agio degli spettatori e aiuta la conservazione del Franchi".

Alla domanda se lo stadio Franchi può essere venduto, Pessina ha risposto di sì: "E' possibile alienare i beni culturali, esistono percorsi precisi. La Soprintendenza rilascia l'autorizzazione solo se viene garantita la valorizzazione del bene storico".
Sul restyling del Franchi, il sindaco Dario Nardella ha chiarito che il Comune "ha la forza economica per farlo, anche perché spendiamo ogni anno quasi mezzo milione di manutenzione. Abbiamo tutto l'interesse a un intervento che protegga il Franchi, perché avremo meno costi di manutenzione". Secondo Nardella però il restyling del Franchi andrebbe in parallelo con la costruzione del nuovo stadio viola: "Vogliamo che il Franchi resti uno stadio vissuto, come oggi  e più di oggi. In parallelo al nuovo stadio nell'area Mercafir. Abbiamo quattro anni per decidere il futuro dello stadio Franchi e vogliamo farlo assieme ai fiorentini".

La situazione in realtà è intricata perché se da un lato finora la giunta ha spinto e spinge tuttora con forza sullo stadio alla Mercafir, i dubbi e le perplessità della Fiorentina non sono di poco conto. Dubbi sulla grandezza dell'area, sulla sua raggiungibilità, sulla presenza di altre attività nell'area, senza contare che ancora la società viola non ha rilasciato commenti sul prezzo base indicato per l'acquisto, 22 milioni di euro. A gennaio il Comune pubblicherà il bando e a questo riguardo il sindaco ha detto di aver seguito "i tre principi indicati dal proprietario della Fiorentina, cioè velocità, total control e costi ragionevoli. Non può essere la politica a fissare il prezzo ma un'autorità specifica".

Chissà se la Fiorentina si presenterà a quel bando. Di certo, la trattativa del club calcistico con Campi Bisenzio per fare in quel Comune lo stadio viola è sembrata essere molto avanti. L'idea dello stadio della Fiorentina fuori del Comune di Firenze viene mal digerita da molti fiorentini e lo stesso sindaco Nardella ha sempre fatto capire con forza che non se ne parla nemmeno. Ma se il progetto Mercafir non piace a Commisso, che ci mette i soldi e ha il diritto di metterli dove vuole, l'unica soluzione a questo punto sarebbe virare con forza sul restyling del Franchi, altrimenti l'aria che tira è che lo stadio gigliato sarà realizzato, e in non molto tempo, fuori dal territorio comunale di Firenze.

Lo stesso Nardella poi con un post su Facebook cerca di fare un po' di chiarezza, con queste parole: 

1. Per quanto riguarda la zona Mercafir, la Fiorentina ha detto che prende atto della perizia sul terreno, che è stato valutato 22 milioni. A gennaio pubblicheremo il bando, per andare avanti su questo obiettivo.
2. Sul Franchi è stato definito un vincolo complessivo dalla sovrintendenza: sì al restyling ma senza demolizioni. Ora dobbiamo pensare a come valorizzarlo in caso di nuovo stadio o comunque a come renderlo più moderno e accessibile in futuro. Noi vogliamo che resti un luogo vissuto, come e più di oggi, per questo come Comune ci metteremo al lavoro con convinzione.
3. Apriremo dunque un percorso di partecipazione con la città, già da febbraio: da una parte gli esperti, architetti e urbanisti, per confrontarsi su questo monumento storico. Dall’altra un confronto aperto con i cittadini. Firenze è una città all’altezza di una discussione forte su un monumento che è un pezzo importante di città e che ora può cambiare la sua destinazione, ma di certo non la sua natura.

L'INTERVENTO DELLE FORZE POLITICHE
Bundu e Palagi (SPC): "Un consiglio importante sul bilancio interrotto per ascoltare parole vaghe e confuse sul futuro del Franchi. Il Sindaco smentito dal Soprintendente sul fatto che lo stadio della Fiorentina non possa essere venduto a un privato è solo l'ennesima brutta figura in questo pasticcio collegato al futuro della Fiorentina. Noi abbiamo a cuore il futuro di Mercafir e della squadra sportiva. Per questo ci eravamo opposti a una variante urbanistica votata "al buio". Ci siamo sentiti rispondere in modo innervosito anche al question time dedicato al tema, quando ormai è evidente l'assenza di progetti sul tema stadio. Il caos al governo della città deve finire. E il Franchi deve rimanere pubblico. Ci siamo espressi contro anche al passaggio di stadio pubblico-privato a Novoli, figuriamoci per un bene pubblico come il Franchi".

Alessandro Draghi (Fratelli d'Italia): "Di nuovo stadio può parlare solo il sindaco Nardella in conferenza stampa, anche a consiglio comunale in corso. Nessun dibattito in aula e, anzi, il PD evita anche con una mozione d'ordine di trattare le domanda di attualità tra le quali quella del sottoscritto proprio per avere notizie in merito al futuro della nuova struttura. Se me ne fosse stata data l'opportunità – aggiunge Draghi – avrei chiesto al sindaco se il prezzo a base d'asta per l'acquisto dell'area Mercafir sarà effettivamente di 22 milioni di euro e se, dopo l'esito della Commissione per le valutazioni immobiliari del Comune di Firenze, Nardella abbia parlato con il proprietario della Fiorentina Rocco Comisso e nel caso affermativo se quest'ultimo abbia manifestato interesse a partecipare al bando a gennaio. Di certo ad oggi c'è solo il pagamento di oltre 24mila euro a una spa torinese per effettuare la valutazione, quando a costo zero lo stesso lavoro l'avrebbe potuto fare la commissione valutazioni immobiliari del consiglio comunale. E la novella dello stento dello stadio della Fiorentina continua..." conclude il capogruppo.

Marcheschi (consigliere regionale FdI) – “ Il Soprintendente Andrea Pessina, sul futuro dello stadio Artemio Franchi, smentisce il sindaco Nardella. A questo punto l’abbandono del Franchi diventa soltanto una scelta politica di Nardella. Secondo Pessina in primis il Franchi è vincolato ma certamente alienabile e non inalienabile come sostiene Palazzo Vecchio. I beni culturali posso essere venduti, naturalmente ci vuole la volontà della proprietà che, nel caso dello stadio, è il Comune di Firenze – dichiara ancora Marcheschi - Secondo, un progetto per il recupero del Franchi andrà comunque fatto con tanto di copertura perché così non lo si può lasciare. Terzo all'interno del Franchi non si potranno ricavare appartamenti come ventilato da Nardella. Quindi perché non rimettere mano al progetto di ristrutturazione del Franchi?”.

Lega Salvini Premier: “Continuiamo a non avere certezze sul futuro dello stadio Artemio Franchi mentre sulla vendita dei terreni della Mercafir, dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto, il prezzo appare fuori mercato.

Il sindaco Nardella parlando oggi sul futuro del Franchi – commentano i consiglieri della Lega in Consiglio comunale – è stato smentito dal Soprintendente. Prima afferma che il Franchi non può essere venduto ad un privato ma, poco dopo, il dottor Pessina replica che lo si può vendere se viene presentato un progetto migliorativo che possa comprendere la copertura, la realizzazione di ascensori e quant'altro in senso migliorativo.

Il pasticcio sulla Fiorentina si allarga al futuro dei terreni dove sorge la Mercafir. La valutazione fatta dalla società Praxi, 22 milioni totali (9,9 per lo stadio e 12,1 per le attività commerciali e turistico-recettive) non è certo una cifra che invoglia la nuova proprietà della Fiorentina.

Una cifra spropositata che, con ogni probabilità, farà tramontare qualsiasi ipotesi di un nuovo stadio sul territorio comunale. A ben pensarci – concludono i consiglieri della Lega Salvini Premier – la stessa cifra potrebbe essere usata per vendere il Franchi a Rocco Commisso, dato che il soprintendete Pessina ha detto che è possibile farlo, e dare l'opportunità al nuovo proprietario di effettuare tutte le migliorie per rendere l'impianto del Campo di Marte funzionale”.

Mimma Dardano (Lista Nardella): “Quello intrapreso sul Franchi dall’amministrazione è il percorso giusto per valorizzare come merita un luogo giustamente nel cuore dei fiorentini, un pezzo cruciale della nostra città. E per quanto riguarda l’area Mercafir si sta lavorando verso l’obiettivo che ci siamo posti da tempo, nel modo più adeguato e con gli strumenti più corretti. Spiace che le opposizioni colgano sempre l’occasione per fare le solite polemiche sterili che non conducono a nulla. Da parte nostra pieno sostegno al lavoro dell’amministrazione illustrato anche oggi dal sindaco. Cruciale inoltre l’aspetto della partecipazione, sia per quanto riguarda esperti del settore sia per quanto riguarda il coinvolgimento della cittadinanza, nel futuro del Franchi. Obiettivo di tutti è da una parte quello di dare un nuovo stadio alla città, dall’altra far sì che il Franchi venga tutelato, ne venga garantita la più totale fruibilità e venga deciso assieme alla città quale sia il modo migliore per tenere viva, vivibile e vissuta una struttura fondamentale”.

Antonio Patruno