Nuovo stadio alla Mercafir: fast fast fast, Nardella mette la quinta

Adottata oggi 5 novembre dalla Giunta di Firenze la "variante semplificata" per realizzare a Novoli l'impianto sportivo e il nuovo Centro alimentare. Il valore dell'area sarà definito da una commissione tecnica. La messa in esercizio dello stadio sarà comunque subordinata alla realizzazione di opere infrastrutturali e di viabilità. Lo "spauracchio" dello stadio a Campi


Nei giorni scorsi il presidente della Fiorentina Rocco Commisso aveva detto che per fare lo stadio alla Mercafir servono due elementi: velocità e prezzo giusto. E aveva fatto capire che Campi Bisenzio è già pronta ad accogliere il nuovo stadio se a Firenze nascessero problemi.

Oggi Palazzo Vecchio, che mal sopporterebbe l'idea dello stadio della Fiorentina in un Comune diverso da Firenze, dà una prima risposta: avanti con il percorso verso il nuovo stadio e il nuovo Centro alimentare polivalente nell’area Mercafir. È stata infatti adottata stamani dalla giunta di Palazzo Vecchio la variante semplificata per consentire la realizzazione delle due strutture nei comparti sud e nord. Grazie al procedimento semplificato sarà possibile ridurre i tempi della procedura, dimezzando tra l’altro i termini per le osservazioni che saranno di 30 giorni anziché 60. 

Il 14 ottobre scorso la giunta aveva ribadito l’interesse alla realizzazione del nuovo stadio confermando interamente la previsione urbanistica vigente e ritenendo necessaria l’attivazione di una variante per specificare indirizzi e precisare alcuni aspetti. La proposta di modifica è già stata oggetto della verifica semplificata a Vas: il 29 ottobre scorso la giunta, autorità competente Vas, ha escluso la variante dalla valutazione ambientale strategica. La variante adottata oggi specifica quattro punti: l’aspetto patrimoniale dello stadio, la modalità attuativa del comparto nord, l’attribuzione della capacità edificatoria e delle relative destinazioni d’uso a ciascun comparto e le condizioni di accessibilità dell’area: tutti aspetti che precisano il contenuto della previsione vigente senza alterarlo né in termini di localizzazione né di dimensioni.

Il primo punto riguarda la condizione patrimoniale dello stadio. Nella previsione 2012/2015 lo stadio era inteso come opera pubblica realizzata dal privato attraverso la finanza di progetto: dopo la durata della concessione sarebbe quindi tornato nella disponibilità del Comune. Oggi l’ipotesi di realizzare uno stadio di proprietà privata (seppure di interesse pubblico, mantenendo inalterata la dimensione delle strutture private) è considerata la soluzione migliore per accelerare i tempi di realizzazione e non impegnare risorse dell’Amministrazione nella futura manutenzione dell’impianto. La variante tratta quindi questo aspetto inserendo nelle previsioni per il comparto sud la possibilità che l’impianto sportivo possa essere realizzato e mantenuto da operatore privato su terreno acquisito in proprietà.

Il secondo punto riguarda la modalità di riorganizzazione della Mercafir prevedendo che lo spostamento e la riorganizzazione dell’area mercatale (comparto nord) siano “condizione necessaria per permettere l’avvio dell’esecuzione dello stadio”: per garantire la dismissione e demolizione dei capannoni attualmente presenti sull’area che sarà occupata dallo stadio, mantenendo al tempo stesso attive le attività che si svolgono, si procederà con l’approvazione di un progetto di opera pubblica, anziché del piano di recupero oggi previsto nella scheda norma. Si ritiene infatti che la proprietà pubblica dell’area, l’autonomia funzionale e infrastrutturale, l’unitarietà delle attività che si svolgono nel comparto nord, siano elementi che non richiedano un ulteriore livello di progettazione urbanistica oltre al progetto di opera pubblica, sufficiente a garantire il corretto insediamento del comparto agro-alimentare. Ciò permetterà in tempi relativamente brevi di avviare le demolizioni, l’organizzazione logistica transitoria e la ricostruzione per stralci.

Il terzo punto riguarda la necessità di ridefinire la suddivisione fra comparto nord e sud della superficie utile lorda per destinazione d’uso. Nel dettaglio, la nuova scheda prevede: per il comparto nord (Cap) una superficie di 30mila mq per l’insediamento del servizio mercatale; industriale e artigianale comprensiva delle attività commerciali all’ingrosso e depositi 28.500 mq; commerciale relativa alle medie strutture di vendita 3mila mq; direzionale comprensiva delle attività private di servizio 4mila mq. 

Per il comparto sud la realizzazione dello stadio; destinazione commerciale relativa alle medie strutture di vendita 18.300 mq; direzionale comprensiva delle attività private di servizio 8mila mq; turistico-ricettiva 4.200 mq. A ciascun comparto si applica la flessibilità del 20% della Sul complessiva. 

Il quarto punto della variante riguarda invece aspetti specifici indicati come condizione non più della realizzazione ma della messa in esercizio del nuovo stadio: si prevede infatti che la messa in esercizio dello stadio sia subordinata all’esecuzione delle opere infrastrutturali relative allo svincolo di Peretola e alla fermata Peretola del servizio ferroviario metropolitano.

Visti i contenuti della variante, si ritiene che possa essere adottata con procedimento semplificato. Gli interessati potranno quindi presentare osservazioni entro 30 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.

Parallelamente al percorso urbanistico l’amministrazione sta lavorando celermente al tema patrimoniale e fin dalla delibera di indirizzo del 14 ottobre ha attivato, nel rispetto del regolamento sui beni immobili, la commissione valutazioni immobiliari competente per la determinazione dei valori di mercato degli immobili da alienare. Il valore dell’area da porre a base d’asta sarà definito come sempre da una commissione tecnica e l’assegnazione dell’area avverrà tramite procedura di evidenza pubblica.

Redazione Nove da Firenze