Toscana: nuove norme per le strutture sanitarie Covid nelle Rsa

Disposte da un’ordinanza regionale contro il Coronavirus


Uno dei simboli dei luoghi di infezione del coronavirus sono le Residenze Sanitarie Assistenziali, luoghi di degenza sanitaria con persone non autosufficienti e bisognose di cure continue. Lombardia e Toscana, più di altre, sono le regioni dove sono state più frequentemente coinvolte.

Novità per quanto riguarda le Rsa, le residenze per disabili e altre strutture socio-sanitarie dove, nel caso si proceda alla separazione degli ospiti positivi o dubbi, asintomatici o paucisintomatici, da chi invece è negativo spostandoli in strutture o aree con livelli di cura e assistenza sanitaria previste per le cure intermedie, quest’ultime fino al termine dello stato di emergenza potranno essere attivate anche in deroga ai requisiti di solito previsti per l’autorizzazione e l’accreditamento. Le nuove disposizioni integrano l’ordinanza n. 89 dell’8 ottobre.

"Ha proprio ragione George Orwell, Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo, questa citazione la voglio dedicare al Presidente della Regione, Eugenio Giani ed al neo Assessore senese alla Sanità della Toscana Simone Bezzini. Sono infatti settimane che il sottoscritto e Forza Italia insistono nell'evidenziare come i contagi si stiano moltiplicando in modo preoccupante nelle Rsa Toscane per l'assenza di protocolli anti diffusione Covid-19 fra le mura delle suddette strutture, ma nessuno pare vedere e comprendere. La Regione non può restare inerme ad osservare la situazione e non deve dimenticare che spesso il virus entra in quelle strutture trasportato inconsapevolmente dal personale che vi lavora. Così e’ accaduto durante la prima ondata nonostante il lockdown che riduceva al minimo i contatti, e così a maggior ragione rischia di accadere durante questa attuale seconda ondata. Perché se nella scorsa primavera gli operatori delle Rsa quando tornavano a casa dal lavoro tornavano in nuclei familiari congelati dal lockdown, oggi invece tornano in nuclei familiari dove i figli vanno a scuola, i partner sono al lavoro e, seppur dovendo rispettare i protocolli di sicurezza, le persone escono di casa quindi con occasioni di contagio molto più frequenti rispetto al marzo-aprile scorsi. E' fondamentale pertanto adottare ogni misura di prevenzione e controllo su chi entra nelle Rsa e prevedere subito la pronta sostituzione del personale delle Rsa che dovesse risultare positivo, anche con personale Asl, senza aspettare giorni e senza ridurre i servizi ed i controlli a causa della riduzione del personale in grado di lavorare a causa del contagio -dichiara l'On. Stefano Mugnai, Vice Presidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati- E' notizia di ieri, che sono 12 i decessi tra gli 84 ospiti della Rsa San Giuseppe di Sesto Fiorentino, tutti positivi al Covid-19 tranne due. Lo ha infatti annunciato ieri in un comunicato apposito la Asl Toscana Centro tracciando un bilancio della situazione nella struttura dove da circa tre settimane si e' formato un focolaio per Coronavirus. I fatti di Sesto Fiorentino sono una drammatica conferma. Il caos contagi nelle residenze ha dimostrato palesemente a tutti che questo è stato l'anello debole della prima ondata del virus. Adesso però sarebbe folle se la Regione e le Asl dovessero ripetere quasi automaticamente gli stessi imperdonabili errori di programmazione e di gestione dell’emergenza. Sarebbe come dare l'ennesimo "schiaffo" in faccia agli utenti Toscani."

Redazione Nove da Firenze