“La nuova stazione dell’Alta Velocità in costruzione sarà la stazione della Toscana, non soltanto di Firenze. Il suo grande valore sta nella possibilità di liberare binari di superficie, rafforzando così il sistema ferroviario regionale e migliorando i collegamenti tra Firenze e le aree meno centrali e urbanizzate della regione, contribuendo ad avvicinare la Toscana all’Italia e viceversa.
Perché questo obiettivo si realizzi pienamente, è fondamentale garantire un sistema di interscambio con il resto della città che sia semplice, efficace e realmente accessibile.Come hanno ribadito anche la Sindaca Funaro e l’assessore Giorgio, Firenze ha bisogno che Santa Maria Novella e la nuova stazione Foster siano pensate come un unico grande polo ferroviario integrato, e che il collegamento tra le due venga valutato attraverso diverse opzioni possibili.Per questo continuare a leggere dichiarazioni che descrivono il people mover come una scelta ormai definita, trattando lo studio di fattibilità in arrivo come una mera formalità, rappresenta un errore sia tecnico sia politico.Non siamo progettisti, ma esperienze internazionali - come quelle di Francoforte o Hong Kong - dimostrano che, per distanze di circa 900 metri, esistono molteplici soluzioni: corridoi pedonali coperti, accessibili, sicuri e ben progettati, tapis roulant distribuiti lungo il percorso, navette elettriche dedicate alle persone con maggiori esigenze di mobilità.
Soluzioni che, inoltre, potrebbero essere gratuite per gli utenti.Va ricordato che stiamo parlando di una distanza inferiore al chilometro, tra due stazioni ferroviarie appartenenti allo stesso sistema urbano, e non del collegamento tra infrastrutture separate, come avviene in altri grandi nodi di trasporto.Il people mover, per come è stato finora presentato, richiederebbe inoltre molto più spazio rispetto ad altre ipotesi e comporterebbe costi di realizzazione estremamente elevati. È quindi concreta la possibilità che tali costi vengano scaricati sugli utenti, generando da un lato un problema di equità e dall’altro un rischio di inefficienza del servizio.È invece fondamentale che il maggior numero possibile di treni regionali passi dalla stazione Foster.
Anche perché non tutta l’utenza avrà come destinazione Santa Maria Novella: una parte significativa dovrà potersi muovere rapidamente verso altre aree della città, della provincia e della regione.Per questo occorre ragionare in modo integrato sull’intero nodo ferroviario e sulla mobilità connessa: la nuova stazione avrà due linee tramviarie a meno di 500 metri, la stazione Circondaria per i collegamenti regionali e un sistema di mobilità ciclabile che dovrà essere ulteriormente rafforzato.
Serve quindi un percorso partecipato, aperto alla città e alle forze politiche, evitando decisioni calate dall’alto, caratterizzate da grandi investimenti pubblici e dal rischio concreto che i costi vengano poi trasferiti sugli utenti finali del servizio, siano essi fiorentini oppure no”. Queste le dichiarazioni dei consiglieri Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzo di AVS – Ecolò.