Firenze – 2 ottobre 2026 – Dopo quarant’anni Findomestic (gruppo BNP) riunisce la sua comunità di lavoratori fiorentini in un’unica grande sede all’insegna della sostenibilità, che accorpa quattro edifici (viale Belfiore, via Pratese, via Barucci e via Alamanni). Il nuovo complesso, inaugurato oggi, diventa di fatto la sede nazionale del primo operatore italiano del credito al consumo. Si chiama “Giglio”, è stata costruita nel quartiere di Novoli (viale della Toscana 24) e accoglie 1.300 postazioni di lavoro, si sviluppa su 5 livelli, per una superficie di circa 30 mila metri quadrati tra uffici e servizi, di cui 4 mila di spazi verdi attrezzati.
“Giglio è la nuova casa di Findomestic a Firenze e rappresenta un investimento sul nostro futuro e, soprattutto, sulle persone – dichiara Marco Tarantola, CEO di Findomestic Banca. Riunire la nostra comunità significa favorire collaborazione, scambio di idee e senso di appartenenza. Lo abbiamo fatto scegliendo di mettere al centro la qualità della vita lavorativa e la sostenibilità, perché crediamo che la crescita di un’impresa sia direttamente collegata al miglioramento delle condizioni di chi ci lavora e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente”
Gli spazi sono pensati per sostenere nuove modalità di collaborazione con 77 sale riunioni dotate di sistemi di videoconferenza, un centro per la formazione con 6 sale riconfigurabili e 70 posti, un auditorium da oltre 200 posti e uno spazio coworking articolato in 3 aree per complessivi 50 posti.
Il benessere dei dipendenti è al centro del progetto: “Giglio” ospita un ristorante aziendale con proposte sviluppate da nutrizionisti e un servizio di consegna dei pasti, una palestra, un centro medico in convenzione, e offre la possibilità di accedere a servizi dedicati alla gestione delle esigenze quotidiane, dalla sartoria alla lavanderia. Le neo mamme e papà che lavorano in Findomestic potranno affidare i propri bambini all’asilo nido convenzionato adiacente alla sede.
“Giglio” nasce nell’area ex industriale FIAT a Novoli e contribuisce al processo di rigenerazione del quartiere. Il progetto riduce l’impatto sul contesto urbano attraverso la vicinanza al trasporto pubblico, servizi per la mobilità ciclabile e infrastrutture per veicoli a basse emissioni. Sempre nell’ottica della sostenibilità sono state realizzate soluzioni per la gestione delle acque meteoriche, la riduzione dei consumi idrici, la produzione di energia fotovoltaica dai tetti della struttura e il monitoraggio dei consumi energetici.
«L'architettura deve ricostruire un equilibrio tra persone, città e natura - afferma Paolo Mantero, socio fondatore di Mantero Associati. Abbiamo immaginato un edificio capace di aprirsi al paesaggio, di accogliere la luce, il verde e la vita quotidiana, trasformando il luogo di lavoro in uno spazio di relazione, benessere e appartenenza».
Dal punto di vista architettonico, il fronte compatto rivolto verso la città protegge gli spazi dal traffico e dal rumore, mentre una grande apertura conduce alla corte verde interna, collegata visivamente al Parco di Novoli. Superfici vetrate, balconi e collegamenti tra i diversi corpi dell’edificio rafforzano il rapporto tra ambienti di lavoro, luce e natura.
La sostenibilità complessiva dell’edificio è attestata dalla certificazione LEED Platinum, ottenuta con 84 punti, il livello più elevato previsto dal sistema. Materiali a basse emissioni, maggiore efficienza dell’involucro e degli impianti, utilizzo di fonti rinnovabili, recupero dei rifiuti di cantiere e attenzione a luce naturale, qualità dell’aria e comfort degli ambienti completano il progetto.
«In questo progetto abbiamo lavorato su un impianto chiaro e riconoscibile, capace di definire un fronte urbano compatto e, allo stesso tempo, di aprirsi verso una corte verde che diventa il cuore della vita dell'edificio. Un'architettura pensata per durare nel tempo e contribuire concretamente al processo di rigenerazione urbana di Novoli», conclude Massimo Roj, CEO e socio fondatore di Progetto CMR.
“Un nuovo edificio che mette insieme la storia con il futuro”. Così il presidente della Regione Eugenio Giani ha definito la nuova sede nazionale di Findomestic “Quello di San Donato è un quartiere storico, c’è ancora infatti la chiesa romanica di San Donato in Polverosa a ricordare la sua origine, ma è anche un’area che è diventata ormai il vero centro direzionale della città. Qui ci sono edifici che con il loro carattere di modernità guardano al futuro: tra gli altri, il palazzo di giustizia, le tre facoltà universitarie e adesso anche questa nuova sede, che con il suo colore e il suo nome richiama anche il “bianco giglio”, che fu il primo simbolo di Firenze”.
“Findomestic è un vanto per la città, perché è nata qui grazie a figure che concepirono, quando ancora in Italia nessuno ci pensava, un credito al consumo, rivolto cioè alle famiglie – ha aggiunto il presidente –. Dopo 42 anni da allora, è oggi un’azienda di profilo europeo. Il fatto che i suoi vertici abbiano voluto realizzare questo nuovo polo a Firenze, moderno, attento ai lavoratori e sostenibile, è un orgoglio per tutta la città e per la Toscana”.