Neve in Toscana: Montagna in crisi, mancano strade reali e virtuali

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L'Appennino apre prima delle Alpi, poi si ferma. Ma qual è lo stato di salute della montagna toscana?


La montagna toscana scuote la testa. Perché? Perché si sente in agonia. Se i sindaci contano i loro abitanti ne trovano sempre meno, mancano i servizi e le strade, reali e virtuali, e la condizione di crisi si avverte al pari dei grandi poli industriali che affacciano sul Tirreno.
Zone iper periferiche a basso reddito, così le definisce la Regione Toscana e così gli amministratori lamentano "Siamo come le periferie estreme.. soffriamo uno stato di disagio".
La montagna non è una Sagra, l'allestimento di un Villaggio che viene montato su un piazzale deserto per accogliere un po' di gente, di tanto in tanto.
Sulla montagna la gente ci vive, o dovrebbe viverci, e le analogie con i primi del '900 con le strade interrotte e l'arrivo della prima linea telefonica sono imbarazzanti.

La montagna estiva ha fatto registrare un incremento delle presenze e così per sfruttare la scia, qualcuno ha pensato di partire in anticipo rispetto al 2014. Alla notizia dell'apertura anticipata della stagione toscoemiliana sul portale INGegneria Ambiente Montagna, ha fatto seguito il post di Multipass Abetone dove una foto della neve versione Amarcord è seguita da "Saremo chiusi sino al 19..".

Giampiero Danti, sindaco di Abetone racconta a Nove da Firenze: "Piemonte, Lombardia, Emilia hanno tutte aiuti regionali. Anche la Toscana comincia a capire che se si vuole mantenere la gente in montagna qualcosa bisogna fare, non solo promozione turistica. Anche l'Abruzzo sta investendo 220 milioni sulla montagna, perché hanno capito che la montagna porta vantaggi anche alla pianura. Le spese di gestione sono le stesse, forse noi spendiamo di più perché altre regioni hanno vantaggi anche su energia e servizi, noi paghiamo tutto. Dobbiamo fare delle scelte, se si tiene alla montagna investiamoci: qui abbiamo fatto la storia dello sci nel mondo, siamo i più medagliati al mondo.
Abetone, compresa la Doganaccia ha bisogno di investimenti seri. C'era una grande fabbrica di metalli industriali con 3mila dipendenti sino agli anni '70 poi è stata dismessa e c'è stato un degrado continuo anche nei servizi, niente ospedali o punti di soccorso ed uffici postali. Non c'è più una palestra, una piscina mancano le attrattive turistiche. Se non si crea continuità andremo a vedere sfollata una montagna che non dà reddito. La viabilità che abbiamo ora è quella di Leopoldo di Toscana".

Internet aiuta il Turismo o siete indietro? "Dobbiamo partire dalla banda larga con investimenti veri, siamo isolati dal mondo. Non avere la banda larga significa essere isolati".
I commercianti investono sulle nuove tecnologie? "Sono rimasti gli anziani, ci vogliono i giovani perché adoperino internet, l'anziano se ne stà a raccattare quello che gli tocca".

Fabrizio Tondi, sindaco di Abbadia San Salvatore, racconta a Nove da Firenze: "La montagna è una grande risorsa, vigne e ulivi ci sono ovunque, la neve è una tipicità. La promozione necessita di finanziamenti che non possono arrivare da zone definite dalla regione stessa iper periferiche. Ci mettiamo la volontà di chi da sempre è abbarbicato al suo vulcano, la montagna dell'Amiata".
Cosa vi manca? "Abbiamo necessità di concludere l'iter dell'innevamento programmato dopo aver fatto due step importanti: abbiamo sollevato l'acqua in quota e fatto i motori per la distribuzione nella rete.. manca adeguare la rete di distribuzione".
Il sistema non è funzionante? "Funziona parzialmente rispetto alle potenzialità dell'impianto. Aspettiamo la neve con fiducia, ma senza la tecnologia non possiamo garantire la neve per le festività di Natale ad esempio".
Avete un Vulcano con le Terme e non sapete sfruttarlo? "Non facciamo sistema, abbiamo tre stazioni rinomate: Bagno Vignoni, Bagni San Filippo e San Casciano dei Bagni, ma sono distaccate dalla realtà della montagna. Quest'anno abbiamo avuto problemi di acqua calda a Bagni San Filippo, ma c'è bisogno di mettere da parte gli egoismi e fare sistema dandosi un nome unico".
Un gruppo di azione omogeneo può servire? "L'Amiata è stata divisa dalle province e penalizzata dalla soppressione dell'Apt.. c'era il fai da te, ogni singolo albergo si proponeva da solo. Sui versanti grossetano e senese vogliamo impegnarci come Destinazione Amiata e puntare al target di Roma e dell'alto Lazio con i suoi 5 milioni di abitanti, così possiamo essere la porta verso una terra felix".
Soffrite lo spopolamento? "Assolutamente, la regione definisce l'Amiata zona iper periferica con ricchezza economica bassa. Abbiamo le crisi aziendali, abbiamo una interruzione sulla Cassia con il Ponte sul Paglia che ci divide dal resto del mondo. Abbiamo bisogno di essere individuati come area di crisi come per Piombino e Massa e per Livorno, con una attenzione particolare".
La Toscana punta sul Turismo online, siete connessi? "Ci stiamo lavorando e speriamo arrivi la banda larga, in realtà oggi Abbadia non ce l'ha. Non abbiamo le strade usuali e neppure le virtuali. Vogliamo essere connessi".
Scaverete a terra? "Sembra che il progetto possa avere le gambe da inizio anno, abbiamo contatti con i proprietari dei terreni, siamo consapevoli che questa è la strada per avere uno strumento che ci liberi dall'isolamento economico rispetto al resto della regione".

Francesco Bisconti è il responsabile Uncem per l'Innovazione: "La neve dà una visibilità enorme, ma durante l'anno sono tante le problematiche, Uncem è il collante tra le piccole comunità e la Regione Toscana. L'innovazione e la connettività sono fondamentali oggi per poter dare ai territori rurali le stesse opportunità che si hanno in città. La Toscanasta lavorando alla riduzione del digital divide, l'arrivo della fibra nelle regioni più lontane darà possibilità ad artigiani della new economy di vendere prodotti tipici sfruttando il commercio on line ma così anche per altri servizi affinché tutto ciò che non è reale può essere virtuale, con gli sportelli Ecco Fatto e con altri progetti abbiamo proprio puntato sull'incentivazione a conoscere internet ed a scoprire le opportunità per poter restare in montagna".
Il Presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani ha ricordato che "I comprensori della Toscana, con tutti gli sforzi possibili, si stanno preparando per offrire agli amanti degli sport invernali il massimo del confort e servizi essenziali. Solo con un grande lavoro di squadra si possono affrontare le difficoltà del settore" ma i capitani delle squadre lamentano un panorama bellissimo, in piena crisi.


Abetone nasce sulla strada per Modena con qualche casa sparsa e con la dogana fra il Granducato di Toscana ed il Ducato di Modena. Boscolungo è il primo centro attrattivo. Nel 1936, sotto il fascismo, Abetone diventa Comune servito dalle Stazioni di Pracchia o Pistoia, Pracchia è stata messa all'asta recentemente dalle Ferrovie dello Stato. La stagione dei campioni porta Abetone a diventare la maggior stazione invernale della Toscana con piste, servizi ricettivi e spazzaneve.

Abbadia San Salvatore sorge ad oriente del Monte Amiata, alla base del vulcano sulla Valle del Paglia. La miniera di mercurio, aperta nel 1895, ha consentito lo sviluppo urbanistico verso ovest, ma questo ha portato ad abbattere il fitto bosco di castagni.L'Abbazia di San Salvatore ha permesso lo sviluppo del paese con la chiesa e la cripta, il chiostro e qualche edificio oggi rimaneggiato. Verso la fine del 1700 Abbadia viene descritta come un paese povero, abbandonato e vecchio, dove i lavoratori più miseri vivono ammassati in piccoli e malsani tuguri. Nel 1903 arriva la luce elettrica e viene costruita una strada provinciale di collegamento con la Stazione di Monte Amiata e viene concesso il permesso di installare il telefono. Nel 1910, si prevede un ampliamento del paese, consistente nella costruzione di una serie di vie parallele a quelle già esistenti nella parte nuova. Il piano regolatore del 1910 si dimostra però inadeguato e l'attività edilizia si sposta verso lo stabiliento minerario. Nel periodo fascista è lo stesso Benito Mussolini ad inaugurare un monumento ai caduti e nel 1935 parte la costruzione della strada che da Abbadia giunge alla vetta Amiata, opera definita strategica "per la valorizzazione turistica della zona, per sollevare la popolazione da quello stato di disagio in cui si trovava dopo una delle ricorrenti crisi della miniera, diminuendo, con la richiesta di mano d'opera locale, la disoccupazione". Nel dopoguerra inizia la costruzione di alberghi, ristoranti, piste da sci e impianti di risalita sia nel versante senese che in quello grossetano con due villaggi residenziali, a quota 1300, e 1400 metri.

Antonio Patruno