Nate nella notte a S. Vincenzo le prime 45 piccole tartarughe marine

Finanziato il progetto BIOMAR del Comune di Livorno


FIRENZE– Le prime 45 piccole tartarughe marine della specie caretta caretta sono nate questa notte, tra le 22 e le 2 nella spiaggia per naturisti all'interno del Parco di Rimigliano nel comune di San Vincenzo. Ne dà notizia l'Osservatorio regionale sulla biodiversità, che ha provveduto ad informare subito l'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni. L'eccezionale avvenimento era atteso dal 10 giugno scorso, quando sull'arenile sono state rilevate le tracce della tartaruga che ha deposto le uova. La prima schiusa è avvenuta nel 48° giorno dalla deposizione delle uova, quindi in anticipo rispetto delle previsioni, favorita dalle alte temperature di questo scorcio d'estate. E da sabato 21 luglio, all'approssimarsi della scadenza del periodo di incubazione, è iniziato il presidio 24 ore su 24 dei volontari dell'Associazione Tartamare e del Wwf. E circa una settimana fa era stato costruito il corridoio di legno a protezione del percorso dei neonati verso il mare.

"E' stato proprio l'Osservatorio regionale sulla biodiversità – spiega l'assessore Fratoni – a formare i volontari, dando loro informazioni istruzioni tecniche e operative per la gestione del nido e della schiusa, in una serie di incontri tenuti dall'Arpat e dall'Università di Siena. Ringrazio tutti i volontari per l'ottimo lavoro di monitoraggio, protezione e cura che hanno condotto e mi auguro che anche la replica, attesa per questa notte, si concluda positivamente con la nascita di altre decine di gemelline. Come Regione continueremo con la campagna di tutela della nostra straordinaria biodiversità e di difesa della natura, in particolare delle specie più rare che trovano nella Toscana il loro habitat ideale".

Al momento la spiaggia di Rimigliano, per quest'anno, si conferma come il sito di nidificazione e nascita della Caretta caretta collocato più a nord dell'intero Mediterraneo. Le operazioni di monitoraggio continuano, visto che le schiuse delle uova potrebbero protrarsi per 4 o 5 notti, dato che avvengono soltanto nelle ore fresche. I volontari sono organizzati in turni di 6 ore e si alternano per un'osservazione continua del nido fino alla schiusa dell'ultimo uovo di tartaruga marina. La gestione dei volontari e dei turni di sorveglianza diurna e notturna del nido è stata affidata al WWF che opera in stretto collegamento con i rappresentanti dell'Osservatorio regionale sulla biodiversità e con l'associazione TartAmare, nonché con i rappresentanti del Comune di san Vincenzo, della Capitaneria di Porto e dei Carabinieri del nucleo Forestale.

Il Comune di Livorno è uno dei quattro enti pubblici toscani vincitori del bando della Regione “Go Green 2018 Biodiversità Marina”, nell’ambito delle iniziative previste dal Piano Ambientale ed Energetico Regionale per conservare la biodiversità terrestre e marina e promuovere la fruibilità e la gestione sostenibile delle aree protette. Al progetto “BIOMAR – Biodiversamente in Mare”, che l’ufficio Tutela Ambientale del Comune di Livorno porterà avanti insieme ai soggetti partner Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” e Cooperativa Costa Balenae, è stato assegnato un contributo di 6.130 euro. Le attività del progetto coinvolgeranno istituti scolastici superiori, consorzi e associazioni di pesca sportiva e professionale e associazioni diving, e si concluderanno entro il prossimo mese di novembre.L’obiettivo, così come prevede il bando, è quello di raccogliere dati sui cetacei, le tartarughe marine e gli elasmobranchi (squali e razze) che popolano il mare toscano, in particolare il Santuario Pelagos, analizzando l’impatto delle attività umane e della contaminazione ambientale. In particolare, i pesci cartilaginei, come gli elasmobranchi, per le loro caratteristiche (sviluppo sessuale tardivo e bassa fecondità) sono molto vulnerabili, e alcune specie, pur non essendo oggetto di pesca mirata ma solo di catture accidentali (by-catch), stanno mostrando un declino inarrestabile. È importante quindi incrementare pratiche di pesca maggiormente sostenibili e diffondere una maggiore consapevolezza tra i pescatori. A Livorno è presente una delle flotte più numerose di pesca artigianale, operante su svariate tipologie di habitat. Una fase del progetto, coordinata dal CIBM, prevede la distribuzione di questionari e schede di rilevamento da sottoporre ai pescatori locali, per raccogliere informazioni (anche “storiche”) sulla cattura accidentale di razze e squali. I pescatori saranno contattati direttamente in banchina e presso i luoghi di sbarco. Le schede consegnate saranno ritirate dopo tre mesi, in modo da raccogliere una quantità di dati significativa su zone di pesca, attrezzi utilizzati e catture avvenute. I risultati di questo progetto consentiranno di integrare i dati già disponibili e di acquisire importanti conoscenze per la gestione e la sostenibilità della pesca a livello locale. La Cooperativa Costa Balenae curerà una serie di attività di formazione e informazione su balene e delfini che popolano il Santuario Pelagos: ben 8 specie di cetacei tra cui la balenottera comune che coi suoi 22 metri di lunghezza è il secondo animale più grande della Terra, il capodoglio capace di restare in apnea per oltre un’ora, le simpaticissime stenelle striate. Saranno tenuti seminari con esperti del settore, che coinvolgeranno gli studenti, i pescatori professionisti e i pescatori sportivi, le associazioni che si occupano di immersioni e di attività ricreative in ambiente marino.I temi saranno tutti interessantissimi: da “cosa mangiano i grandi predatori marini” all’evoluzione dei cetacei, per arrivare alle “balene di plastica”, e cioè i milioni di tonnellate di plastica usa e getta che finiscono negli oceani, facendoli soffocare.

Redazione Nove da Firenze