Nardella: "La Toscana dimostra che la Lega si può battere"

Il sindaco di Firenze ospite stamani ad Agorà: "L'avanzata del Carroccio non va sottovalutata ma il primo partito siamo noi. In due terzi dei Comuni abbiamo vinto al primo turno"


(DIRE) Firenze, 28 mag. - L'avanzata della Lega in Toscana, che alle europee supera il 30% e si mette in scia del Pd "è un dato che non va sottovalutato". Tuttavia il risultato di Firenze "dimostra che è possibile vincere contro la Lega". Lo sottolinea ad Agorà, su Rai 3, il sindaco Dario Nardella, riconfermato alla guida della città con il 57% dei voti. Al Carroccio infatti "si possono contrapporre una serie di fatti positivi" emersi proprio dalla urne, aggiunge. Nardella ne intercetta tre: il Pd che in Toscana è sempre il primo partito; i risultati dei Comuni toscani al voto, oltre la metà in regione, dove "in due terzi abbiamo vinto al primo turno". Infine i risultati delle grandi città: a Prato il sindaco uscente Matteo Biffoni ha sfiorato la vittoria al primo turno; a Livorno "il centrosinistra torna competitivo con il ballottaggio" con il centrodestra, mentre "i 5 Stelle spariscono dalla scena cittadina". E poi c'è la sua vittoria a Firenze, che "ora si dà per scontata, ma fino a poche settimane fa Salvini non faceva mistero di voler conquistare quella che è considerata una città simbolo, tanto è vero che è venuto tre volte in campagna elettorale, ma qui ha racimolato il 15%. Sono dati positivi che si devono contrapporre alla crescita della Lega in Toscana".

Alla 'ricetta' anti Carroccio aggiunge poi un altro elemento vincente: la concretezza. Durante i giorni della campagna elettorale, spiega, "abbiamo parlato di cose concrete. Non di progressismo contro sovranismo, o riformismo contro populismi, ma di anziani, sicurezza, traffico e ambiente come grande tema".

Perché "quando si affrontano questioni molto concrete e si riparte dal territorio, il Pd cresce e ha grandi consensi".
Nardella, infine, rivendica l'autonomia del Pd fiorentino "che non si è lasciato attraversare dagli scontri delle correnti, dagli influssi dei padrini".

Redazione Nove da Firenze