Mercoledì prossimo le cerimonie per il 49° anniversario dell’alluvione di Firenze

Amato (Gruppo Misto): “Necessario imparare dagli errori”


Mercoledì prossimo Firenze ricorderà l’alluvione del 1966 che costò la vita a 17 fiorentini in città e a 18 persone della provincia, tra le quali due bambini di 3 anni, Marina Ripari e Leonardo Sottile, entrambi di Sesto Fiorentino. Il programma delle cerimonie che, dal 1994, organizza l’Associazione Firenze Promuove (e da cinque anni anche insieme alla presidenza del consiglio comunale) prevedono alle 11,15 all’Oratorio della Madonna delle Grazie (lungarno Diaz 6), la celebrazione della Santa Messa in memoria delle 35 vittime. A celebrarla i padri Servi di Maria della Santissima Annunziata che, fino al 17 novembre, ospitano la mostra fotografica del 50° anniversario promossa da Firenze Promuove e dai cinque Consigli di Quartiere. Al termine della messa, intorno alle 11.40 un corteo, aperto dal Gonfalone del Comune, porterà autorità e cittadini presenti al centro del ponte alle Grazie: da qui il presidente di Firenze Promuove Franco Mariani e l’assessore all’ambiente Alessia Bettini, lanceranno in Arno, dopo la benedizione del fiume, la Corona d’Alloro del Comune di Firenze in ricordo delle vittime.

Oggi il Consiglio comunale ha ricordato l'anniversario dell'alluvione del 4 novembre 1966 con l'intervento del professor Mario Primicerio, Vice presidente del Comitato Firenze 2016.

"Ricordiamo oggi l'alluvione che piegò Firenze 49 anni fa per un sentimento di cordoglio ancora vivo e perché solo mantenendo viva la memoria di un tale tragico evento possiamo rispondere costruendo opere strutturali che impediscano il ripetersi, o quantomeno limitino i danni, di fenomeni analoghi". Così la senatrice fiorentina del Pd Rosa Maria Di Giorgi, a margine della seduta del Consiglio Comunale fiorentino dove è stato presentato il programma per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell'alluvione di Firenze, che si svolgeranno nel 2016. "Dopo quasi cinquant'anni - prosegue - il Governo Renzi ha finalmente stanziato i fondi per le opere di messa in sicurezza dell'Arno. La prima tranche, pari a 55 milioni di euro, sarà destinata alla realizzazione di opere idrauliche nel cuore della città. Gli interventi interesseranno i fiumi Mugnone, Mensola e, naturalmente, Arno. Sono convinta che i danni causati da eventi meteorologici eccezionali possano e debbano essere limitati da una seria e attenta politica di prevenzione territoriale. Per troppi anni in Italia - conclude la senatrice del Pd - abbiamo lasciato che la natura facesse il suo corso. Facciamo sì che l'alluvione di Firenze del 1966 ci aiuti ad affrontare e prevenire le alluvioni di oggi. Dobbiamo superare definitivamente la logica delle emergenze e agire strutturalmente".

“E’ necessario imparare dagli errori”. Questo il pensiero di Miriam Amato (Gruppo Misto), in merito alla ricorrenza dell’alluvione: “Com'è noto non sono Fiorentina, ma una delle prime immagini che ho impresse dei miei primi mesi a Firenze sono le targhe sui muri in ricordo dell’alluvione. Un'altra immagine che ho in mente è la prima cartina di Florentia che si sviluppa attorno al fiume, quel corso d’acqua a cui deve la sua floridità”. “Sono le due facce dell’Arno, un torrente con sfrenate ambizioni di fiume, come lo ha ben definito uno storico giornalista fiorentino. Anche per questo amministrare un territorio richiede umiltà, soprattutto nel caso di città d'arte come la nostra con un patrimonio di importanza globale” sottolinea Amato che puntualizza: “Bisogna imparare dagli errori, si parla dell’Arno ma l'elemento cardine è l'acqua, per questo è necessario intervenire lungo tutto il corso del fiume e non solo a tratti”. “Altri corsi d'acqua – prosegue la consigliera - possono rappresentare un problema ad esempio il Mugnone: una mozione che ho presentato e che è stata approvata, chiede di monitorare con telecamere il corso d'acqua che in alcuni punti presenta strozzature, esempio a ridosso della zona delle Cascine. Non si deve credere che con opere di grande ingegneria si possano risolvere tutti i problemi. Penso all’impatto sulle falde acquifere sotterranee che avrà la creazione di dighe sotterranee come nel caso della stazione Foster per la Tav fiorentina. Oppure agli effetti dell'ampliamento della pista dell'areoporto che comporterà la regime nazione del fosso reale in canali esigui. E’ folle avere la presunzione di dominare l'acqua, come dimostrano anche recenti eventi catastrofici in altre parti d’Italia. Servono per questo infrastrutture che siano salvaguardando le caratteristiche del territorio e non viceversa”. “Ringrazio – conclude Amato – il Comitato per la celebrazione della ricorrenza dell'alluvione e tutti coloro che hanno lavorato per salvaguardare il nostro inestimabile patrimonio”. 

Il comitato “Dalla Parte di Abele”, in collaborazione con Marco Cordone (Consigliere nazionale della Lega Nord Toscana), organizza come tutti gli anni, per il prossimo mercoledì 4 novembre 2015 alle ore 14,45 sul Ponte Vecchio, una cerimonia in occasione del 49° anniversario dell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966. Quel giorno Radio Londra annunciò che il mondo stava per perdere Firenze. Marco Cordone, dopo una breve commemorazione, lancerà una corona di fiori dal Ponte Vecchio in ricordo delle 35 vittime di quel tragico 4 novembre , tra cui Carlo Maggiorelli, l'eroico operaio comunale dell'acquedotto dell' Anconella, morto per non aver abbandonato la sorveglianza dell'impianto. Seguirà, sempre sul posto, una lettura del canto tredicesimo dell'Inferno dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, nella cui penultima terzina, il Sommo poeta cita il Ponte Vecchio:” … e se non fosse che 'n sul passo d'Arno... “ . Una lapide con incisi i versi di questa terzina è posta sul Ponte Vecchio.

Redazione Nove da Firenze