Mercato del lavoro: richiestissime competenze digitali e green

Emerge dal rapporto Excelsior di Unioncamere Toscana. Firmato accordo fra Università di Pisa e Federmanager Toscana a sostegno di start up, spin-off e piccole e micro imprese. Imparare gratuitamente come diventare un imprenditore: 14 opportunità promosse da Cedit assieme a Confartigianato Imprese Firenze e Cofires


FIRENZE- In Toscana la programmazione degli ingressi nel mondo del lavoro, per il 2018, ammonta a 303.140 unità, indipendentemente dalla forma contrattuale. Secondo il rapporto Excelsior di Unioncamere, che è stato presentato mercoledì mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Giunta regionale, il 60 per cento delle imprese toscane, nel 2018, ha messo in programma l'assunzione di almeno un dipendente. Il 27 per cento di queste assunzioni riguarda la fascia giovanile. Ma vi è anche un altro dato che deve far riflettere. Nel 28 per cento dei casi, infatti, il personale da assumere, da parte di imprese ed aziende, è ritenuto di difficile reperimento, mentre a livello nazionale il dato del difficile reperimento è del 26 per cento. Il progetto Excelsior di Unioncamere, che fotografa la programmazione in Italia nel mondo del lavoro, è fin dal 1997 una delle maggiori fonti disponibili sui temi del lavoro e della formazione ed è fondamentale per conoscere i fabbisogni professionali delle imprese italiane. A livello italiano emerge un forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Dei 4 milioni 500 mila contratti che il sistema produttivo aveva intenzione di stipulare nel 2018, il 26 per cento è stato ritenuto non facile da trovare, che diventa 28 per cento nel caso degli Under 30. Una percentuale che sale addirittura al 62 per cento per gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, al 45 per cento per i tecnici informatici, al 43 per cento per gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici. Sono invece in aumento le richieste di profili con competenze digitali, multimediali e green. Il dato toscano è in linea con quello nazionale. In particolare, per quanto riguarda la Toscana il 28 per cento dei profili di difficile reperimento, riguarda soprattutto le professioni scientifiche e con elevata specializzazione, dove si arriva al 43,6 per cento. Quasi il 39 per cento riguarda gli operai specializzati e le professioni manuali. La programmazione delle entrate nel mondo del lavoro, rispetto al 2017, è passata da 280 mila a 303 mila, con un incremento di poco meno dell'8 per cento. La provincia toscana dove si ha maggiore difficoltà di reperimento è Firenze. Si tratta di una difficoltà che riguarda in modo trasversale i differenti mestieri e le diverse professioni. In provincia di Firenze un'assunzione su tre è di difficile reperimento. I settori che prevedono più entrate nel mercato del lavoro toscano, in ogni caso, sono quelli dei servizi turistici e della ristorazione, con gli addetti alla ristorazione come categoria professionale più richiesta. Positivo anche il trend nel settore del commercio e delle vendite di vario genere. Le lauree che offrono maggiormente possibilità d'impiego, in Toscana, sono quelle in ambito ingegneristico ed economico. La programmazione 2018 della piattaforma Excelsior prevede il 23,9 per cento di lavori in cui il genere femminile è ritenuto più idoneo, contro il 20,9 per cento della media italiana e il 43 per cento in cui il genere è ugualmente adatto contro il 41,3 del dato nazionale. Per avere un quadro comparativo a livello nazionale, in ogni caso, va evidenziato che nel 2018 le entrate programmate dalle imprese dell'industria e dei servizi sono state pari, in Italia, a circa 4.554.000 unità, comprensive di tutte le forme contrattuali. E che, tra le caratteristiche qualitative più rilevanti, secondo il rapporto Excelsior, emerge un significativo incremento della difficoltà di reperimento, che secondo la media nazionale interessa il 26 per cento di tutte le figure richieste, cinque punti in più rispetto al 2017, nonché un innalzamento del livello professionale delle entrate.

L’Università di Pisa e Federmanager Toscana hanno stipulato un accordo a sostegno dell'innovazione delle piccole e micro imprese con particolare riferimento alle start-up e spin-off che operano in nei settori industriali di maggior rilievo per l’industria toscana. La convenzione quadro è stata siglata nel Palazzo alla Giornata, sede del Rettorato dell’Ateneo pisano, venerdì 7 giugno dal professore Leonardo Bertini, delegato per la promozione delle iniziative si spin off, start up e brevetti, e da Valter Quercioli, presidente di Federmanager Toscana. L’accordo ha l’obiettivo di sostenere la nascita, l’avvio e lo sviluppo di nuove imprese identificate nell’ambito del Progetto Contamination Lab dell’Università di Pisa. Nello specifico sono previste attività di supporto per le analisi di pre-fattiblità e sulle opportunità di finanziamento per start up e spin off innovative. Per Federmanager Toscana erano inoltre presenti alla firma Claudio Cocchi, consulente direzionale e mentor startup innovative, e Alfredo Fagotti, responsabile dello sviluppo commerciale di aziende ICT per il lancio di una piattaforma IOT; e per l’Università di Pisa Cristiana Barghini, coordinatrice Integrazione dei servizi per la ricerca e per il trasferimento tecnologico, e Loredana Guarino della direzione servizi per la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Cedit avvia il progetto “Artigiani Digitali” con il finanziamento della Regione Toscana

Una nuova opportunità per aspiranti imprenditori grazie ad “Artigiani Digitali”, un progetto finanziato dalla Regione Toscana tramite Cedit e realizzato in partenariato con Confartigianato Imprese Firenze e Cofires. Il bando prevede l’avvio di 14 percorsi formativi individuali dedicati a persone Over 30 che trovandosi senza impiego decidono di implementare le proprie competenze trasversali. Grazie a questo progetto infatti sarà possibile acquisire nozioni che vanno dalla redazione di un business plan alle basi di contabilità e accesso al credito fino ai fondamenti di Industria 4.0 e inglese tecnico. Sono inoltre previste visite aziendali e la possibilità di confronto con imprenditori già affermati che potranno trasmettere esperienze e saperi utili per sviluppare la propria idea d’impresa o essere da stimolo per l’avvio di un’esperienza di lavoro autonomo. I settori di riferimento previsti dal progetto sono 11: alimentazione, artistico, benessere, comunicazione, edilizia, impianti, legno e arredo, meccanica, trasporti, autoriparatori, servizi e terziario. Il bando, avviato nei giorni scorsi, resta aperto un anno salvo l'esaurimento dei 14 posti messi a disposizione. Per aderire ad “Artigiani digitali”, oltre ad avere compiuto 30 anni, è richiesto di essere inoccupati, inattivi o disoccupati. Per avere maggiori informazioni è possibile andare sul sito del Cedit, chiamare i numeri 055/489597 e 055/4620117, scrivere una mail ad artini@cedit.org o cedit@cedit.org, oppure rivolgersi agli uffici di via Vasco De Gama 145/151 a Firenze.

Redazione Nove da Firenze