Maturità: dopo lockdown crescono ansia e stress in studenti toscani

I consigli degli psicologi. Intervento della presidente Maria Antonietta Gulino: "Imparare ad affrontare prove stressanti, se si vuole diventare grandi e non saltarle o renderle più facili a tutti i costi"


“Quella del 2020 sarà una maturità tutta nuova: niente scritti e un orale più complesso in presenza. Ansia, stress, facilità al pianto ed alta emotività sono alcuni dei segnali psicologici che si possono incontrare in chi deve svolgere l'esame di maturità e sono stati d'animo fisiologici e naturali. È un rito di passaggio e provocare la giusta tensione è il suo compito. Che il lockdown sia stato particolarmente pesante per gli studenti è cosa nota e in questa fase 3 è sempre più frequente che si manifestino o si amplifichino sintomatologie di ansia, alterazioni del tono dell'umore, paure e fobie sociali che gli adulti di riferimento potranno registrare come preoccupanti”. A sottolinearlo Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana a pochi giorni dall’inizio degli esami di maturità per gli studenti toscani.

“L’esame di maturità segna un passaggio psicologico e sociale che può provocare uno stress, che è solitamente normale ma non da sottovalutare oggi dopo un periodo così teso e surreale come è stato il lockdown per ciascuno di noi – spiega la presidente - Come tutte le prove di passaggio del ciclo di vita di un individuo va dato risalto alla prova stessa. È pertanto necessario sottolineare che non è utile cedere ai desideri di semplificare le procedure e in generale la vita dei ragazzi a tutti i costi”. “Gli esami – aggiunge la presidente - servono anche per imparare a tollerare la frustrazione, per misurarsi con gli altri e capire qualcosa di più del nostro funzionamento. Bisogna imparare ad affrontare certe prove stressanti, se si vuole diventare grandi, e non saltarle o renderle più facili a tutti i costi. Ciò vuol dire dare valore al proprio tempo, alla propria crescita, al proprio modo di affrontare ogni tappa della vita”.

“Con i portoni chiusi da febbraio i ragazzi italiani si sono trovati a sostituire i banchi con il Pc, le finestre di scuola con quelle di casa, i familiari con gli amici di classe, lavorando comunque da casa con una serietà che ha stupito genitori ed insegnanti, ovvero gli adulti con cui in adolescenza sono per definizione in opposizione o in fase di differenziazione. Come a seguito di un incantesimo sono spariti, loro e i loro colleghi bambini, pare che ci si sia dimenticati di loro. La socialità dentro e fuori la scuola, gli obiettivi dei programmi formativi, la ricreazione o le assemblee segnano quella normalità necessaria ad un adolescente in crescita. Per fortuna l'incantesimo non ha fatto sparire l'esame di maturità, almeno quello è salvo. Per questo, nonostante le straordinarie modalità Covid-19, l’esame di maturità è e rimane un pezzo articolato di un importante percorso individuale”.

“In questi casi il supporto di uno psicologo può risultare di straordinaria importanza – conclude Gulino - Spesso è lo psicologo della scuola che intercetta questi bisogni. Durante la pandemia alcune scuole non hanno interrotto gli sportelli psicologici durante la quarantena, mantenendo il servizio attivo continuando il servizio di sportello cominciato a settembre. I genitori che rilevano disagi psicologici nei loro figli possono inoltre chiedere al medico di base o cercare uno psicologo sul sito dell'ordine regionale”.

Redazione Nove da Firenze