Mattone in Toscana: prezzi delle compravendite stabili

Sequestro di un'occupazione abusiva a Portoferraio. Case popolari: ristrutturazioni per due milioni di euro nel pisano. Immobili abbandonati ad Arezzo


In Toscana il mercato immobiliare ha imboccato la strada della ripresa, anche se i valori stentano ancora a decollare e le oscillazioni sono più contenute rispetto ad altre regioni italiane. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it sul mattone toscano infatti il prezzo medio richiesto per le abitazioni in vendita nella regione è aumentato dello 0,2% nei primi sei mesi del 2018, mentre è più evidente la ripresa delle locazioni, con canoni che salgono dell’1,8% su base semestrale. Il record positivo degli aumenti dei valori immobiliari è quello rilevato a Firenze, con prezzi medi che segnano un +3% nell’arco di sei mesi. Con questa ulteriore crescita, la città rafforza il suo primato di più cara (3.627 euro al metro quadro) - anche a livello nazionale - seguita nella regione da Siena. Se a Massa, Prato e Livorno le variazioni dei prezzi richiesti sono positive, seppur contenute, in altre città il mercato appare ancora in sofferenza. È il caso, ad esempio, di Arezzo, Carrara e Pistoia. Sul fronte locazioni il clima di risalita dei costi è più diffuso e le uniche tre città che registrano valori in calo sono Pistoia, con una perdita del 3,4%, Carrara (-1,6%) e Pisa (-0,8%).

Contrasto all’abusivismo sul litorale elbano a difesa dell’ambiente e con l’obiettivo di restituire il demanio marittimo ad una corretta e libera fruizione. Su una bellissima scogliera naturale, in una località di pregio ambientale del comune di Marciana, i militari della guardia costiera elbana hanno scoperto una piattaforma in cemento e pietra, costruita senza la necessaria autorizzazione: alla proprietaria dell’appartamento a picco sul mare è stata contestata l’illecita occupazione di demanio marittimo ed è stata interessata la competente autorità giudiziaria. Anche arbitrarie modifiche su uno spazio del demanio marittimo in concessione concretizzano un reato, caso accertato nel comune di Campo nell’Elba dove una scuola velica utilizzava senza autorizzazione numerose attrezzature e materiali (tavoli, sedie, bancone bar, strutture in legno, ombrelloni, frigoriferi per gelati e bevande), che sono state poste sotto sequestro. Segnalazione all’autorità giudiziaria anche per due soggetti, non residenti sull’isola d’Elba, per aver occupato abusivamente il demanio marittimo mediante l’utilizzazione di locali adibiti a bar-ristorante in una nota località del comune di Portoferraio. Ed integra il reato di occupazione e innovazioni abusive anche la realizzazione di nuove opere in proprietà privata nelle zone in prossimità del demanio marittimo in carenza di specifica autorizzazione della Capitaneria di porto: nel Portoferraiese è stata è stata accertata l’inosservanza dei citati vincoli con l’installazione di una struttura in alluminio a chiusura di un’area asservita a bar, priva dell’autorizzazione. A Marina di Campo, infine, solo grazie al tempestivo intervento dei militari della Capitaneria di porto, si è scongiurato un grave inquinamento delle acque portuali: appena riscontrato un lieve accidentale sversamento in mare di idrocarburi provenienti dalle tubazioni di un impianto costiero di carburanti sono state attivate le operazioni di contenimento delle sostanze inquinanti posizionando in mare idonee panne galleggianti per circoscrivere il fenomeno e fogli assorbenti per idrocarburi, sotto il monitoraggio della Guardia costiera. I soggetti responsabili sono stati diffidati formalmente a prendere tutte le misure necessarie per prevenire il pericolo d’inquinamento marino e per eliminare gli effetti già prodotti. La Guardia costiera di Portoferraio ha, dunque, intensificato la propria attività di controllo durante la stagione turistico-balneare, al fine di garantire la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema marino e la corretta fruizione del demanio marittimo.

Via libera dalla Regione per ristrutturazioni ed interventi su case popolari nel pisano per un totale di oltre due milioni di euro. La Giunta regionale toscana ha infatti approvato martedì una delibera, presentata dall'assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli, che autorizza il re-investimento per interventi di manutenzione di 2.060.750 euro che il Lode di Pisa ha ricavato dalla gestione del proprio patrimonio immobiliare e dalla vendita di alcuni alloggi nel periodo 2015/16. Inoltre con 964.250 euro saranno ripristinati 54 alloggi di risulta in vari Comuni.

I recenti sgomberi dei dormitori abusivi hanno evidenziato un doppio problema della città di Arezzo. Da una parte è emersa la presenza di un gran numero di edifici abbandonati sul territorio comunale, mentre dall’altra è stata testimoniata l’emergenza sociale ed abitativa vissuta da tante persone. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che richiedono all’amministrazione comunale una maggior sensibilità nel trattare tali problematiche, non limitandosi esclusivamente a prevedere sgomberi ma trovando risposte concrete per i bisogni della città. La prima questione riguarda la necessità di recuperare e di trovare nuova destinazione ai tanti edifici pubblici e privati in stato di abbandono, scongiurando il loro utilizzo come dormitori e riqualificando molte zone cittadine. L’emergenza abitativa, invece, richiede politiche sociali e investimenti adeguati per attivare servizi quali il co-housing o per migliorare il servizio del dormitorio.

Redazione Nove da Firenze