Manifestazione della Lega alle Cascine

Fotografie di Alessandro Rella

Una "passeggiata", a cui ha aderito anche FdI, contro la delinquenza legata allo spaccio di stupefacenti


La Lega ha organizzato oggi pomeriggio una manifestazione con corteo in favore della legalità e per il decoro del Parco delle Cascine che aveva come obiettivo gli spacciatori africani che stazionano intorno a piazzale Vittorio Veneto. La manifestazione è stata disturbata da gesti intimidatori di un gruppo di giovani africani, contrastati dall'intervento delle forze dell'ordine.

"Abbiamo voluto chiedere rispetto per Firenze, ed andare nel cuore del Parco delle Cascine per ribadire con forza e vigore il sacrosanto diritto dei fiorentini di fruire liberamente del polmone verde di Firenze che è stato occupato dagli spacciatori. Abbiamo avuto la riprova che la politica di tolleranza di Nardella è totalmente fallimentare, poiché un pacifico corteo di cittadini è stato provocato con sputi ed insulti da parte di un gruppo di balordi che contribuisce ogni giorno a rendere insicura questa meravigliosa zona. Sappiano che Firenze la ridaremo ai Fiorentini e non ci faremo intimidire da queste provocazioni" dichiara il capogruppo della Lega al quartiere 3 Alessio Di Giulio insieme agli altri consiglieri presenti.

"Non possiamo fare altro che ringraziare le forze dell'ordine che come al solito hanno permesso alle persone perbene di poter manifestare per chiedere i loro diritti e la garanzia di un ritorno alla sicurezza e alla legalità. Come amministratori leghisti chiediamo decisi interventi in favore della messa in sicurezza del Parco delle Cascine che appartiene ai Fiorentini perbene. Su Iniziativa del nostro nostro gruppo in Palazzo Vecchio, il consiglio comunale ha approvato nel mese di aprile, un ordine del giorno dove si chiedeva l'istituzione di un presidio fisso nel Parco, che non può più essere lasciato come una zona franca in mano alla delinquenza". Dichiara il segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni insieme ai consiglieri Federico Bussolin, Antonio Montelatici e Michela Monaco.

Redazione Nove da Firenze