Maggio Musicale, non solo Firenze: mini festival a Lucca, Pisa e Siena. Muti e Mehta stelle polari

Pereira e Nardella (foto Dire)

Alexander Pereira, nuovo sovrintendente, oggi ha parlato con Nardella: tra gli obiettivi l'allargamento degli orizzonti a tutta la Toscana e "un programma in grado di attirare anche i turisti". Fino a dicembre sarà alla Scala di Milano per la parola data al sindaco Sala. "Per il direttore d'orchestra chiedo pazienza". "Sarà aggressivo con gli sponsor, chiedo scusa fin d'ora"


(DIRE) Firenze, 19 set. - "Datemi un po' di fiducia. Io sicuramente in questo lavoro ci metterò grande entusiasmo e grande amore". Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del Maggio fiorentino, lo chiede alla sua prima a Firenze. Una prima, a fianco del sindaco Dario Nardella per la presentazione, che anticipa il suo vero arrivo in città, fissato per metà dicembre come da accordi presi con Beppe Sala, primo cittadino di Milano e presidente della fondazione che governa la Scala. 

Circa tre mesi, in sostanza, prima di entrare nell'ufficio che fino a luglio è stato di Cristiano Chiarot, anche se il quasi il 72enne viennese di fatto è già proteso sul teatro: "Cercheremo di aumentare il pubblico con un programma capace di attirare i turisti anche al Maggio". 

Ma soprattutto "faremo più concorrenza ai grandi festival internazionali". Il festival del Maggio, per esempio, "inizia ad aprile e finisce prima dell'inizio del festival di Salisburgo" che Pereira ha diretto in passato. "Ecco - osserva- questo mi sembra un segno molto importante" per incidere sulla scena europea. Il cuore naturale del festival resterà Firenze, tuttavia non sarà concentrato solo sul capoluogo ma allargato a tutta la Toscana. E qui Pereira ipotizza mini festival a Lucca, Pisa e Siena, magari strutturati su musica da camera, sacra o barocca.

"Noi abbiamo bisogno di Muti e spero che Riccardo avrà bisogno di noi". Riccardo Muti, ma anche Zubin Mehta a cui "sono molto grato per tutti i consigli che mi ha dato su Firenze" e che il 10 maggio dirigerà la prima dell'Otello. Due stelle polari a cui guarderà il Maggio fiorentino, nell'era di Alexander Pereira. Due più una terza, il nuovo direttore principale d'orchestra da ricercare dopo l'addio di Fabio Luisi. Ma sul nome il direttore viennese, arrivato dalla Scala di Milano, chiede pazienza: "Datemi tutto il tempo necessario,servirà anche un anno". 

Alla fine, infatti, "deciderò io, ma il candidato giusto dovrà lavorare bene con il teatro, con l'orchestra e con il coro" che, assicura, saranno direttamente coinvolti nella scelta. Trovato quindi un direttore importante, con Muti e Mehta, il teatro "avrà tre rocce su cui costruire la programmazione futura", spiega sicuro.

Infine, gli sponsor. "I soldi li troviamo, non ci sono problemi. Anzi, un nuovo" sponsor "c'è già anche se non vi dirò di chi si tratta". Musica per le orecchie del sindaco, visti 59 milioni di debito pregresso (stando al bilancio consuntivo del 2018 approvato a giugno) che grava sulle spalle della fondazione e l'intenzione di rilanciare il teatro a livello mondiale. L'idea, spiega, è quella "di coinvolgere la città", ma soprattutto "gli sponsor internazionali per fare un festival di un altro livello". Ed è qui che il sovrintendente lancia un suo credo: "Chi cerca soldi" per i teatri e più in generale per il mondo delle cultura, "fa sempre il solito sbaglio: ne chiede troppo pochi". Un messaggio che di lì a poco si trasforma in un avviso ai naviganti: "Mi scuso fin da adesso con gli sponsor fiorentini, perché in futuro sarò aggressivo", conclude sorridendo.

Redazione Nove da Firenze