​Maggio Musicale Fiorentino: la Fondazione è fuori dalla emergenza

Nella seduta del consiglio comunale è prevista la relazione del sovrintendente Cristiano Chiarot, invitato dalla Commissione Cultura


“Finalmente, dopo oltre dieci anni di lavoro e di impegno, possiamo affermare che la Fondazione del Maggio musicale fiorentino è fuori dall’emergenza” ha detto il sindaco Dario Nardella, anche presidente della Fondazione del Teatro, a margine della seduta del consiglio comunale dove è prevista la relazione del sovrintendente Cristiano Chiarot, invitato dalla commissione cultura.

“I dati che ci portano a questa conclusione sono molto chiari – ha spiegato il sindaco -. Il primo dato è che il pubblico è aumentato e di conseguenza anche gli incassi. E’ aumentata poi la produzione e anche migliorata in qualità. Non ci sono stati di recente e non sono previsti esuberi in ogni settore della Fondazione. Il patrimonio netto è positivo e il conto economico è in leggero utile”.
“Abbiamo quindi un’istituzione – ha concluso Nardella - che può guardare al futuro con ottimismo, con grande fiducia e soprattutto con la capacità di investire ancora di più sulle nostre risorse”.

“La relazione del Sovrintendente Chiarot in Consiglio Comunale ha testimoniato un cambio di atteggiamento e soprattutto di competenza artistica, di cui il nostro Teatro non potrà che beneficiarne. Non vogliamo dilungarci troppo sulle cause che hanno portato al declino di una tradizione artistica e culturale di fama internazionale – spiega la consigliera del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi – anche se è giusto ricordare che in gran parte è stata originata dalla cattiva gestione della dirigenza degli anni precedenti e all’inerzia di chi poteva e doveva intervenire ma non ha fatto. Per fortuna adesso dopo aver pericolosamente toccato il profondo rosso, grazie alla sensibilità del Sovraintendente Chiarot, possiamo con più ottimismo guardare al futuro del Teatro del Maggio.
Il debito di 60 milioni, sceso adesso a circa 54 milioni, è dovuto principalmente a imposte non pagate; abbiamo saputo che è stata concordata una rateizzazione con il Ministero che sarà un modello “pilota” anche per le altre Fondazioni Liriche. Non capiamo quindi – conclude Silvia Noferi – dove trovino il Sindaco e la sua maggioranza, il coraggio di rivendicare a se, questo salvataggio, forse non si sono accorti che il Ministro (mai nominato) adesso fa parte di un governo diverso, un governo Movimento 5 Stelle – Lega”. 

“Dopo 9 anni di insuccessi e scelte sbagliate, oggi il sovrintendente Chiarot ha riportato speranza per la nostra fondazione lirico sinfonica. Il Maggio ha alla guida una persona seria, lo possiamo dire con certezza. Niente a che vedere con la Colombo prima e Bianchi dopo”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, interviene nel dibattito in Consiglio comunale. E continua: “Grazie al Sovrintendente per il cambio di passo e di stile. Per come si è relazionato con la città, con il Consiglio comunale, con le realtà del territorio, con le parti sociali. Insomma si è vista, in concreto, la volontà di cambiare e farlo con serietà. Purtroppo deve far fronte ad un'eredità del passato pesante, ne parlano anche i conti e tutto quello che si è perso per strada. A partire dal settore danza che è stato chiuso”.
“Oggi abbiamo sentito dire che non si può essere solo manager ma anche appassionati del Maggio, una novità assoluta per chi è alla guida della nostra istituzione. La forma è anche sostanza – continua Grassi - un clima più disteso, una programmazione di qualità, e anche in anticipo per attrarre un pubblico anche internazionale e competere in Europa con le altre fondazioni”. “E non vorrei dimenticare l'importanza delle maestranze interne rivitalizzate, come il settore delle scenografie. In passato si è sentito dire più volte che non era utile e che avremmo trovato tutto l'occorente fuori. Dichiarazioni inammissibili. Certo è che – conclude il capogruppo – l'aiuto consistente di Comune di Firenze e Regione Toscana ha aiutato il Maggio nel riuscire ad avere un bilancio meno catastrofico degli anni precedenti. L'augurio che le faccio e che auspico per Firenze è che per la fondazione lirico sinfonica più importante della Toscana si possa arrivare ad una autonomia finanziaria”. 

L'intervento del consigliere di Forza Italia Mario Tenerani nel dibattito: "Finalmente, dopo quasi dieci anni da consigliere comunale, oggi ho avuto il piacere di ascoltare in aula l'intervento di un sovrintendente del Maggio competente, appassionato e concreto. Niente a che vedere con la totale incompetenza dei suoi predecessori, capaci solo di produrre danni enormi al nostro Teatro. Il lavoro fatto fin qui dal sovrintendente Chiarot non può che riscuotere il nostro plauso, ma non possiamo dimenticare che lo 'sprofondo rosso' già ereditato da Renzi e poi proseguito con sovrintendenti non all'altezza della grave situazione, ci obbliga a continuare negli sforzi per garantire un futuro al Maggio. Oltre 60 milioni di debito sono sempre lì, e noi non possiamo far finta di nulla. Non dimentichiamo che il Comune di Firenze ha contribuito quest'anno con 3 milioni 'extra' al bilancio del Maggio, che uniti ai 3 milioni della Regione sono serviti a ricapitalizzare la Fondazione. Occorre continuare a lavorare, con l'obiettivo di riportare il nostro Teatro ad essere solo ed unicamente motivo di orgoglio per Firenze, e perche non sia mai più, come in passato, causa di imbarazzo e di incertezza, in primis per i suoi lavoratori, e per tutta la città".

“Aspettavamo da molto tempo l'incontro, in Consiglio comunale, col soprintendente del Teatro Comunale del Maggio Musicale di Firenze Cristiano Chiarot. Importante è stato anche il contributo – ha sottolineato la presidente della Commissione cultura e sport Maria Federica Giuliani – offerto da Dario Nardella nella duplice veste di sindaco e presidente della Città metropolitana di Firenze. Gli sviluppi che ci sono stati in questo anno sono stati tanti e decisivi ed è anche per questo che abbiamo voluto un incontro in Consiglio e non in una singola commissione. Abbiamo assistito ad una pacificazione con la città. I fiorentini, come ha detto il soprintendente Chiarot, sono tenaci e continuano a chiamare il Teatro del Maggio, Comunale perché lo sentono come parte del Comune di Firenze. In tutto il mondo viene celebrata l'opera che è nata a Firenze e forse non facciamo abbastanza per rivendicare questa prestigiosa paternità e promuoverla. A volte ce lo dimentichiamo. In queste ultime stagioni – ha ricordato la presidente Giuliani – sono state proposte anche opere con versioni diverse rispetto a quelle tradizionali. Un modo questo per essere sempre attenti alle mutazioni del pubblico. Proprio domenica scorsa il Teatro ha ospitato un incontro con l'artista Marina Abramovic, a cui va la solidarietà del Consiglio comunale. Lei ha raccontato di aver avuto un incontro con la pop star Lady Gaga e, da questa contaminazione, è scaturito un amore da parte anche del pubblico dei più giovani che è sempre più necessaria al giorno d'oggi. L'equilibrio di bilancio, un tema molto importante, è stato ottenuto anche tenendo conto dei diversi approcci del pubblico. Occorre trovare percorsi diversi ed alternativi per attrarre il maggior numero di persone. Prima avevamo una difficoltà relazionale con il Teatro del Maggio, adesso – conclude la presidente Giuliani – c'è invece una compartecipazione al progetto da parte del Comune di Firenze e per questo è necessario il contributo di tutti”.

Redazione Nove da Firenze