Lunedì sciopero unitario lavoratori dei settori elettrico, gas acqua: presidio regionale a Firenze

Condotte, Inso e Sof: martedì 18 la Regione convoca i sindacati. Integrativo Sittel: azienda disponibile a riaprire tavolo trattativa, sospesa la mobilitazione. Panificio Toscano: il 21 il tavolo decisivo, con dieci lavoratori già a casa


Le lavoratrici e i lavoratori dei settori elettrico-gas-acqua sciopereranno per l’intera giornata lavorativa il prossimo lunedì 17 dicembre. A Firenze si svolgerà un presidio presso la Prefettura in via Cavour dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Le Segreterie Nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl, Uiltec Uil hanno infatti proclamato lo sciopero generale degli addetti delle aziende che gestiscono fondamentali servizi per i cittadini e le imprese per scongiurare le pesantissime ripercussioni che alcune norme o proposte di legge attualmente in discussione rischiano di produrre sulla tenuta occupazionale dei settori, sulla qualità dello sviluppo anche in termini ambientali e sulla qualità dei servizi erogati. Una delle disposizioni contro cui protestano i lavoratori riguarda l’applicazione dell’art.177 comma 1 del “Codice degli Appalti” che, secondo gli ultimi indirizzi in materia, sancisce l’obbligo per i concessionari di servizi pubblici (che non siano stati selezionati “con gara”) di esternalizzare una quota pari all’80 per centro dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni. Questo, sostengono i sindacati, comporterebbe lo svuotamento e la trasformazione di importantissime aziende operanti nel settore della distribuzione di energia elettrica e del gas in stazioni appaltanti quasi prive di ruoli operativi e gestionali. Un altro tema su cui si concentra l’attenzione di Filctem Femca Flaei e Uiltec interessa la bozza di decreto FER1, preparata dal Ministero delle sviluppo economico, in cui si sancisce l’esclusione della Geotermia convenzionale dagli incentivi alle energie rinnovabili rischiando l’azzeramento di un’attività che utilizza una risorsa naturale rinnovabile di energia pressoché inesauribile, che copre oltre il 30% della produzione elettrica regionale e che occupa, sempre in Toscana, oltre 2.000 addetti tra diretti e indotto. L’ultima norma in discussione, che secondo il sindacato andrebbe modificata, riguarda il Progetto di legge AC 52 sulla riforma del servizio idrico integrato. Il testo di legge proposto contiene infatti alcune norme che rischiano di produrre pesanti ricadute in merito ai diritti dei lavoratori, all’occupazione e alla qualità del servizio. Durante lo sciopero si svolgeranno diversi presidi di lavoratori a partire da quello a Roma davanti al Parlamento in piazza Montecitorio.

I problemi del gruppo Condotte e delle aziende collegate Inso, Sof e Nodavia sono stati al centro dell'incontro di giovedì al Ministero dello sviluppo economico con le organizzazioni sindacali, i rappresentanti delle Regioni Toscana e Lazio e i commissari dell'amministrazione straordinaria del gruppo. Per la Regione Toscana era presente il consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini che ha ricordato quanto emerso dall'ultimo incontro, ieri in Regione, con le istituzioni e i commissari, sottolineando, in particolare, il valore di una realtà innovativa e articolata a livello nazionale e internazionale come quella di Inso, che opera nel settore dell'edilizia ospedaliera. La vicenda, come è stato ricordato, è seguita direttamente dal presidente della Regione Enrico Rossi che nelle settimane scorse ha anche incontrato i lavoratori. Simoncini ha ribadito l'interesse della Regione al mantenimento dell'unitarietà dell'azienda e la richiesta di assicurazioni sulla tutela dei lavoratori e sul mantenimento del radicamento territoriale di Inso e della controllata Sof nel futuro dell'azienda, prendendo atto positivamente delle affermazioni dei commissari. Simoncini ha inoltre ribadito l'attenzione regionale alla vicenda di Nodavia, sia per la tutela dei lavoratori ma anche per il completamento dell'opera di sottoattraversamento ferroviario di Firenze. Il consigliere Simoncini, che ha ricordato di aver messo a disposizione il tavolo di confronto regionale per eventuali incontri di verifica sulle questioni toscane, ha anche annunciato di aver convocato il tavolo regionale per martedì 18 dicembre alle 9.30 in Regione per una informativa alle organizzazioni sindacali.

“Ma qualcuno pensa davvero che il rilancio di MPS passi attraverso il continuo e lento smembramento della Banca e attraverso inarrestabili processi di esternalizzazione, pagati interamente dai lavoratori?”, si domanda Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in Consiglio regionale. Torna infatti ad affacciarsi la possibile cessione del Consorzio Operativo del gruppo Monte dei Paschi di Siena, azienda in house di proprietà di MPS che conta 870 dipendenti, dopo le smentite di inizio anno. Il COG è la struttura di MPS incaricata della gestione dei processi Information Tecnology, ossia della gestione dei sistemi informativi e dei relativi servizi.

Erano in sciopero e in presidio ai cancelli dello stabilimento a Campi Bisenzio, i lavoratori della Sittel, quando l’azienda ha comunicato la disponibilità, già dalla prossima settimana, a convocare un incontro per riaprire il tavolo di trattativa nazionale per il rinnovo del contratto integrativo. I lavoratori, che avevano proclamato l’astensione dal lavoro per l’intera giornata di venerdì, si sono riuniti in assemblea e dopo 3 ore di presidio hanno deciso di sospendere la mobilitazione. Per Stefano Angelini della Fiom Cgil di Firenze “Questo é un primo risultato, ora riprendiamo da dove eravamo rimasti, vicini alla firma dell’accordo per il rinnovo del contratto integrativo per dare risposte concrete ai lavoratori in tema di salario e diritti.”

“La Regione prenda parola nella trattativa avviata fra MPS e WRM e faccia tutto il possibile per impedire l’esternalizzazione del COG. L’obiettivo prioritario è la tutela dei posti di lavoro e di quel patrimonio collettivo, economico e professionale che continua ad essere Mps”, spiega Tommaso Fattori illustrando la mozione in merito presentata da Sì Toscana a Sinistra. Lo scorso 9 novembre Mps ha annunciato di aver individuato WRM come partner unico in una trattativa che potrebbe portare all’esternalizzazione della gestione dei sistemi informativi di MPS. “WRM è un fondo di investimento con sede in Lussemburgo, e questo dice già tutto. L'allarme dei lavoratori del COG, ad oggi dipendenti a tutti gli effetti di Mps, è purtroppo fondato. Qualora l’operazione andasse in porto, sarebbero a rischio i loro posti di lavoro, con enorme danno per queste persone e per il territorio toscano e senese, che ne risulterebbe ulteriormente impoverito”. “Circa cinque anni fa - ricorda Fattori - MPS ha già esternalizzato i servizi ausiliari, contabili e amministrativi di back office ad una società mista del gruppo fiorentino Bassilichi e della multinazionale irlandese Accenture, con accensione di un contratto di servizio di 18 anni. Un’operazione che ha dato risultati assai discutibili e dalla quale Bassilichi è recentemente uscita. Nonostante gli allora 1.100 dipendenti fossero stati trasferiti con la rassicurazione che avrebbero mantenuto il contratto dei bancari, le cose sono andate diversamente. In conseguenza di tutto questo sono state avviate ben 700 cause con la richiesta di reintegro sul posto di lavoro in MPS. Oggi siamo ancora in tempo per evitare che si ripeta un simile disastro”. “La Regione Toscana, dopo aver seguito in passato la complessa vicenda del Gruppo Monte dei Paschi e dopo aver avviato in Consiglio regionale una specifica Commissione di inchiesta, non può restare a guardare”, conclude Tommaso Fattori.

Dopo la ripresa della commessa Unicoop che ha riportato a pieno regime l'attività produttiva dei due stabilimenti di Prato e Collesalvetti, Panificio Toscano ha deciso la sospensione “disciplinare” di 10 lavoratori iscritti al Si Cobas e l'avvio di un procedimento che potrebbe portare al loro licenziamento. I lavoratori sono accusati di aver partecipato alla protesta alla Coop al Parco Prato e quindi di aver “grave danno all'immagine dell'azienda”. Il tavolo in Prefettura per la vertenza Panificio Toscano del 12 dicembre si è concluso con un nulla di fatto a causa dell'indisponibilità dell'azienda ad ogni tipo di contrattazione e dialogo. Molte delle parti coinvolte nel tavolo hanno sostenuto quanto i 25 lavoratori iscritti al Si Cobas vanno affermando da mesi: Panificio Toscano è una realtà industriale e il CCNL applicato ai lavoratori non può essere quello relativo ai panifici artigianali. Il 21 dicembre si svolgerà il tavolo in Prefettura si riunirà di nuovo.

Redazione Nove da Firenze