Lucca: incidente mortale sulla SS12

Difficoltà sulla Fi-Pi-Li, nel tratto verso il porto di Livorno, e sulla statale 67


Oggi sulla strada statale 12 `dell`Abetone e del Brennero` è stato istituito il senso unico alternato della circolazione al km 43,300 nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, a causa di un incidente, in direzione nord, che ha provocato il decesso di una persona. Le ipotesi più accreditate sono quelle che l`autista del camion sia stato colto da un malore.


I lavori per l’ultimo tratto di Fi-Pi-Li si erano conclusi da cinque anni appena quando, era il marzo 2008, nel braccio di strada che raggiunge il porto di Livorno si aprì una voragine profonda tre metri. E’ ancora lì pari pari. Anzi no: è peggiorata perché un primo tentativo di riparazione dette luogo a un ulteriore cedimento per altri 100 metri di strada. La quale, da allora, è interrotta. Perché tutto questo ritardo? E come intende rimediare, adesso, la Regione Toscana? A domandarlo, in un’interrogazione che riceverà risposta direttamente in aula di Consiglio regionale nella seduta di mercoledì prossimo, è il Vicepresidente del gruppo regionale Nuovo Centrodestra Marco Taradash, primo firmatario dell’atto che però è sottoscritto da tutti quanti gli altri suoi colleghi di gruppo ovvero AlbertoMagnolfi (Presidente), Andrea Agresti e Roberto Benedetti. «L’unico intervento effettuato dal 2008 in qua – denunciano Taradash e gli altri consiglieri Ncd – è stato la perimetrazione dell’area del cedimento e la segnalazione di percorsi alternativi, così da far defluire in qualche modo i camion da e verso la Darsena Toscana. Il traffico in quella zona, essenziale per il funzionamento delle cosiddette autostrade del mare, comporta il passaggio di 300-320.000 mezzi pesanti ogni anno, circa un migliaio per ciascun giorno feriale». Certo, si legge nell’interrogazione, pesa l’intreccio di competenza sulla Fi-Pi-Li, «strada di proprietà regionale la cui gestione è stata affidata nei tratti di competenza alle Province di Pisa Livorno e Firenze, con la regia però della Provincia di Firenze per quanto riguarda interventi e manutenzioni». Fatto sta che cinque anni paiono proprio tanti. Per di più, «il progetto di ripristino risalente al 2013, che comporta una spesa di 3 milioni di euro, 2 dei quali a carico della Regione, è da allora bloccato con la stravagante inaccettabile giustificazione, a quanto si legge, delle incognite che pesano sul destino istituzionale delle province o delle restrizioni legate al patto di stabilità. Fatto sta che il danno per l'economia portuale e più in generale quella del comprensorio livornese è ingente e intollerabile».

“L’impegno delle Amministrazioni per la variante alla strada statale 67 non è mai venuto meno, adesso è il momento delle risposte concrete”: a dirlo è il Sindaco di Dicomano Stefano Passiatore che entra, dunque, nel dibattito che si è riacceso negli ultimi giorni. Come noto infatti Dicomano è uno dei comuni che attende la realizzazione della nuova variante che da San Francesco arriverà proprio fino a Dicomano. La nuova infrastruttura oltre a decongestionare una parte del capoluogo permetterebbe anche di abbreviare le percorrenze per andare a Pontassieve e, quindi, a Firenze. “Negli anni passati – aggiunge Passiatore – forse le amministrazioni coinvolte hanno sofferto di localismo, ogni comune ha pensato alla promozione del proprio tratto di Variante. Adesso è importante essere tutti uniti e chiedere insieme risposte precise. E proprio grazie al ‘lavoro di squadra’, che gli ultimi mesi per noi sono stati importanti. Finalmente noi, sindaci dei territori coinvolti, non siamo stati gli unici a sollecitare una svolta che porti alla realizzazione del progetto”. Proprio in questo senso il mese di maggio è stato decisivo perché dell’argomento ha iniziato ad interessarsi il Viceministro Nencini “soprattutto grazie al suo aiuto – aggiunge il Sindaco di Dicomano – abbiamo riattivato il percorso della variante insieme a Provincia ed ANAS e siamo adesso ad un passo dalla firma della nuova convenzione fra i due enti e la regione Toscana. Questa porterà alla presa in carico da parte di ANAS della progettazione della variante nel tratto di Rufina. Personalmente nel mese di giugno, subito dopo il mio insediamento, ho inviato anche una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiedendogli un interessamento e, soprattutto lo sblocco delle procedure per il passaggio dalla progettazione alla realizzazione”. Passiatore chiede uno sforzo ulteriore, a tutti i sindaci ed a tutti i soggetti coinvolti “adesso la priorità è quella di attivare le procedure per la realizzazione della Valutazione di Impatto Ambientale, un passo determinante che ci avvicinerebbe davvero alla partenza dei lavori.”.

Redazione Nove da Firenze