ll Premio Spadolini a Ferruccio De Bortoli

Nel ventennale della scomparsa il Premio Spadolini va all’attuale direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Sabato 26 luglio la cerimonia di premiazione a Castiglioncello. 13° anniversario della morte di Indro Montanelli: Fucecchio ricorda il suo cittadino più illustre


Ferruccio De Bortoli direttore del Corriere della Sera ritirerà, sabato 26 luglio alle 17,30, alla Limonaia nel parco di castello Pasquini, il Premio Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini. Il Premio, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, giunge quest’anno alla IX edizione ed è organizzato dal Comune di Rosignano Marittimo in collaborazione con la Fondazione Spadolini – Nuova Antologia. In occasione del ventennale della scomparsa di Giovanni Spadolini il sindaco di Rosignano Marittimo Alessandro Franchi, con il Presidente della Fondazione Spadolini – Nuova Antologia, Cosimo Ceccuti hanno deciso di assegnare il prestigioso riconoscimento al direttore del Corriere della Sera, quotidiano che già aveva diretto lo stesso Giovanni Spadolini,“ Per la dignità, lo stile e l’etica nel mestiere di giornalista e direttore, alto esempio di professionalità al servizio della corretta informazione e della stampa libera” come si legge nella motivazione del premio. Ad intervistare e introdurre Ferruccio De Bortoli sarà Paolo Ermini direttore del Corriere Fiorentino. Nominato vicedirettore nel 1993 da Paolo Mieli, nel 1997 De Bortoli assume la guida del primo quotidiano italiano fino al 2003, per poi diventare nuovamente direttore del Corriere dal 2009. Dal ’97 al 2003, De Bortoli firma il giornale per sei anni intensi, caratterizzati tra l'altro dalle morti di due grandi vecchi del giornalismo italiano, Indro Montanelli e Tiziano Terzani, e dell'attentato mortale a Maria Grazia Cutuli, inviata in Afghanistan. Durante la direzione gestisce le notizie relative agli attentati dell'11 settembre 2001, si reca a New York per chiedere alla scrittrice fiorentina Oriana Fallaci di tornare a scrivere articoli dopo undici anni di silenzio. Il 29 settembre 2001 esce sul Corriere l'articolo «La rabbia e l'orgoglio», a cui seguirà l'omonimo libro edito da Rizzoli. De Bortoli lascia il quotidiano di via Solferino il 29 maggio 2003, ufficialmente per ragioni private; le dimissioni, però suscitarono scalpore. Secondo alcuni le reali motivazioni delle sue dimissioni andrebbero ricercate nel sempre più conflittuale rapporto che lo avrebbe contrapposto a Silvio Berlusconi e ad alcuni suoi collaboratori, quali Cesare Previti e Niccolò Ghedini, ed alla maggioranza di governo dell'epoca. Secondo altri l'uscita di scena di De Bortoli fu piuttosto dovuta alla morte di Gianni Agnelli e al prevalere, tra gli azionisti del Corriere, del presidente RCS Cesare Romiti quale titolare della nomina del direttore di via Solferino. Successivamente, De Bortoli assume l'incarico di amministratore delegato di RCS Libri. Torna al giornalismo con la direzione de Il Sole 24 ORE, dal 10 gennaio 2005. La sua nomina è fortemente voluta dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Nel 2009 rifiuta la proposta di diventare presidente della Rai. Poco dopo, con la designazione da parte del consiglio d'amministrazione di Rcs, rientra alla direzione del Corriere della Sera al posto nuovamente di Paolo Mieli. Ad introdurre Ferruccio De Bortoli sarà Paolo Ermini, dal 2008 direttore del ''Corriere Fiorentino'' e già condirettore del Corriere della Sera (dal 2003) e responsabile di Rcs Quotidiani per le nuove iniziative locali. Il Premio Speciale alla carriera sarà invece consegnato, nella medesima occasione allo storico dell’arte Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ex Ministro dei Beni Culturali dal 1995 al 96, durante il governo Dini e Soprindente per il Polo Museale fiorentino. Il Premio alla carriera sarà consegnato a Paolucci “per la vita esemplare interamente dedicata con straordinaria competenza ed impegno inesauribile alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico dell’umanità”. Introdurrà l’incontro con Paolucci l’architetto Francesco Gurrieri, Professore Ordinario di Restauro dei monumenti all’Università di Firenze).


Una cerimonia sobria, senza clamori, di quelle che forse anche lui, col suo fare schivo, avrebbe accettato. E’ quella che si è svolta martedì scorso nel cimitero comunale di Fucecchio per commemorare Indro Montanelli, nel tredicesimo anniversario della sua scomparsa. A deporre un mazzo di fiori nella cappella che ospita le ceneri di Montanelli sono stati l’assessore alla cultura del Comune di Fucecchio, Daniele Cei, e il presidente della Fondazione Montanelli Bassi, Alberto Malvolti.

Redazione Nove da Firenze