Le parole del mare

Accademia della Crusca e Lega Navale Italiana insieme per la video-serie

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 Luglio 2026 23:45
Le parole del mare

Per conoscere davvero il mare occorre imparare a parlare la sua lingua. Nasce con questo obiettivo “Le parole del mare”, la serie video in dodici puntate realizzata dall’Accademia della Crusca e dalla Lega Navale Italiana per raccontare, con rigore scientifico e un linguaggio accessibile, l’origine, l’evoluzione e il significato di alcune delle parole più importanti del lessico della marineria.

L'iniziativa si inserisce nell’ambito della collaborazione istituzionale avviata nel 2025 tra l’Accademia della Crusca e la Lega Navale con il percorso di ricerca e divulgazione denominato “La lingua del mare”, ideato e diretto dalla professoressa Annalisa Nesi, componente del Consiglio Direttivo della Crusca.

Le dodici puntate, della durata di circa due minuti ciascuna, saranno diffuse a partire da oggi con cadenza bisettimanale (il martedì e il venerdì) sulle pagine Facebook, Instagram e sul canale YouTube dell’Accademia della Crusca e della Lega Navale Italiana, sul profilo TikTok della LNI e sul sito ufficiale del progetto.

In ogni episodio, Giulia Fava, responsabile sport della Lega Navale Italiana e velista professionista, già vincitrice della Women’s America’s Cup 2024 con il team italiano Luna Rossa, accompagnerà il pubblico alla scoperta di una parola del lessico marinaresco, mettendone in relazione la storia con gli oggetti, le tecniche, le manovre e le esperienze della vita in mare.

La serie video prende in esame le parole appartenenti al lessico fondamentale della navigazione, non solo a vela: albero, armare-disarmare, boma, canoa, mezzomarinaio/mezzomarinaro, orzare-puggiare, poppa, prora-prua, scafo, scuffia, timone e vela. Termini di uso quotidiano per diportisti e sportivi che, osservati attraverso la loro storia, rivelano secoli di trasformazioni tecniche, incontri fra lingue e scambi tra popoli.

Il termine vela, protagonista della prima puntata disponibile da oggi online, rappresenta un fulcro lessicale attorno al quale si sono sviluppate denominazioni tecniche, espressioni specialistiche e numerosi usi figurati. Con il proprio nome l’albero suggerisce la possibilità di sostenere l’attrezzatura velica, mentre lo scafo richiama l’immagine primitiva del tronco scavato usato per attraversare l’acqua.

Altre parole raccontano il governo dell’imbarcazione: il timone è al tempo stesso uno strumento concreto e il simbolo della conduzione l'imbarcazione; il boma consente di orientare e regolare la randa; il mezzomarinaio, oggi utilizzato soprattutto nelle operazioni di ormeggio, richiama col proprio nome la memoria delle mansioni minori svolte un tempo a bordo.

Prora-prua e poppa sono termini chiave per parlare della posizione della nave nello spazio, mentre orzare e puggiare indicano due manovre opposte e complementari attraverso le quali chi naviga modifica la direzione dell’imbarcazione rispetto al vento. Per scuffia si intende il capovolgimento di una barca a vela, mentre i termini armare e disarmare raccontano i momenti nei quali un’unità viene approntata per la navigazione o privata delle proprie attrezzature.

Le puntate mostrano, inoltre, come il linguaggio della navigazione sia il risultato di una lunga circolazione di conoscenze nel Mediterraneo e negli oceani. Alcune parole derivano dal latino o dal greco, altre testimoniano prestiti e contaminazioni provenienti da lingue lontane. Canoa, per esempio, arriva in italiano attraverso lo spagnolo, a partire da una voce caraibica, mentre boma è entrata nella nostra lingua attraverso il francese, ma deriva dall’olandese boom.

La video serie “Le parole del mare” rappresenta uno strumento utile per la didattica nautica e per i corsi di avvicinamento alla vela, perché associa ogni parola all’oggetto, al gesto o alla condizione di navigazione che essa descrive. Un modo per avvicinare alla cultura del mare non soltanto gli studiosi e gli appassionati di lingua italiana, ma anche giovani, studenti, sportivi e frequentatori delle attività sportive e ricreative che si svolgono in mare.

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