L'attrice Barbara De Rossi in visita all'ospedale Ponte a Niccheri

A sorpresa la conduttrice di "Amore criminale", residente nel Fiorentino e da tempo molto impegnata nel sociale, ha incontrato professionisti e pazienti del reparto di oncologia


Firenze – Nei giorni scorsi il reparto di oncologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata (Ponte a Niccheri), diretto dalla dottoressa Luisa Fioretto, ha ricevuto una visita inaspettata: l’attrice Barbara De Rossi. Nota al pubblico per la sua lunga carriera cinematografica e televisiva da tempo residente in zona fiorentina, ha incontrato con grande piacere i professionisti ed i pazienti del reparto di oncologia.

Da tempo l’attrice è impegnata nel mondo sociale dedicando un’attenzione particolare ai temi che riguardano le fragilità specialmente quelle declinate al femminile, sia attraverso la conduzione di programmi televisivi, tra cui “Amore criminale” in cui si raccontano storie di donne che attraverso l’amore sono andate incontro alla morte, sia con il suo contributo e sostegno ad alcune associazioni di volontariato.

Pertanto ha voluto visitare l’oncologia dell’Osma per toccare con mano l’impegno quotidiano dei professionisti sanitari che vi operano e regalando soprattutto sorrisi ai tanti pazienti ricoverati, incuriositi dalla sua presenza.

Molti sono stati gli abbracci affettuosi e le domande sui progetti e le attività che l’attrice romana sta portando avanti in questo periodo, sui personaggi che ha interpretato e che interpreterà e sulla sua vita di donna, mamma e figlia di una madre che negli anni passati ha dovuto affrontare le cure oncologiche.

L’Ospedale Santa Maria Annunziata, diretto dal dottor Roberto Biagini, luogo di cura e di progresso scientifico, ancora una volta si è contraddistinto con iniziative di questo genere, ha aperto infatti le sue porte al mondo dell’arte e dello spettacolo accogliendo un’attrice che con umanità ed empatia ha letto frasi di speranza per speciali spettatori in trattamento, distraendoli almeno per un attimo dalla loro sofferenza quotidiana.

Nei mesi scorsi il Day Hospital oncologico del Santa Maria Nuova ha organizzato un’altra interessante iniziativa socio-culturale: il “Progetto Turbanti”, ovvero un laboratorio di preparazione di copricapo africani in cui un gruppo di donne dell’Africa subsahariana che provengono dal laboratorio di sartoria sociale Bazin hanno incontrato alcune donne calve, a causa della chemioterapia insegnando loro a preparare e indossare il turbante, con o senza parrucca, con qualche consiglio anche sugli abbinamenti.

Redazione Nove da Firenze