L'artigliere Corsi è tornato a casa

Una funzione religiosa ha accolto i resti di un uomo che ha dato la vita per il proprio Paese. Presente l'Istituto Geografico Militare


PROVINCIA DI PRATO — Rientrate,  dopo 76 anni,  le spoglie dell'artigliere Bruno Corsi. Questo si legge in un comunicato stampa che parla di qualcosa di straordinario accaduto per la forte volontà di una pronipote di questo soldato: Serena Quercioli.

Grazie al Ministero della Difesa sono arrivati in Toscana, recentemente,  dalla Germania, i resti dell'artigliere Bruno Corsi, uno di quei soldati che, dopo l’8 settembre 1943, dissero
no al nazi-fascismo.

Alla messa di ieri, celebrata nella chiesa di San Michele Arcangelo a Carmignano, erano presenti autorità civili e militari. A rappresentare l'Esercito Italiano, l'Istituto Geografico Militare ente storico fiorentino che lavora alle dipendenze del Comando Militare della Capitale. 

Dopo il toccante rito, i resti di Bruno Corsi hanno avuto  sepoltura perpetua nel cimitero di Seano, accanto ad un altro soldato. A dare l'estremo saluto il Generale di Brigata Michele Vicari vice comandante per il territorio dell'ente cartografico di Stato.

A Seano abitano la nipote Franca Ballerini e, appunto, la pronipote Maria Serena Quercioli.

Una curiosità: Bruno Corsi era un soldato musicista e di lui è rimasto un oggetto,
custodito dalla nipote e ancora avvolto in una borsa di panno nero, il suo mandolino. 

Ieri sono intervenuti rappresentanti dell'associazione Artiglieri di Firenze, Prato e Poggio a Caiano, associazione combattenti e reduci, le autorità civili e militari dei Comuni di Firenze, Campi Bisenzio e Carmignano e della Città Metropolitana di Firenze.

Redazione Nove da Firenze