Laguna di Orbetello, Remaschi: "Ammortizzare i danni e aiutare le imprese recuperare i livelli produttivi"

Cgil Toscana e Grosseto: “Salvare la laguna e l'occupazione, 100 posti di lavoro a rischio. Sì a un Protocollo d'Intesa per il rilancio”. Liberata nella Riserva Naturale del Padule di Fucecchio la Cicogna bianca recuperata nei pressi del nido di Fucecchio


FIRENZE- La valutazione della situazione della laguna di Orbetello e della messa in atto di misure per ammortizzare i danni subiti e sostenere le aziende del settore per recuperare i livelli di produzione precedenti. Questo l'ordine del giorno dell'incontro di oggi a Ansedonia cui è intervenuto l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi, insieme al sindaco di Orbetello Monica Paffetti, al capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras, al presidente della società Orbetello Pesca Lagunare Pier Luigi Piro. C'erano anche il parlamentare Luigi Dallai e altri esponenti delle istituzioni e associazioni locali. "Un incontro positivo in cui abbiamo valutato la situazione dopo l'emergenza della laguna di Orbetello – afferma l'assessore Remaschi - C'è da parte di tutti la preoccupazione delle prospettive occupazionali, la necessità di sentire le istituzioni vicine e la ferma determinazione a ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Con il Dipartimento Agricoltura il 30 luglio abbiamo avviato la procedura, e attualmente sono in corso di quantificazione i reali danni subiti in correlazione con il Comune e la Provincia di Grosseto". "Da parte della giunta regionale e del ministero – prosegue l'assessore - c'è la ferma volontà nel procedere a mettere in atto tutti i provvedimenti che da una parte generino il ristoro dei danni subiti, ma contribuiscano anche al sostegno delle imprese nel corso dei prossimi anni, affinché si riesca a tornare ai livelli produttivi precedenti all'evento. Su questo percorso ci muoveremo nei prossimi giorni in stretto contatto con tutte le istituzioni e associazioni locali". L'assessore si è detto "fiducioso". "Ci tranquillizzano – conclude Remaschi - anche le prese di posizione del governo, che si sta attivando per la ricerca delle necessarie risorse finanziare e degli strumenti per metterle in atto".

La CGIL ritiene necessario cercare tutte le strade percorribili per salvare la Laguna di Orbetello e quindi il lavoro di tutti i settori della zona e per fare ciò, e dopo le esperienze attraversate nella costa, ritiene importante proporre un “PROTOCOLLO DI INTESA” che riesca a mettere tutti i protagonisti (Istituzioni, Regione, Comune, Sindacati, Associazioni di categoria) intorno ad un tavolo, con regole e compiti precisi. “Un PROTOCOLLO - concludono Lami e Renzetti - che dovrà far suo un piano di rilancio dell'azienda, attraverso un piano industriale con aspetti innovativi soprattutto per cercare di costruire un polo tecnologico, con la collaborazione di importanti imprese che migliorino l'esistente e ricerchino innovazioni per evitare che ricapiti in futuro. Con il riconoscimento dello stato di calamità naturale, con un protocollo d'intesa, con gli ammortizzatori sociali adeguati e con l'azienda che investe, la Laguna di Orbetello potrebbe tornare a splendere”.

Dopo mesi di cure e di riabilitazione, la Cicogna bianca recuperata un anno fa ai margini della zona umida è stata liberata dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio nella Riserva Naturale, nell'area de Le Morette. Nel mese di agosto del 2014 la cicogna, un esemplare adulto, era stata trovata nei pressi del nido di Fucecchio molto debilitata e con problemi ad un'ala; si trattava di uno dei due genitori che per fortuna avevano già completato la nidificazione. Raccolto dai collaboratori del Centro di Ricerca coadiuvati dalla Polizia Municipale di Fucecchio, l'animale veniva portato subito al CRUMA - Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici della LIPU di Livorno per le cure del caso. Il veterinario Dr. Renato Ceccherelli riscontrava buone condizioni generali ma anche una brutta lussazione alla spalla non operabile, che avrebbe potuto pregiudicare alla cicogna la possibilità di tornare a volare. Fortunatamente nei mesi seguenti, grazie alle cure ed alle continue attenzioni dei volontari del CRUMA, la riabilitazione cominciava a dare risultati tangibili e la cicogna dava segni di progressivo recupero dell'uso di entrambe le ali. Si tratta di un altro grande successo del CRUMA che rappresenta una vera e propria eccellenza nel settore dei Centri Recupero e che negli ultimi anni è già riuscito a salvare altre due cicogne provenienti dai nidi toscani. Arrivato il momento della liberazione in natura, si è scelta la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio gestita dalla Provincia di Pistoia; l'area protetta offre infatti anche in questa siccitosa stagione estiva alcune superfici allagate e ricche di prede che potranno favorire le prime fasi di ambientamento. La cicogna, rilasciata proprio di fronte all'osservatorio de Le Morette, ha mostrato subito di trovarsi a proprio agio, dedicandosi alla pulizia del piumaggio e soffermandosi a becchettare qualche piccola preda nell'erba; dopo alcuni minuti si è alzata in volo andando a raggiungere aironi, cormorani ed anatre nello specchio d'acqua centrale della Riserva. La storia a lieto fine di questa cicogna assume un particolare significato se pensiamo che la specie è tornata in Toscana nel 2005, dopo secoli di assenza, costruendo il primo nido proprio a Fucecchio, non lontano dal Padule dove da pochi anni era stata istituita l'area protetta. Come in altre regioni italiana, la cicogna ha iniziato a nidificare grazie a progetti di allevamento e reintroduzione in natura, ma anche all'adozione di misure di tutela ed interventi di miglioramento ambientale che hanno creato condizioni idonee all’insediamento della specie. Da allora le cicogne toscane vengono monitorate dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, grazie ad una rete di contatti su tutto il territorio regionale fatta di naturalisti, fotografi e semplici appassionati. Nella stagione riproduttiva 2015 le cicogne si sono riprodotte con successo in sei nidi toscani; in prossimità del Padule (a Fucecchio e a Monsummano Terme), ma anche a Quarrata, a Porcari, a Cascina e nell'oasi WWF di Bolgheri.

Redazione Nove da Firenze